![]() |
Croazia
News -
Turismo
|
Zagabria punta sul passato austro-ungarico e attira sempre più turisti |
ZAGABRIA - Ogni sera, alla stessa ora, uno dopo l'altro, i circa 200 lampioni dell'antico centro di Zagabria si illuminano di una luce tremula. Due "accenditori", passano per le vie della città vecchia della capitale croata per dare luce alle lanterne ottocentesche che anche oggi vengono accese a mano. Le targhe che indicano le strade sono indicate in un vecchio dialetto ungherese che quasi nessuno, ormai, sa più parlare.
Tutto a Zagabria ricorda il profondo legame che unisce la terra croata all'impero austro-ungarico. Ovunque, infatti, ci sono segni evidenti dell'influenza politico-culturale lasciata dal grande impero asburgico.
La città di Zagabria, che oggi conta circa 800 mila abitanti, si sviluppò attorno a due comunità medievali: quella ecclesiastica di Kaptol (Capitolo) e quella di Gradec, dove la Corona ungherese inizialmente insediò una guarnigione.
E proprio a Gradec, davanti all'unica porta - delle quattro - rimasta ancora in piedi nella città vecchia, è facile incrociare fedeli inginocchiati dinnanzi all'icona di Santa Maria della Porta di Pietra, protettrice di Zagabria.
L'antica farmacia del 1355, dove una targa ricorda che proprio lì lavorò il nipote di Dante, le stradine tortuose immerse nel silenzio, i palazzi nobiliari color rosa e pastello, le chiese in stile barocco e gli eleganti caffé fanno della vecchia Zagabria una città di incanto, scelta via via da un numero sempre crescente di turisti, con oltre 1 milione di pernottamenti registrati nel 2009.
Scendendo a piedi, o decidendo di prendere la funicolare ai piedi della Torre Lotrscak, che ogni giorno con un colpo di cannone segna le 12, si raggiunge la "città bassa", trionfo dell'influsso della cultura viennese.
E' a partire dalla seconda metà dell'800 che la parte "moderna" della capitale croata assume le sembianze odierne.
A sorprendere sono soprattutto i 28 musei e le 58 gallerie che la città ospita.
Tra questi, il museo Archeologico che tra i suoi 400 mila reperti conta anche il testo etrusco, più lungo, scritto sul tessuto di lino in cui è stata avvolta la "mummia di Zagabria"; il museo Mimara che tra le sue 3.750 opere annovera quadri di Raffaello, Velasquez, Rubens e Rembrandt; o quello di arte naif - il primo in Europa di questo genere - e quello Storico croato che comprende, tra l'altro, preziose carte geografiche del XVI secolo.
Tanti, poi, gli spazi espositivi dedicati all'arte moderna e contemporanea. Il peso culturale della Casa d'Austria si fa sentire non soltanto a livello architettonico, ma anche nell'amore per la musica classica, il balletto e il teatro che la società zagabrese nutre per queste forme di arte.
Il Teatro nazionale croato, costruito nel 1895, ricorda in tutto e per tutto i teatri austriaci, come anche il vecchio "Kavraz", il caffé del teatro che aprì i battenti nel 1906.
Con le sue sedie di legno e verdi scuro e i ritratti appesi alle pareti di scrittori e poeti che contribuirono a alimentare la coscienza nazionale del Paese scrivendo in lingua croata, il Kavkaz è oggi meta di artisti bohemien, attori e giornalisti.
Immergendosi, invece, tra i viali di ippocastani e platani che compongono il cosiddetto "Ferro di cavallo verde di Lenuci", un susseguirsi di sette parchi nel cuore di Zagabria, sembra quasi di essere nel "ring" di Vienna. (ANSAmed).
|
Proteste in Giordania. Il popolo chiede una monarchia… | ||
|
Crisi Grecia; Eurogruppo scettico sull’accordo | ||
|
Spagna; Samuel Aranda vince il World Press Photo | ||
Commenti