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SARAJEVO- Sono passati sedici anni dalla guerra in Bosnia e le tensioni etniche non sono ancora finite. A questo problema ha cercato di rimediare l’UNICEF, realizzando un progetto nelle scuole per eliminare per sempre le differenze etniche.
Molte scuole riflettono ancora delle tensioni etniche protratte dalla metà degli anni novanta. Gli istituti bosniaci sono mono-etnici: i bambini sono segregati in base alla loro nazionalità e non hanno alcuna interazione con studenti al di fuori della propria etnia.
Il “Progetto Genesis” è durato per tutto l’anno scolastico 2010-11 ed ha cercato di creare ambienti multietnici unendo “due scuole sotto uno stesso tetto”. La sua realizzazione è stata finanziata dal governo dei Paesi Bassi, attraverso la sovvenzione “educazione in situazione d’emergenza e post-crisi”.
Oltre ad aver sensibilizzato gli studenti in merito alla questione etnica, il progetto si è rivolto anche agli insegnanti e ai genitori, fautori della formazione di ciascun studente.
Nella fase iniziale, il Progetto Genesis si è concentrato sulla formazione degli insegnanti, cercando di spiegare l’importanza della convivenza pacifica fra le etnie e la necessità di integrazione di tale concetto nei programmi scolastici futuri.
L’UNICEF ha anche organizzato attività ricreative per i bambini come il teatro dei burattini, miranti al miglioramento della cooperazione all’interno delle comunità. Gli spettacoli sono state delle vere e proprie lezioni che hanno aiutato gli studenti a capire la barbarie della guerra e il dolore che ne consegue.
“Ogni preside, ogni insegnante ha ritenuto utile il progetto, soprattutto per risolvere questo conflitto etnico”, ha spiegato l’insegnante Darko Izindzic.
La fase finale del progetto ha avuto come scopo principale l’eliminazione di qualsiasi stereotipo senza tralasciare la promozione della cultura serba e di quella bosniaca-croata, per far capire come ha spiegato Izindzic che “siamo tutti uguali”.
“E’ importante studiare, giocare, uscire insieme” ha detto Osman, uno degli studenti. “Da oggi sappiamo che non ci sono grandi differenze tra di noi, abbiamo scoperto il piacere di stare insieme”.
In totale, il Progetto Genesis ha svolto seminari in 12 scuole, a 1200 insegnanti e ha realizzato 45 spettacoli per circa 3800 studenti e più di 3500 genitori.
La notizia più lieta è arrivata al termine delle attività dell’UNICEF. Gli studenti e i genitori hanno continuato a organizzare incontri e seminari per non far dimenticare il messaggio e hanno cercato di diffonderlo a tutte le scuole.
“Gli stereotipi fra gli scolari sono diminuiti”, ha dichiarato la direttrice del Progetto Genesis, Azra Talic. “E’ facile dimostrare loro che le cose sono diverse… attraverso la musica, lo sport, la cooperazione… ora sono sinceramente soddisfatta, perché adesso i ragazzi hanno caito che sbagliavano nel discriminare chi era di un’altra etnia”.
"Questa non è la fine", ha detto l’ttivista dell’UNICEF Antun Milos. "Andremo avanti, questo è solamente il primo tempo della partita. Giocheremo il secondo, siamo pronti ".
(Fonte foto: ebmagazine)
Giovedì 14 Luglio 2011
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