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MADRID- Inizia la scalata spagnola del nuovo Presidente Rajoy. Dopo la vittoria alle elezioni avvenute lo scorso 20 novembre, Rajoy, ieri nel suo discorso in Parlamento, ha sottolineato la necessità di un impegno concreto e comune.
Il neo primo ministro ha promesso che la priorità assoluta del Governo sarà “fermare l'emorragia della disoccupazione e stimolare la ripresa dell'economia”.
Il leader del PP, dopo sette anni e mezzo di opposizione, ora ha un compito ben preciso: risollevare l’economia spagnola e non far della Spagna “una nuova Grecia”.
Il piano d’azione di Mr. Rajoy è chiaro: ridurre di 16,5 miliardi di euro la differenza tra entrate e uscite di tutte le amministrazioni nel prossimo anno per soddisfare i requisiti dell'UE. Tuttavia, i dati sono provvisori, e come ha sottolineato, ci saranno ulteriori tagli concreti.
"RAJOY MANI DI FORBICI": TAGLI
Mariano Rajoy, ha preparato gli spagnoli a un periodo “di sangue, sudore e lacrime”, come scrive stamane El Mundo.
Come il premier italiano Mario Monti che aveva annunciato una manovra di lacrime e sangue, anche Rajoy non ha avuto problemi nell’affermare che tutto, ad eccezione delle pensioni che saranno valutate in seguito senza nascondere l’intenzione di abolire il pensionamento anticipato, sarà sottoposto all'azione delle forbici. Nel suo discorso di investitura ha affrontato subito la questione "più drammatica": la situazione economica e i 5,4 milioni di disoccupati. “Nel Paese ci sono 5,4 milioni di persone senza lavoro e il 46% dei giovani non trova un posto e il tasso di disoccupazione ha superato il 21,5 per cento”.
LE MISURE
Rajoy interverrà con urgenza in tre aree: stabilità di bilancio che sarà la prima legge approvata dal governo, completare la riforma del settore finanziario nei primi sei mesi dell'anno e altre riforme strutturali che comprendono una riforma del settore pubblico.
Il nuovo governo si impegnerà ad attuare un "ridimensionamento del settore pubblico e del personale". Fin dall'inizio, non saranno ripristinati i posti vacanti nel settore pubblico, tranne per le Forze di Sicurezza di Stato e servizi di base. Inoltre ci saranno sgravi per il primo impiego: agevolazioni fiscali alle imprese per ogni giovane alla prima occupazione messo sotto contratto.
Per quanto riguarda le tasse, Rajoy ha confermato i punti del suo programma elettorale: istituire un sistema di compensazione dei debiti tra le imprese e il governo.
Per quanto riguarda l'educazione, il futuro presidente ha avanzato l'obiettivo di promuovere il bilinguismo nel sistema educativo e ha confermato di voler istituire un diploma di maturità dalla durata triennale.
Anche la riforma della giustizia è stata affrontata nel discorso inaugurale. Rajoy ha manifestato l'intenzione di voler affrontare immediatamente il sistema della giustizia, in dialogo con l'opposizione.
Sulla salute, l'Amministratore Delegato si impegnerà a cercare un patto di Stato per stabilire un portafoglio di base dei servizi sanitari con finanziamenti garantiti per tutti i cittadini, facendo intravedere comunque dei tagli anche in questo settore.
RAJOY E’ OTTIMISTA
La Spagna si è impegnata a ridurre il deficit al 4,4% del Pil nel 2012 ma i popolari di Rajoy ereditano una situazione difficile con un deficit superiore al 6%. Le ultime frasi del suo discorso, durato un'ora e 20 minuti, hanno voluto però infondere coraggio.
"Sarà una sfida, sarà difficile, è molto faticoso, ma vale la pena provarci" ha sentenziato prima della fine. "Mi appello a tutti voi, con umiltà, e chiedo l'aiuto di tutti, in cambio offro di difendere l'unità, il dialogo senza sosta per garantire equità nella distribuzione degli oneri".
“Sbagliano coloro che pensano che la Spagna non sarà in grado di fare le riforme necessarie e uscire da questo periodo così drammatico”, ha aggiunto.
(Fonte foto: El Mundo)
Martedì 20 Dicembre 2011
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