ROMA - Fatema Mernissi ( فاطمة مرنيس) è una sociologa e studiosa dell’Islam da una solida formazione accademica.
È nata a Fez, in Marocco nel 1940. Dopo aver studiato alla Sorbona e alla Brandeis University negli USA, intraprende la carriera da docente insegnando sociologia all’Università Mohammed V di Rabat.
L’intellettuale marocchina è una delle figure più affascinanti del panorama culturale maghrebino ed è la scrittrice femminista più conosciuta del mondo arabo.
La sua attività come promotrice dei diritti della donne si fonda principalmente sull’obiettivo di far conoscere al mondo i principi della cultura islamica di cui i media non amano parlare.
Analizzando lo sviluppo dell’Islam attraverso le sue moderne manifestazioni, Mernissi rifiuta categoricamente la sottomissione della donna all’uomo e ne rivaluta ampiamente il ruolo, sfatando tutte le distorsioni che vengono fatte sull’identità femminile ne paesi islamici.
Mernissi sottolinea in uno dei suoi articoli come le mutilazioni genitali femminili siano l’atto più grave che può subire la libertà di una donna: "Come ho detto più volte, escissione e infibulazione non hanno niente a che vedere con l'Islam: il corpo è una creazione divina, toccarlo è proibito. Piuttosto, magari voi non sapete che, nel Medioevo, gli arabi compravano gli eunuchi per i loro harem in Italia e in Francia, dove avvenivano le castrazioni. Perché appunto, l'idea di tagliare è molto occidentale”.
Uno dei suoi progetti di ricerca porta il nome di Synergie Civique, nato nel 1997 in seguito ad un accordo tra la donna e una serie di ONG da lei selezionate. La studiosa redige workshop per i membri delle organizzazioni e valorizza le loro capacità di comunicazione in cambio dell’accesso ai loro archivi, da cui attinge per informare la società civile sui temi di cui si occupa. L’attivista marocchina prende parte anche agli incontri denominati Caravane Civique, un’iniziativa che si fonda sull’idea di un legame indissolubile tra democratizzazione dei paesi arabo islamici e accesso alla nuova tecnologia.
La Carovana civica è un evento itinerante basato sull’incontro tra persone che condividono interessi civili, sociali, ambientali, culturali che scambiano esperienze,conoscenze, strumenti e materiali per fare rete.
Lo scopo è quello di permettere alle vari strati della società, in particolare al mondo rurale, di accedere all’informazione e risorse culturali. Secondo Mernissi i “cosmo-civique” sono i nuovi cittadini del mondo globalizzato convinti che la democrazia si trovi a metà strada tra la libertà e le regole del vivere comune.
La sociologa marocchina è famosa in tutti il mondo per i suo libri, tradotti in più di venti lingue, tra cui “La terrazza proibita”, “L'Harem e l'Occidente”,“Islam e democrazia”, “Karawan”.
Nel 2003 ha ricevuto in Spagna il premio "Principe delle Asturie" e nel 2004 in Olanda il premio "Erasmus-Principe Bernardo".
Da molti anni Fatima svolge attività di ricerca e insegnamento in ambito internazionale, sottolineando con vigore la necessità di far conoscere all'opinione pubblica l'esistenza di movimenti per la pace e forme di opposizione alla guerra e al terrorismo nel mondo arabo-islamico.
Mernissi ha sempre creduto nella grande potenzialità delle relazioni culturali nel Mediterraneo e nel 2005 ha anche ricevuto il premio Mediterraneo di cultura della Maison de la Méditerranée - fondazione laboratorio Mediterraneo - per aver saputo cogliere gli elementi di trasformazione e cambiamento all'interno del mondo arabo che sembrano offrire nuovi strumenti di collaborazione fra società tradizionali e universo globalizzato.
Sostiene una visione pluralistica della società islamica, fondata sull’umanesimo e sul femminismo e opposta alle concezioni e alle pratiche dell’estremismo integralista. Le “donne manipolate” non possono continuare a restare in silenzio.
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