Mercoledì 23 Maggio 2012
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Siria; Farnesina richiama staff diplomatico italiano |
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redazione ilmediterraneo
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DAMASCO- La situazione in Siria è fuori controllo e la Farnesina ha deciso di richiamare lo staff dell’ambasciata. E’ lo stesso ministero degli Esteri a rendere nota la notizia attraverso un dispaccio ministeriale.
Tutto il personale è stato richiamato in Italia. L’autorità italiana ha ritirato il suo contingente diplomatico per le “gravi condizioni” di sicurezza che imperversano nel Paese. La decisione è stata presa di comune accordo con l’unione Europea: “abbiamo inteso ribadire la più ferma condanna verso il regime siriano”.
Dopo che l’Onu aveva denunciato la morte di 8mila persone e le varie organizzazioni umanitari avevano documentato l’uso di mine anti-uomo per impedire la fuga dei profughi oltre il confine con il Libano, anche la Farnesina ha ribadito le condanne verso “le inaccettabili violenze attuate dal regime siriano nei confronti dei propri cittadini”.
Secondo lo staff del ministro degli Esteri Claudio Terzi: “L'Italia continuerà a sostenere il popolo siriano e a lavorare per una soluzione pacifica della crisi, che ne garantisca i diritti fondamentali e le legittime aspirazioni democratiche”. E’ stato rinnovato anche il “sostegno” all’inviato congiunto di Lega Araba e Onu, Kofi Annan, “per ottenere uno stop immediato alla violenza”, con l’aperura di corridoi umanitari “e l'avvio del dialogo politico".
L’Ue aveva lasciato alle singole nazioni la scelta di ritirare o meno le delegazioni diplomatiche. Anche se ha confermato un ‘presidio’ battente bandiera Ue, per tutti i cittadini europei che sono ancora presenti nel territorio del presidente Bashar al Assad.
Mercoledì 14 Marzo 2012
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Iran; Ahmadinejad criticato in Parlamento |
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redazione ilmediterraneo
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TEHERAN- E’ tornato a parlare di fronte al Parlamento Mahmoud Ahmadinejad. Il presidente iraniano è stato chiamato per un'interrogazione parlamentare sull’operato del Governo. Il premier ha parlato per circa un ora davanti ai deputati che lo hanno criticato per non aver risposto agli interrogativi posti e per aver usato toni irriverenti nei loro confronti.
Dopo aver perso molto consenso tra le poltrone parlamentari, Ahmadinejad è stato convocato in nella sede legislativa iraniana per rispondere del suo operato. Non era mai accaduto prima d’ora nella trentennale storia del Repubblica islamica che un presidente fosse chiamato per un’interrogazione parlamentare.
La decisione è arrivata dopo la petizione di un gruppo di deputati che hanno chiesto una revisione delle decisioni prese dal presidente, attaccato negli ultimi mesi dagli stessi integralisti che avevano contribuito all’elezione di Ahmadinejad. Una decisione che potrebbe anche preludere alla sfiducia. I 290 parlamentari hanno pressato il presidente soprattutto sulle questioni riguardanti l’economia e l’inflazione. Come ad esempio l'impennata dei prezzi e la mancanza di fondi per la metropolitana di Teheran. Ma non solo.
Vari parlamentari presenti in aula hanno spiegato di essere furiosi con il presidente che li ha “insultati e non ha risposto alle domande”. Il deputato conservatore Ali Motahari, acerrimo nemico politico del presidente, ha letto la lista di domande nelle quali c’era anche l’accusa di aver sfidato la guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. Motahari ha fatto riferimento al caso delle dimissioni forzate del ministro dell'Intelligence Heidar Moslehi. Ahmadinejad era riuscito a sfuggire per 11 giorni all'ordine coercitivo di reintegro da parte dell'ayatollah. Le domande hanno toccato anche un altro punto spinoso per il capo di Stato: le misure di austerità che prevedono la riduzione sia dei sussidi sull'energia che quelli sui prodotti alimentari. Secondo i critici del Governo il ritiro delle sovvenzioni sul cibo e sul carburante hanno prodotto una fiammata inflattiva.
“Non è stata dimostrata nessuna grave violazione del mio Governo… Se non ci sarà un voto unanime sulle misure di austerità sarà interpretato come un atto di codardia”, ha affermato Ahmadinejad, secondo quanto riportato dal ‘The Thelegraph’. “La crescita economica c’è stata e l’aumento dei prezzi non è direttamente collegato all’operato dell’esecutico”, ha continuato addebitando le cause a fattori esterni.
(Fonte foto: LaPresse)
Mercoledì 14 Marzo 2012
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Sito Mediapart: “Sarkozy ha ricevuto 50 milioni da Gheddafi per campagna elettorale 2007” |
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redazione ilmediterraneo
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PARIGI-La notizia riportata da Mediapart sta facendo il giro del mondo. Secondo il giornale francese il presidente fautore dell’intervento armato in Libia avrebbe preso dei finanziamenti dall’ex raìs Muammar Gheddafi per la campagna elettorale del 2007.
A quaranta giorni dalle presidenziali questa notizia potrebbe minare la corsa per l’Eliseo all’esponete dell’Ump, partito di centro-destra francese. Nel testo si parla di un presunto passaggio "di 50 milioni di dollari" tra i libici e lo staff di Sarkozy, "su un conto svizzero e uno in una banca panamense". Il trait d'union tra Parigi e Tripoli sarebbe stato il trafficante di armi Ziad Takiedine. Una notizia che a dire il vero era già trapelata durante la campagna libica, quando l primogenito di Gheddafi, Saif Al-Islam, aveva dichiarato in un’intervista a Euronews: “Bisogna che Sarkozy renda i soldi che ha accettato dalla Libia per finanziare la sua campagna elettorale”.
Ma come in quel caso anche ieri il presidente ha smentito ogni suo coinvolgimento in questa vicenda. Per Sarkò le accuse mosse dal giornale sono “grottesche” e se nel caso Gheddafi avesse finanziato la sua campagna elettorale, “bisogna dire che non gli sono stato molto riconoscente”.
Ma la tegola si è comunque abbattuta sui vertici dell’Eliseo. L’ultimo sondaggio realizzato da Ifolp ha mostrato il recupero di Sarkozy sul socialista Fancois Hollande. Rispettivamente al 28,5% e al 25%, nelle intenzioni di voto. Tuttavia, lo stesso rilevamento mostra che nel secondo turno il candidato socialista resta ampiamente in testa (54,5% contro 45,5%), sebbene in calo di due punti.
(Fonte foto: Hurriyet Daily News)
Martedì 13 Marzo 2012
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Presidenziali francesi per Marine Le Pen. Sarkozy avvantaggiato nei sondaggi |
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redazione ilmediterraneo
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PARIGI- Marine Le Pen correrà per le elezioni presidenziali previste per fine aprile. La candidata del Fronte Nazionale (Fn), partito francese di estrema destra, ha annunciato oggi l’ottenimento delle 500 firme tra parlamentari, sindaci e consiglieri, necessarie per presentare la propria candidatura. Sorride anche Nicolas Sarkozy che secondo alcuni sondaggi potrebbe battere il rivale socialista Francois Hollande al primo turno dei ballottaggi.
Anche se la l’annuncio ufficiale è atteso per il pomeriggio a Pas de Calais nel nord della Francia, la conferma è stata arrivata anche dal presidente del suo comitato di sostegno alla candidata, Gilbert Colalrd, che l’ha annunciata in diretta televisiva sull’emittente France 2. La Le Pen aveva mantenuto la suspense fino all'ultimo, contestando la legge francese che obbliga i politici firmatari a dichiararsi pubblicamente.
La figlia dell’ex leader del partito Jean-Marie Le Pen, è data però al terzo posto nei sondaggi e una sua elezione è quantomeno improbabile. L’ex avvocato ha incentrato la sua politica su una propaganda anti-immigrazione e vorrebbe anche l’uscita della Francia dalla zona Euro, con un ritorno delle regole sui confini pre-Schengen.
SARKOZY AVANTI NEI SONDAGGI
Intanto per la prima volta dall’inizio della campagna elettorale, Nicolas Sarkozy ha superato il socialista Hollande. I dato forniti da Iflop hanno fotografato un deciso +1,5% rispetto al febbraio scorso. Con il 28,5% Sarkò potrebbe battere al primo turno il rivale socialista, mentre resterebbe ferma al 16% Le Pen e il centrista Francois Bayrou è dato al 12% nelle intenzioni di voto.
Un sorpasso tutto a destra per Sarkozy. Protagonista di imponenti raduni di partito, il presidente uscente è riuscito a strappare consensi al FN. Gli ultimi exploit erano infatti incentrati sui temi cari a Le Pen, come immigrazione e protezionismo. Ma non solo. Perché ‘le Président’ ha dato anche un anno di tempo all’Ue per accogliere le richieste fatte domenica scorsa dal palco di Villepinte, altrimenti “la Francia andrà da sola”.
(Fonte foto: Le Figaro)
Martedì 13 Marzo 2012
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La Comunità del mondo arabo in Italia in difesa di Gaza |
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redazione ilmediterraneo
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ROMA - Con questo appello mi rivolgo a tutti i partiti politici italiani di unirsi in una azione comune affinche' si metta fine agli scontri a Gaza e promuovere finalmente l'azione di dialogo costruttivo a favore di una vera pace duratura con il principio dei due stati in palestina . La questione palestinese ormai negli ultimi anni e' stata dimenticata dalle diplomazie internazionali ed italiane nonostante tutti sono consapevoli che e' la madre di tutte le questione e finche' non si risolve il conflitto in palestina non ci sara' mai una pace duratura medioriente come ha ribadito ultimamente il Presidente della Camera Gianfranco Fini . Chiediamo di fermare immediatamente gli scontri e le uccisioni di civili e bambini e che l'italia e la camera dei deputati siano i promotori di una iniziativa politica italiana ,europea e mondiale per risolvere la questione palestinese e la sofferenza dei bambini ,donne ,giovanni palestinesi che ormai da anni vivono con difficolta' enormi dal punto di vista economico dell'occupazione ,assistenza sanitaria e vivere normalmente come tutti i popoli liberi e democratici. Infine mi rivolgo a tutti i mie connazionali palestinesi chiedendo loro di ritrovare l'unita' e parlare una lingua unica per l'interesse comune per non dare alibi a nessuno.
Foad Aodi Presidente Co-mai
Lunedì 12 Marzo 2012
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