IL CAIRO- Dopo la rivolta di piazza Tahrir, in Egitto si respira aria di apparente democrazia. Si è conclusa stamane la campagna elettorale dei 13 aspiranti presidenti. Quattro i favoriti: l'ex ministro degli Esteri e capo della Lega araga Amr Mussa, il filo islamico moderato Abdel Moneim Abul Fotouh, l'ex premier Ahmad Shafik e il capo del partito del Fratelli Musulmani Mohamed Morsi. Nel caso nessuno raggiungesse la maggioranza al primo turno, si tornerà a votare il 16 e 17 giugno.
Ma quasi un terzo degli elettori egiziani è ancora indeciso, e nonostante la scadenza si avvicini, non sanno chi potrebbe essere il nuovo Presidente.
Dai grafici dei sondaggi pubblicati dal quotidiano al-Masry al-youm, risulta che il 33% degli egiziani si dichiara indeciso. Tra i preferiti risulta Ahmad Shafik con 19,3% di preferenze, seguito subito dopo da Amr Mussa con 14,6% di preferenze.
“Amr Moussa è il nostro sole, colui che ha l'esperienza del potere", urla una voce da un altoparlante caricato su un camion. "Fin dall'inizio della campagna presidenziale, è stato il primo candidato a visitare ogni paese", ha ricordato Magdi Mohamed, un imprenditore nel settore delle costruzioni che ha espressamente dichiarato che voterà per Amr Mussa.
Un avversario non facile da sconfiggere potrebbe essere proprio Ahmad Shafik considerato dalla maggior parte il migliore e l’unico in grado di riportare il Paese di nuovo in sicurezza e prosperità. Questa è l’opinione di Bata, una donna di 50 anni che vende verdure. “Probabilmente voterò per Ahmad Shafiq. La cosa più importante è che lavori per il bene del paese. Vogliamo che qualcuno aiuti i poveri. E quattro anni passeranno molto velocemente. La sicurezza è la prima priorità, la sicurezza per il popolo. Vogliamo qualcuno che possa controllare il paese e dare a tutti i suoi diritti, e se lui dà a tutti i diritti, anche il lavoro ci sarà per tutti”, ha affermato a Matthew Cassel e Evan Hill, inviati di Al-Jazeera che hanno raccolto testimonianze e opinioni per le strade della capitale i prima del voto storico. 
Ma tra i 52 milioni di egiziani che si recheranno alle urne mercoledì e giovedì, ci sono molti giovani che sceglieranno Abul Fotouh. Loro non hanno paura e come sono scesi in piazza un milione di volte per ribellarsi contro Mubarak, dicono di essere pronti a rifarlo se queste nuove elezioni non dovessero portare buoni frutti.
Tuttavia, c’è anche chi come Hicham, 28 anni, prevede che non si arriverà a una nuova fase. "Personalmente, le elezioni presidenziali non mi interessano. Tutti sanno che il voto non avrà legittimità, perché il paese non ha ancora Costituzione. Come si fa ad eleggere un presidente i cui poteri non sono chiari? Non siamo riusciti a trasformare la nostra forza popolare, perché ogni volta l’attenzione sulle elezioni era polarizzata intorno alla questione degli islamisti contro laici. Abbiamo bisogno di una forza politica strutturata in modo da far emergere le applicazioni rivoluzionarie. Per me, a prescindere dall'esito delle elezioni presidenziali, è già un fallimento e ci saranno altre elezioni".
(Fonte foto: almasryalyoum.com, al-jazeera)
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Commenti
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