VILA (Ibiza)- Per la serie “Il caldo fa brutti scherzi”, provate a fare un esercizio pre-vacanziero di associazione di idee. Cosa vi fa venire in mente la parola “Ibiza”?
Se le prime idee digitate dai vostri neuroni sono: divertimento pazzo, notti brave e drink del tipo sex on the beach, potete terminare qui la lettura.
In caso contrario, o state pensando bene di trascorrere una vacanza alternativa in meditazione su qualche eremo di montagna, oppure questo articolo sul fascino nascosto dell’isola più gettonata di Spagna fa per voi.
In entrambi i casi, di seguito, troverete una serie di rotte accattivanti quanto meno note, per ricredervi sulla cattiva fama della mitica Ibiza, e farvi un’idea del suo patrimonio oltre le discoteche, i lidi-carnai umani e il “vamos a la playa” tipico del turista in cerca d’avventure.
1)Piazza “del Parque”. Situata al centro di Vila, la città principale dell’Isola, è un’autentica agorà culturale: piccola ma ben contorniata di tranquilli “baretti” che offrono le classiche e genuine tostadas mediterranee (toast salati a base di pomodoro fresco e olio extravergine d’oliva). Solo al mattino presto si potrà godere della compagnia di personaggi sui generis, quali neohippy, artisti di strada e lettori bohemien. Ma attenti a non scambiarli con turisti (s)vestiti di tutto punto al ritorno dalla fiesta notturna.
2)Can Curreu. Non avrete conosciuto la vera Ibiza se non vi sarete addentrati nei suoi frondosi boschi fitti di pini e profumati di umidità notturna frammista agli aromi pungenti della macchia mediterranea: al suo interno meravigliose quanto nascoste casette bianche fanno capolino; sono gli agriturismi in stile baleare: vietato entrare senza prima aver chiuso fuori ogni forma di stress.
3)Santa Gertrudis. É un paesino minuscolo all’interno dell’isola, dominato da una chiesa bianchissima. Le viuzze sono pittoresche e l’offerta gastronomica è rustica ma appetitosa. Un tuffo nel passato su tavolate di legno ad ascoltare musica degli anni sessanta e mangiare panini al formaggio locale: ecco un piccolo piacere per il pellegrino, oltre a quello di poter ammirare sui muri delle variopinte immagini, retaggio degli hippy che un dì colonizzarono l’isola.
4)Tramonto a Cala Comte. La baia del Ashram, nome arabo che evoca la dominazione moresca, è un paradiso di spiaggette candide e dall’acqua cristallina, isolate dal rumore della techno-dance. L’ideale per vedere la pioggia di stelle estive sorseggiando un cocktail, naturalmente analcolico.
(Fonte Foto: El Mundo)
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