|
La storia di Najilae, la ragazza espulsa dalla Francia. |
| Marocco Maristella Rizzo | ||||||
|
Monday 15 March 2010
CASABLANCA - (dalla corrispondente in Marocco Maristella Rizzo) - La storia di Najilae è rimbalzata su tutti i giornali europei lo scorso mese. Najilae Lhimer, una ragazza marocchina di 19 anni, era colpevole di essersi recata ad un commissariato di polizia in Francia per chiedere protezione contro il fratello che la picchiava regolarmente. Grazie alla rete di “Educazione Senza Frontiere” Najilae, trasferitasi in Francia nel 2005 con lo scopo di sfuggire ad un matrimonio forzato, vede finalmente lo spiraglio di un futuro migliore in cui lei sola è l’artefice del suo destino. Soggetta a violenze costanti, il 18 febbraio, Najilae aveva trovato la forza di recarsi all’ufficio di polizia di Chateau –Renard in Francia. Non essendo in possesso di documenti regolari, la ragazza era stata arrestata e successivamente rimpatriata in Marocco. L’associazione di “Educazione Senza Frontiere” ha sostenuto la ragazza che aveva espresso il rifiuto di rientrare in Marocco per delle ragioni legate ad un matrimonio con un suo cugino al quale la famiglia d’origine sembrava averla destinata. Il coro delle associazioni in difesa dei diritti della donna si era levato tramite la voce della presidentessa dell’associazione “Ni Putes Ni Soumises”, Sihem Habchi, che aveva giudicato questa espulsione come inaccettabile dal momento in cui una delle più grandi campagne nazionali è proprio quella contro la violenza sulle donne. “Gli apparati statali dovrebbero rinforzare le misure di accoglienza delle donne nei commissariati di polizia. Se una donna che trova il coraggio di denunciare la sua situazione si ritrova ad essere espulsa, il messaggio che tutte le altre riceveranno sarà quello di chiudersi nel silenzio”, ha dichiarato Sihem. La battaglia portata avanti da numerose associazioni, ma in primo luogo da Najilae, ha avuto dei risvolti molto positivi. Con quello che può essere definito un “atto umanitario” il Presidente Nicolas Sarkozy, durante la giornata dell’8 marzo ha autorizzato Najilae a ritornare in Francia. Nel 2009 la Francia ha espulso 29.000 stranieri in situazione irregolare, tra di loro numerosi sono i giovani appena maggiorenni che in Francia hanno trascorso gran parte della loro vita. Il rientro forzato in un Marocco al quale sentono di non appartenere, promette un futuro di esclusione e difficoltà economiche. Tutto è naturalmente più difficile per una giovane ragazza come Najilae. In un’ intervista Najilae racconta di come sia stato difficile il suo rientro, trattata da criminale in un ufficio di polizia nel centro di Casablanca. Ora l’incubo di questa giovane donna sembra essere finito e da ogni parte ci si augura che sia un prezioso precedente per risolvere questo genere di realtà. Tutto ciò ha avuto luogo in un quadro legislativo in mutamento. È attualmente in discussione in Francia un disegno di legge politicamente condiviso, che prevede di rafforzare le misure di tutela nei confronti dei cittadini stranieri vittime di violenza domestica, concedendo loro il permesso di soggiorno.
Powered by !JoomlaComment 3.26
3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved." |
||||||
| Precedente | Successivo |
|---|

















