Mercoledì 23 Mag 2012 01:27:07
CONTATTI LOGINREGISTRATI
English Italiano
Testata
Scuola&Giovani



Mercoledì 23 Maggio 2012

Bosnia: due scuole un solo tetto per dire basta al fanatismo PDF Stampa E-mail
redazione ilmediterraneo   

studiare-bosniaSARAJEVO- Sono passati sedici anni dalla guerra in Bosnia e le tensioni etniche non sono ancora finite. A questo problema ha cercato di rimediare l’UNICEF, realizzando un progetto nelle scuole per eliminare per sempre le differenze etniche.

 

Molte scuole riflettono ancora delle tensioni etniche protratte dalla metà degli anni novanta. Gli istituti bosniaci sono mono-etnici: i bambini sono segregati in base alla loro nazionalità e non hanno alcuna interazione con studenti al di fuori della propria etnia.

 

Il “Progetto Genesis” è durato per tutto l’anno scolastico 2010-11 ed ha cercato di creare ambienti multietnici unendo “due scuole sotto uno stesso tetto”. La sua realizzazione è stata finanziata dal governo dei Paesi Bassi, attraverso la sovvenzione “educazione in situazione d’emergenza e post-crisi”.

 

Oltre ad aver sensibilizzato gli studenti in merito alla questione etnica, il progetto si è rivolto anche agli insegnanti e ai genitori, fautori della formazione di ciascun studente.

 

Nella fase iniziale, il Progetto Genesis si è concentrato sulla formazione degli insegnanti, cercando di spiegare l’importanza della convivenza pacifica fra le etnie e la necessità di integrazione di tale concetto nei programmi scolastici futuri.

 

L’UNICEF ha anche organizzato attività ricreative per i bambini come il teatro dei burattini, miranti al miglioramento della cooperazione all’interno delle comunità. Gli spettacoli sono state delle vere e proprie lezioni che hanno aiutato gli studenti a capire la barbarie della guerra e il dolore che ne consegue.

 

“Ogni preside, ogni insegnante ha ritenuto utile il progetto, soprattutto per risolvere questo conflitto etnico”, ha spiegato l’insegnante Darko Izindzic.

 

La fase finale del progetto ha avuto come scopo principale l’eliminazione di qualsiasi stereotipo senza tralasciare la promozione della cultura serba e di quella bosniaca-croata, per far capire come ha spiegato Izindzic che “siamo tutti uguali”.

 

“E’ importante studiare, giocare, uscire insieme” ha detto Osman, uno degli studenti. “Da oggi sappiamo che non ci sono grandi differenze tra di noi, abbiamo scoperto il piacere di stare insieme”.

 

In totale, il Progetto Genesis ha svolto seminari in 12 scuole, a 1200 insegnanti e ha realizzato 45 spettacoli per circa 3800 studenti e più di 3500 genitori.

 

La notizia più lieta è arrivata al termine delle attività dell’UNICEF. Gli studenti e i genitori hanno continuato a organizzare incontri e seminari per non far dimenticare il messaggio e hanno cercato di diffonderlo a tutte le scuole.

 

“Gli stereotipi fra gli scolari sono diminuiti”, ha dichiarato la direttrice del Progetto Genesis, Azra Talic. “E’ facile dimostrare loro che le cose sono diverse… attraverso la musica, lo sport, la cooperazione… ora sono sinceramente soddisfatta, perché adesso i ragazzi hanno caito che sbagliavano nel discriminare chi era di un’altra etnia”.

 

"Questa non è la fine", ha detto l’ttivista dell’UNICEF Antun Milos. "Andremo avanti, questo è solamente il primo tempo della partita. Giocheremo il secondo, siamo pronti ".

(Fonte foto: ebmagazine)

 

 


Giovedì 14 Luglio 2011
 
Innovazione nella scuola israeliana: classi di robotica sin dalle elementari PDF Stampa E-mail
redazione ilmediterraneo   

GERUSALEMME- Esclusiva novità high tech per il sistema educativo israeliano. Da oggi saranno impartite classi di robotica e intelligenza artificiale sin dalla prima elementare.


Venerdì 21 Gennaio 2011
 
Studenti protestano "in direzione ostinata e contraria". Per la Gelmini la riforma archivia il '68 PDF Stampa E-mail
redazione ilmediterraneo   

napoli22dicembreROMA- Gli studenti hanno preferito la periferia, sono andati tra la gente a protestare contro la riforma lasciando soli giornalisti e poliziotti ad attenderli nella “zona rossa”. Ironia e atmosfera natalizia hanno fatto da padrone: era tutto rosso, dai cappelli da Babbo Natale all’acqua delle fontane.

Sul sito uniriot.org è scritto: “Sciopero a oltranza! voi soli nelle zone rosse, noi in direzione ostinata e contraria!”. Rubando la frase al grande De Andrè hanno deciso di urlare la loro rabbia e lottare per i loro diritti.
L’unico momento in cui hanno fermato di marciare per lasciar posto a un lungo applauso è stato quando è giunta la notizia della morte di un operaio alla Facoltà di Scienze politiche a “La Sapienza” mentre manovrava una ruspa. In tutte le maggiori città italiane la protesta universitaria è stata pacifica.
 

Intanto, mentre gli studenti protestavano in tutta tranquillità a surriscaldarsi era il clima in aula al Senato. Superare l'ultima curva è stato più complicato del previsto vista la tensione continua che ha accompagnato ieri per quasi otto ore i lavori. Con più di un battibecco tra il presidente Renato Schifani e la minoranza, più volte è stato minacciato di andare a oltranza anche nella notte se l’accordo non fosse stato raggiunto.
Incassato il sì bipartisan sull'articolo 20, la seduta è stata sospesa e aggiornata alle 9 di stamani. Restano da esaminare gli ultimi nove articoli più i tre emendamenti all'articolo 6 accantonati martedì. Il voto finale ci sarà intorno alla 16 in diretta televisiva come chiesto dalle opposizioni.
 

Dopo un iter durato 13 mesi il ddl Gelmini diventerà legge. Ma molto amareggiata il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, pur dicendosi ottimista sulla conclusione del voto di ieri ha affermato: «Ha ragione Berlusconi quando dice che i regolamenti parlamentari andrebbero modificati, perchè in questo modo ha più spazio l’opposizione per fare ostruzionismo che la maggioranza democraticamente eletta per far votare un provvedimento».
Ma come ha sostenuto, questa riforma potrà «archiviare definitivamente il '68».
 

CONDIVIDI LA NEWS ED ENTRA IN FACEBOOK

alt

 

entra e clicca su "Mi piace"


Giovedì 23 Dicembre 2010
 
Protesta ddl Gelmini; appello degli studenti a Napolitano:"Presidente non firmi" PDF Stampa E-mail
redazione ilmediterraneo   

fotomanifestazioneroma14dicembrestudentiROMA- Inizia il conto alla rovescia. Tra poco la piazza si scatenerà e gli studenti ritorneranno a protestare contro il ddl Gelmini.

Roma, dopo gli scontri della scorsa settimana, è blindata. Allargata la zona rossa. Gli studenti determinati tentano anche la strada dell’appello a Napolitano: "Presidente non firmi si renda indisponibile a questo disegno eversivo". La lettera degli studenti dell’Università “La Sapienza” è stata recapitata al Quirinale. “Se porrà la sua firma, Lei sancirà la cancellazione del Diritto allo studio, uno dei diritti fondamentali della Costituzione, intesa come patto fondamentale della nostra società, che garantisce equità e democrazia”.
 

A Roma i cortei previsti sono tre: da piazzale Aldo Moro, da porta San Paolo, Piazza del Gesù anche se su Uniriot, "network delle facoltà ribelli", si annuncia: «Saremo dove meno ve l'aspettate. Mobilitazioni studentesche in tutta Italia». Nessun assedio ai palazzi del potere politico. Il raduno è previsto alle 9,30. Sono cortei spontanei non autorizzati ma i collettivi studenteschi hanno assicurato che non ci sarà nessuna violenza.
 

UNIRIOT

CONDIVIDI LA NEWS ED ENTRA IN FACEBOOK

alt

entra e clicca su "Mi piace"


Mercoledì 22 Dicembre 2010
 
Torna la protesta contro il ddl Gelmini. Studenti:"La nostra determinazione, la pietra più pesante" PDF Stampa E-mail
redazione ilmediterraneo   

studentiromaROMA- Riprende la protesta studentesca contro la riforma Gelmini. Molti studenti, professori e ricercatori sfidando le temperature polari di questi giorni, si sono dati appuntamento nuovamente in diverse città italiane per protestare contro la riforma universitaria.

Prima del via libera al decreto, previsto mercoledì, secondo quanto riferisce la Rete degli Studenti, gli studenti si mobiliteranno almeno fino a mercoledi', con "iniziative territoriali in tutte le citta' d'Italia, mobilitazioni simboliche e creative per rilanciare la protesta con pratiche diverse da quelle della violenza".

Intanto scoppia la polemica dopo l’affermazione del presidente dei senatori Pdl, Gasparri. “Invece delle sciocchezze i vari Cascini e Palamara, qui ci vuole un “7 aprile”. Mi riferisco a quel giorno del 1978 in cui furono arrestati tanti capi dell’estrema sinistra collusi con il terrorismo. Qui serve una vasta e decisa azione preventiva", ha affermato.
 

LA NOSTRA DETERMINAZIONE, LA PIETRA PIU' PESANTE -- non accettiamo strumentalizzazioni. Ma dalla rete studentesca subito è arrivata la contro risposta: “Siamo contro la violenza, e il 14 in piazza c'erano gruppi organizzati che non c'entravano niente con gli studenti. Noi vogliamo fare proteste simboliche, anche a sorpresa: flash mob, i funerali simbolici della scuola, occupazioni di monumenti celebri, come nelle ultime settimane. Non siamo terroristi, siamo persone che vogliono difendere il proprio diritto di manifestare contro un governo che ha fatto pagare la crisi ai giovani, privandoli di un futuro”.
 

Get Adobe Flash player

CONDIVIDI LA NEWS ED ENTRA IN FACEBOOK

alt

entra e clicca su "Mi piace"


Lunedì 20 Dicembre 2010
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Successivo > Fine >>

Pagina 2 di 11