Mercoledì 23 Mag 2012 01:39:27
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Iran; Le donne ninja di Ahmadinejad. VIDEO

TEHERAN- Le immagini ritraggono un folto gruppo di donne alle prese con spade, capriole e spaccate che potrebbero far invidia persino ad un ginnasta olimpionico. Le ‘kunoichi’, riprese dalla rete iraniana Press TV, non sono però le spie battagliere che potremmo immaginare bensì sono l’esempio che…
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Francia; Fillon: ‘Dieci milioni a Gaza per dissalatore’

MARSIGLIA- La Francia contribuirà con 10 milioni di euro al progetto della realizzazione di un impianto di dissalazione nella frangia di Gaza, promosso dai 43 paesi associati all'Unione per il Mediterraneo e approvato nel giugno scorso. E' l'annuncio fatto ieri dal palco del Foro Mondiale…
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Film su DSK; Gerard Depardieu protagonista: “Non mi piace, per questo…

PARIGI- “Non lo amo, per questo lo interpreterò”. L’attore francese Gerard Depardieu ha confessato durante un’intervista alla radio svizzera RTS che vestirà i panni di Dominique Strauss-Khan. Il film, che sarà girato da Abel Ferrara, avrà come trama le sfortunate vicende vissute da DSK nell’ultimo…
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Emanuelle Béart contro la chirurgia estetica

PARIGI- Le splendide labbra di Emanuelle Béart? Tutto merito del silicone. La star del grande schermo francese ha fatto ‘mea culpa’ ed ha confessato al giornale Le Monde di essersi sottoposta ad un intervento chirurgico nel 1991.  Si allunga la lista delle attrici che hanno ripudiato le scelte…
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Turchia; riforma scolastica avanza tra pugni e calci

ANKARA- Insulti, botte, spintoni e bottiglie d’acqua che sono volate da una parte all’altra dell’aula. Non è successo in una classe poco disciplinata bensì dentro la Commissione parlamentare turca che si sta occupando della riforma scolastica. Il partito conservatore turco Akp, del premier Recep…
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Dalla Cina arrivano i pantaloni sessisti. “Se non sai lavarli dalli a…

ROMA- Nell’era della globalizzazione anche gli stereotipi diventano globali. La vicenda che ha coinvolto trasversalmente una ditta cinese specializzata in tessitura e una catena di vestiti maschile chiamata Madhouse, sta facendo il giro del mondo. Sull’etichetta dei pantaloni ci sarebbe una scritta…
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In vendita casa dei Flintstone. Tre milioni e mezzo per aggiudicarsela

ROMA- AAA cercasi acquirente. La riproduzione esatta della casa di Fred Flintstone è in vendita per la modica cifra di 3 milioni e mezzo di dollari. Dick Clark, stella della radio americana, ha deciso di vendere la sua casa di Malibu, esatta copia della casa che abbiamo ammirato nella celebre serie…

Mercoledì 23 Maggio 2012

Ospedale sovraffollato a TripoliTRIPOLI- Obitori traboccanti, ospedali saturi, mancanza di forniture e presidi medici, interruzioni di corrente, mancanza di ossigeno. Questa la drammatica situazione degli ospedali in Libia.

Da sei giorni la capitale, Tripoli, si trova a fronteggiare una situazione devastante e sanguinosa. Medici e giornalisti raccontano storie di massacri. Al New York Times, il dottor Nabil Bay, ha sostenuto che da quando la rivolta è arrivata a Tripoli non ha lasciato mai l'ospedale: “In sei giorni  siamo stati travolti da un numero impressionante di pazienti. L’obitorio è sovraffollato,  con oltre 115 corpi di combattenti e civili ancora non reclamati”.

Altri due medici hanno raccontato di aver assistito  oltre 500 pazienti al giorno con ferite da arma da fuoco.

Essam Ben Masoud, 34 anni,  medico di Tripoli ha affermato: “In questo ospedale abbiamo sette sale operatorie ma sono sempre occupate”.Obitori al Mitiga hospital di Tripoli


Esecuzioni di massa

Secondo alcune fonti locali sono arrivati al  Mitiga Hospital i corpi di 17 uomini che da quando riferito da alcuni testimoni sarebbero stati giustiziati dai lealisti del colonnello Gheddafi appena i ribelli hanno preso d'assalto, martedì,  il composto del leader, Bab al-Aziziya. Osama Mansour el-Hadi sopravvissuto al massacro racconta ad al Jazeera, dall'inizio alla fine, quel terribile incubo, mentre guarda i corpi coperti dei suoi amici.


Sopravvivere e raccontareHadi mentre racconta il massacro

Tutto è accaduto martedì quando i ribelli hanno cominciato a invadere il tentacolare complesso del rais. Gli spari risuonavano in ogni via. Dopo il duro combattimento per molti ribelli la cattura del compound è stato un momento di gioia, l'assalto simbolico al regime, ma non per Hadi e altri 25 uomini civili. Dopo essere stati catturati da armati lealisti e detenuti in un condominio fatiscente, stava per iniziare un massacro orribile.

Gli uomini armati hanno aperto il fuoco, una raffica di proiettili  contro i loro prigionieri. Hadi è crollato in un mucchio di corpi mutilati e sangue. Subito dopo gli assassini sono fuggiti.


 I corpi sono stati trasferiti il giorno dopo al Mitiga Hospital di Tripoli, una struttura un tempo riservata ai vertici militari di Gheddafi e alti funzionari, che ora si trova nel territorio controllato dai ribelli. E’ qui, in una stanza d'ospedale, che Hadi, unico superstite testimone dell'esecuzione, racconta la sua storia ad Al Jazeera,

Ma Hadi non è l’unico a rivelare esecuzioni e massacri di massa. Molti residenti parlano di cadaveri ammucchiati in container, prove concrete che la presa di Tripoli non era esime dalle atrocità della guerra.

Versione integrale: Survivor tells of mass killing (Al Jazeera)

(Fonte foto:The New York Times, Al Jazeera) 


Venerdì 26 Agosto 2011
 


Pazienti del medico OberlinGAZA- “In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l'altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi”. È parte del Giuramento di Ippocrate, la solenne promessa che tutti i medici prestano prima di iniziare il proprio servizio. Christophe Oberline è un medico francese. Per oltre un decennio ha deciso di portare il "suo" Ippocrate e i suoi ferri in una striscia di terreno sospesa tra barricate ataviche di rivendicazioni e voglia di legittimità territoriale.



Cronache da Gazacronache da gaza- il libro
 
 

Quella striscia di terreno si chiama Gaza. Per dieci anni le mani del Dott. Oberline hanno operato tra feriti gravi, vittime di bombardamenti e intifada, in uno stato perenne di assedio. Ora quelle mani hanno dato vita a un libro-testimonianza intitolato “Cronache da Gaza”, in cui si racconta la verità di una frontiera oltre tutti i presunti dati “ufficiali” offerti dai media, dai cosiddetti esperti di diplomazia o dalle relazioni politiche- internazionali.

 

Gli aerei israeliani rompevano la barriera del suono

 

Come scrive la giornalista Silvia Cattori nel suo blog, la Gaza descritta da Oberline è un luogo pieno di umanità, che il medico riesce a descrivere senza retorica, ma con il linguaggio semplice e sobrio di chi è entrato “a contatto con le persone oggetto di violenza per rivelarci la loro terribile realtà quotidiana”.
 

Oberline ripercorre le tappe del suo arrivo a Gaza, quando nel dicembre 2011 per la prima volta assiste con incredulità allo spettacolo degli aerei israeliani sfreccianti “rompere la barriera del suono” e fondarsi su una popolazione inerme e pacifica per riversare bombe e morte.
 

Dopo dieci anni e innumerevoli bagni di sangue, per Oberline lo shock è sempre uguale, perché non ci si abitua a comprendere l’incomprensibile.

 

Vergognosa mancanza di informazione

 

Nel corso della mia lunga carriera (di medico di guerra, n.d.r.) sono andato ad operare in tanti paesi senza sentire la necessità di esprimermi. Nel caso della Palestina, ho sentito che i fatti e gli eventi erano talmente deformati, che non ho potuto fare a meno di dire la mia.”
 

Christophe si riferisce alla totale mancanza d’ informazione ad opera dei media israeliani ed internazionali, che si ostinano, a suo parere, a tacere deliberatamente su quanto accade a Gaza. Un esempio su tanti?
 

Dopo l’aggressione israeliana del 2008-2009 il medico viene invitato ad un programma televisivo della tv francese France 24: solo all’inizio della diretta si accorge del titolo che gli autori avevano dato alla puntata: “Ci sono stati o no crimini di guerra a Gaza?”. “Ho trovato assurda questa domanda, paradossale e fuori luogo come le altre che mi sono state rivolte per sapere quanti morti e feriti c’erano stati tra i combattenti: io di soldati morti non ne ho visti, ho visto solo decine e decine di civili sventrati o mutilati, e tra questi intere famiglie”.



L'assurda storia di Mohamed Ghanem
 

Tra i tanti episodi descritti con veemenza letteraria, ma senza enfasi patetica, c’è quello di Mohamed Ghanem, un giovane cameraman palestinese condotto in ospedale come un Lazzaro crivellato di colpi agli arti inferiori. Un soldato israeliano si era scagliato senza motivo contro di lui in maniera efferatamente sadica, mentre delle telecamere avevano filmato il tutto senza intervenire. Oggi Mohamed è vivo ma non ha più le gambe. “Sopporto bene la vista di feriti gravi”, dice Christoph, eppure quello spettacolo disumano mi risultò ripugnante, ma ancora più forte fu la vergogna nell’apprendere che di lì a poco l’episodio sarebbe passato sotto silenzio”.

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(Fonte foto: Silvia Cattori.net)


Giovedì 21 Luglio 2011
 

ribelli-libia-fronteMISURATA- I pizzaioli a domicilio devono vedersela ogni giorno con una serie di “inconvenienti urbani”: traffico, ordinazioni lampo, motorino che si spegne, corse da un capo all’altro della città.

Problemi di ordinaria routine, simili un po’ in tutto il mondo, tranne che in un posto, dove il fuoco dei forni è ben poca cosa rispetto a quello dei fucili. Stiamo parlando di Misurata, in Libia, dove l’ultima frontiera della solidarietà tra i ribelli consiste nel trasporto di pizze calde ai soldati del fronte.

La notizia, riportata dal quotidiano australiano 'The Sydney Morning Herald', riferisce di una sorta di esercito parallelo di pizzaioli e giovani dediti alla consegna a “domicilio”.

I primi impastano e sfornano in tempo record, i secondi corrono verso il fronte in una staffetta per assicurare 8mila porzioni di pizza ai combattenti dell'esercito ribelle anti-Gheddafi.

L’idea è venuta al libico Emad Daiki, proprietario di una esclusiva pizzeria di Stoccolma: un mese fa Emad decide di tornare in patria e realizzare la stessa attività, disposto a tutto pur di alimentare i suoi compatrioti.

Detto fatto l’imprenditore libico chiede ed ottiene la collaborazione dei forni industriali degli hotel bombardati e dei pochi negozianti rimasti aperti, per fare rifornimento di ingredienti freschi: “la maggior parte di loro, appena sente che è per i combattenti, non esita a rifornirci di grosse quantità di cipolle, pomodori, tonno e olive: tutto gratis!” dice entusiasta Emad.

 


Martedì 05 Luglio 2011
 

turismo-isole-grecheATENE- La benevolenza degli dei dell’Olimpo: non sembra rimanere altra speranza a un popolo che ha conosciuto le più alte vette della civiltà umana, e ora vive giorni al cardiopalma.

Parliamo del popolo ellenico: un concentrato di rabbia e indignazione per una situazione debitoria che potrebbe portare il paese alla bancarotta e al triste congedo dall’eurozona.

Pronti a manifestare ancora


Anche oggi, in prima pagina su Tanea, (la principale testata ellenica) spiccano notizie di nuove prossime agitazioni, stavolta nel mondo accademico: la riforma ipotizzata dal Ministro Anna Diamantopulou non piace. Contro i tagli ai fondi universitari e la maggiorazione delle tasse a carico degli studenti, si annunciano già “tamburi di guerra”. Come è stato per gli operai, i funzionari dei beni culturali, gli operatori sanitari, i dipendenti dei trasporti, e le altre miriadi di categorie professionali, vessate da una condizione di soffocante austerità.

Ma come si può reagire, oltre la voglia di scioperare violentemente ed opporsi con manifestazioni di piazza spesso al limite della pericolosità sociale? Di chi è la colpa del debito? Solo ed esclusivamente di una classe politica inadeguata?

Per rispondere a queste domande ricorriamo ad alcune storie di vita raccolte in un reportage del Mundo. Tutte ambientate nell’odierna, martoriata, “Terra degli Dei”.

Alcune vite, alcune storie


Alexandros è un giovane fotografo. Anche se le riviste per cui lavorava hanno chiuso continua a portare con sé la sua reflex, nonostante ora lavori come cameriere in un bar: “Ogni tanto scatto delle foto ai turisti, mi manca la mia professione, ma se non altro ho avuto la fortuna di trovare un lavoretto”, dice malinconico. Ogni settimana Alexandros si sposta dall’isola dove lavora per raggiungere Atene e partecipare alle manifestazioni di Piazza Sintagma: le foto che scatta lì “hanno un altro valore”.

Denaro si, ma solo per le banche


Damianos, uno dei suoi compagni “di lotta” è infuriato e azzarda un curioso paragone: “Sembra che il Governo stia giocando alla playstation: quando finisce il denaro e termina la partita si ricomincia da capo: Abbiamo ottenuto il denaro dall’Ue e dove è finito? Alle Banche! Ora terminerà di nuovo e saremo costretti a chiederne altro!”.

Evangelius è un ex lupo di mare: 30 in barca per accumulare pochi sudatissimi risparmi con cui ha acceso un mutuo che adesso però non è più sostenibile: “Dove è andato a finire tutto il mio sforzo, mi tocca mendicare per pagare le rate della casa, mentre i politici hanno accumulato proprietà senza fine!”.

Un anno fa il Governo abbassò le pensioni dei 10% in una prima ondata di tagli, cui fecero seguito le riduzioni ai salari statali del 20%. Tale misura sembrò giusta ed opportuna all’ingegniere Kostantinos, fino a quando, 6 mesi fa, anche lui è divenuto vittima di un’implacabile scure statale. Perso il suo lavoro di alto funzionario statale ad Atene, ora lavora come impiegato comunale sull’isola di Santorini:“L’amministrazione pubblica, con tutti i suoi privilegi di casta e la sua pesante burocrazia rende ancora più difficile l’uscita da questa situazione”, dice.

Sophie lavora per il ristorante Egonomio. Vent’anni fa decise di lasciare la prospera Francia per la quiete e l’incanto di un isolotto sul Mar Egeo: “La situazione anche per noi del settore recettivo è grave, hotel e ristoranti sono sempre più vuoti a causa della crisi internazionale e contemporaneamente il Governo ci ha duplicato le imposte, e i debiti con le banche crescono”.

Oltre le storie da raccontare, al termine delle interviste, Sophie, Kostantinos, Evangelius e Alexandros rivolgono tutti la stessa domanda: “Ora che la Grecia è stata aiutata dall’Europa, dov’è il denaro per noi? Dov’è?”.

Secondo le fonti ufficiali ora “va tutto bene”


Ironia della sorte, è giunto da pochissimo via mail alla Redazione del Mediterraneo un comunicato stampa direttamente dal Ministero della Cultura e del Turismo Greco. Lo pubblichiamo qui di seguito, integralmente.

 

 

Dichiarazione del Ministro della Cultura e del Turismo Sig. Pavlos Yieroulanos

Atene, 30 Giungo 2011



La Grecia sta voltando pagina verso la stabilità finanziaria e la crescita. In questo ambito, un piano di austerità è stato votato ieri dal Parlamento Ellenico innescando dimostrazioni temporanee e disagi nel centro della città di Atene.

Questi eventi, anche se deplorevoli, avevano carattere locale e non rispecchiano

in alcun modo la vita quotidiana della città. I visitatori, ad Atene continuano ad essere sicuri, in un ambiente tranquillo e a vivere una esperienza culturale molto intensa.

Tutti i mezzi di trasporto, i luoghi di cultura, dello sport e gli aspetti della vita quotidiana sono tornati alla normalità ed i visitatori possono godere l'esperienza auspicata.

Nessun altra città o luogo in Grecia è stata toccata da questi disagi.

(Fonte Foto: El Mundo)


Lunedì 04 Luglio 2011
 

greciacrisigraffitoATENE- Quali sono le conseguenze delle misure di austerità sulla vita quotidiana in Grecia? Cosa si aspetta il popolo greco da Papandreou? Come reagirà al nuovo piano pluriennale di austerità in discussione in Parlamento? Interrogativi bollenti che Le Monde ha rivolto ad alcuni greci scesi in piazza in queste ore per protestare. Noi de ilmediterraneo.it vi proponiamo cinque testimonianze per dar voce a chi la crisi la vive sulle proprie spalle.

  • . Fotini, 32 anni, sposata, due figli

Guadagno 1400 euro lordi mentre  mio marito 1300 euro lordi.  Tutti i prodotti e servizi (gas, cibo, trasporti biglietti ...) sono aumentati. Mia sorella ha un diploma di scuola superiore al Politecnico di Atene ma è disoccupata e mia figlia  di 2 anni non può andare alla scuola materna comunale perchè non c'è posto e allora devo pagare 500 euro al mese per iscriverla a una scuola materna privata. L'affitto è di 600 euro, è rimasto stabile.  Ma con tutte le spese fisse, ci ritroviamo con soli 300 euro al mese per vivere. Provo disgusto per tutti i politici greci, la loro corruzione e indifferenza distrugge intere nazioni ...

  • .Sophie, 22 anni, studente e dipendente

Sono una studentessa di economia all'Università di Atene,  parlo tre lingue straniere. I miei genitori vivono nel Peloponneso, così devo pagare l'affitto di 350 euro. L'insegnamento è gratuito, ma ci sono i  libri da pagare. Sono al quinto anno ma non posso andare a lezione: devo lavorare. Prima lavoravo part-time in un coffee shop per 5 euro l'ora.

Ora lavoro in uno studio commercialista, 40 ore a settimana.  Il problema è che il mio stipendio è da tirocinante: 300 euro al mese. E' una situazione difficile ma l'accetto, molti dei miei amici non trovano lavoro e hanno prospettive ancora peggiori delle mie. Questo è meglio di niente, e quando posso, faccio più ore come cameriera al caffè e non sono l'unica a farlo. La mia generazione lavora e studia contemporaneamente, senza alcuna speranza per il futuro.

  • .Mihalis, 46 anni, traduttore, sposato, due figli

La famiglia media greca è sul lastrico. Mia moglie ed io siamo traduttori, lavoriamo dodici ore al giorno, e guadagnamo  1600 € al mese. Pago 350 euro d'assicurazione al mese, e mia moglie 300. L'affitto è di 300 euro. Come facciamo a vivere con  650 euro in quattro? Per fortuna i miei figli sono piccoli e non vanno ancora a scuola.  Ma dobbiamo mangiare, pagare il gas che è aumentato e non solo...  E 'davvero difficile.  La nostra situazione non è rara, è quella di molte altre famiglie.

  • . Kostas,  franco-greco vive in Grecia e lavoro nel settore del turismo

Queste nuove misure sono profondamente ingiuste? Non saprei. Secondo me non è né più né meno che la stessa ricetta di quella precedente, anzi è peggio.... aumento della recessione, salari bassi e tasse; cos'altro aggiungere?

 I dipendenti, i pensionati perderanno potere d'acquisto e la disoccupazione continuerà a salire.

  • . Katia, dipendente

Oggi è sciopero generale ma io lavoro. Sono nel mio ufficio proprio di fronte al Parlamento, a 100 metri da piazza della Costituzione. In questo momento vedo i gas lacrimogeni, la gente che grida e il mio cuore sanguina per il futuro di questo Paese ... Domani altre misure di austerità saranno votata e vivremo tutti dei giorno più tristi: tasse,  disoccupazione, insicurezza, insomma una depressione generale ...

Qual è il futuro? Qual è il nostro futuro per noi europei? Che cosa dirò alla mia bambina di 3 anni quando vede un vecchio per strada senza più casa e lavoro?  Tua madre era a lavoro e ascoltava la folla radunata fuori e non sapeva cosa fare ...  La Grecia ha vissuto al di sopra dei propri mezzi per 30 anni, quale altra soluzione c'è ora?




Mercoledì 29 Giugno 2011
 
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