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Intervista a Giuseppe Silvestri, Rettore dell'Università di Palermo
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Nasce il Politecnico del Mediterraneo: il nuovo polo universitario d’eccellenza creato dalla Regione Sicilia insieme alle Università di Enna, Catania, Messina e Palermo. Abbiamo intervistato Giuseppe Silvestri, Rettore dell’Università di Palermo.
Rettore, la Sicilia è naturalmente ponte tra la sponda Nord e la sponda Sud del Mediterraneo e la sua stessa storia attesta la commistione tra le due culture. La creazione del Politecnico del Mediterraneo potrebbe essere ulteriore elemento propulsore per l’internazionalizzazione della Regione. Come mai si è scelto di puntare sulla “formazione” e qual è “l’elemento di differenziazione” del Politecnico del Mediterraneo rispetto ad altri Atenei italiani d’eccellenza?
“Il Politecnico del Mediterraneo non è un nuovo Ateneo, ma si configura come un nuovo polo universitario d’eccellenza nato in Sicilia, in grado di fornire alta formazione agli studenti del bacino del Mediterraneo grazie a corsi finanziati con borse di studio, lezioni in inglese e francese, insegnamenti di respiro internazionale, alloggi, stretti contatti con il mondo del lavoro. è una struttura “a rete” promossa dalla Regione siciliana e costituita dalle quattro Università di Catania, Enna, Messina e Palermo, con un radicamento su tutto il territorio dell’Isola e con l’obiettivo di formare studiosi e professionisti che possano supportare la crescita economica dei territori che si affacciano sul Mare nostrum”.
La sponda Sud del Mediterraneo vede una percentuale di giovani nettamente superiore a quella della sponda Nord. Questo costituisce un enorme bacino di risorse umane. Nei Paesi del Sud, però, non ci sono ancora opportunità di alta formazione e queste risorse non possono essere valorizzate. Quale contributo può dare il Politecnico del Mediterraneo alla forza lavoro giovani in Italia e, viceversa, quali know how può restituire ai Paesi di origine?
“Si calcola che nei prossimi anni almeno 3 milioni e mezzo di persone provenienti dalla macro-regione Mediterranea si muoveranno dal proprio Paese per cercare opportunità di alta formazione. Un’opportunità anche per gli studenti siciliani fuori sede che, in mancanza di un’offerta internazionale adeguata, si sono finora iscritti in Atenei italiani o esteri. Nella fase di avvio, il Politecnico del Mediterraneo potrà aprire le porte a 2.500 giovani, italiani e stranieri, che avranno a disposizione 50 tra facoltà e dipartimenti per svolgere attività di didattica e di ricerca, 62 laboratori, 45 biblioteche. E altre strutture e alloggi sono in corso di realizzazione per ospitare attività e studenti. L’offerta didattica è costituita da dottorati di ricerca, master, corsi di laurea specialistici, corsi di specializzazione mirati a rispondere efficacemente alla crescente domanda internazionale di alta formazione; lezioni e materiale didattico in inglese e francese. A partire per primi, nell’anno accademico 2008-2009, saranno 98 corsi di dottorato di ricerca di durata biennale ai quali si accede per concorso, tutti supportati da borse di studio delle Università e della Regione”.
Il Sistema d’istruzione pubblica nazionale non è ben collegato con il mondo imprenditoriale. Formiamo i giovani più brillanti ma, poi, li costringiamo ad emigrare per trovare un’occupazione e un salario in linea con gli alti profili creati. Avete già stipulato convenzioni con qualche impresa? E se sì, si tratterà di imprese italiane o saranno coinvolte anche quelle della sponda Sud?
“Il Politecnico del Mediterraneo è nella fase di start-up, quindi sta iniziando la sua attività di formazione. Ciascun Ateneo siciliano ha già attiva una solida rete con il tessuto imprenditoriale regionale, nazionale e internazionale e questo costituisce un punto di partenza importante. Il Politecnico ha, inoltre, tra i suoi scopi proprio quello di stabilire proficui rapporti di collaborazione col settore produttivo per agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro dei suoi laureati, realizzare una rete di collegamento per il trasferimento tecnologico verso il mondo del lavoro e dell’impresa, delle ricerche in settori tecnologici avanzati, dei progetti, delle scoperte, delle innovazioni, dei brevetti.”.
Come pensate di dare visibilità al Progetto, soprattutto nella Sponda Sud?
“Stiamo avviando proprio in questi giorni la campagna di promozione del Politecnico all’estero, in collaborazione con l’associazione Mediterraid, che da anni organizza in estate un tour nei Paesi del Mediterraneo sotto l’egida dell’Onu e di altre istituzioni internazionali e nazionali per promuovere i valori della cooperazione e degli scambi tra i popoli. Grazie a questa collaborazione, il progetto del Politecnico sarà illustrato nei prossimi mesi di luglio, agosto e settembre in Francia, Spagna, Grecia, Marocco, Tunisia, Libia ed Egitto attraverso una serie di seminari che si terranno in istituzioni quali Università, Istituti italiani di cultura, Camere di Commercio estere. E, a conclusione del viaggio, sarà presentato a Bruxelles, a metà settembre, nella sede della Commissione europea”.
Il primo appuntamento della campagna di promozione è oggi, alle 16.30, alla Camera dei Deputati, nella Sala del Refettorio, in via del Seminario, 76. Per ulteriori informazioni
www.mediterraid.it.
Martedì 30 Novembre 1999
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