DOHA - Da mesi il Qatar era in trepida attesa per il 2 dicembre, fatidica data del verdetto dei mondiali di calcio del 2022. I pronostici erano già rivolti verso il piccolo emirato del Golfo. Tuttavia, quando la notizia della vittoria è stata divulgata dai media non sono mancati scetticismi e perplessità, soprattutto da parte degli altri stati partecipanti, che si sono visti soffiare l’occasione da uno stato così piccolo.
Il maestoso progetto presentato dal Qatar deve aver convinto i membri della Fifa, che lo hanno preferito a Stati Uniti, Australia, Giappone e Corea del Sud. È il primo Paese mediorientale a ospitare un evento di tale calibro.
Adesso comincia la vera sfida per il Qatar: dovrà dimostrare al mondo intero di essere in grado di superare i vari ostacoli posti dagli scettici, primo fra tutti il clima. Nel mese di giugno e luglio in questa penisola desertica che si affaccia sul Golfo Persico la temperatura può salire oltre i 50 gradi Celsius. Il Qatar ha presto risposto a questa problematica assicurando che la temperatura al’interno degli stadi sarà regolata tramite degli impianti a energia solare, ma c’è stato anche chi ha proposto di spostare i mondiali nel mese di gennaio (la temperatura sarebbe ottimale e inoltre ridurrebbe notevolmente i costi).
Altro problema, di matrice prettamente occidentale, è quello del consumo di alcool. Il Qatar è un Paese ove vige la legge islamica e il consumo di alcool è fortemente controllato. Ma anche in questo caso si è dimostrato flessibile, in quanto concederà una certa elasticità temporanea alle ferree regole legate al consumo di alcolici.
Nei prossimi undici anni verranno costruiti 9 nuovi stadi ultramoderni, e rinnovati i 3 già esistenti, tutti nell’arco di 30 km. Verranno costruite centinaia di strutture infrastrutture adeguate a ospitare presenze previste durante l’evento, che ammontano a circa 3 milioni di persone, ossia tre volte la popolazione attuale. Tra i vari progetti, verrà costruita una metropolitana che collegherà tutte le aree coinvolte nell’evento, un nuovo aeroporto, verrà integrata la rete stradale, strutture ricettive e alberghi aumenteranno a macchia d’olio. Il ricchissimo stato del Qatar non baderà a spese per dimostrare che vuole vincere la scommessa dei mondiali di calcio del 2022.
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