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Crisi Grecia; Leon, simbolo di una nuova generazione di senzatetto

Italia redazione ilmediterraneo
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senzatettoATENE- In un Paese sull’orlo del fallimento totale, anche fare il pittore significa non guadagnare più niente. Da settembre, Leon è in strada come molti altri senzatetto in Grecia.

Leon ha studiato belle arti in Inghilterra, specializzandosi nella creazione di icone nel 1991. "Ho avuto un sacco di ordini da privati, negozi e chiese, dove si vendono oggetti religiosi. Lavoravo fino a diciassette ore al giorno. Ma dal 2009, il lavoro è diminuito. E nell'estate del 2011 è stato un disastro. Non guadagnavo più di 60 euro al mese e il 30 settembre, mi sono trovato per strada", racconta così il suo dramma a Alain Salles corrispondente da Atene per Le Monde.


Non poteva più permettersi di pagare l'affitto: 280 euro per un bilocale e 200 euro per il suo studio. I suoi risparmi erano stati inghiottiti dalla grave malattia della madre, morta nel 2007. Quest'uomo di 64 anni, con lunghi capelli grigi fino alle spalle e barba grigia, ricorda la sua prima notte al grande parco vicino al Museo Archeologico. "Mi sembrava di essere in campeggio…per un mese e mezzo non ha piovuto, sono stato fortunato potevo dormire senza bagnarmi". 

A metà novembre, si è rivolto all’Associazione Klimaka, una ONG che aiuta i senzatetto. “Qui ti danno quello che ti serve", ha detto Leon con gratitudine.

Anche Sofian, marocchino di 23 anni, si rivolge a Klimaka per mangiare e trovare un posto caldo nel freddo inverno ateniese. Dorme fuori da oltre cinque mesi. "Ho anche cercato nella spazzatura un po’ di cibo" , ha raccontato. Due anni fa, lavorava in un bar, ma il suo capo lo ha licenziato perché non poteva più pagarlo.


Leon, il pittore di icone, Sofian e tanti altri greci fanno parte di una nuova generazione di senzatetto. "C'è un cambiamento nello stato sociale”, ha detto Ada Alamanou, responsabile di Klimaka. “Si tratta di persone che hanno avuto un buono stato sociale e che, a causa della crisi, ora si trovano per strada. Loro hanno perso il lavoro, non hanno più reddito o sostegno familiare. Hanno un buon potenziale di reintegrazione, ma è difficile trovare qualcosa con la crisi".

"Oggi, la povertà è parte della classe media dei greci”, aggiunge Ada Alamanou.

VERSIONE ORIGINALE 

(Fonte foto: Le Monde)


Giovedì 19 Gennaio 2012


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