Lezioni di Russo Roma

Navigazione di sinistra

Global Vision

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
--------------------------------------

Advertisement
--------------------------------------

Advertisement
--------------------------------------
Advertisement
--------------------------------------
Advertisement
--------------------------------------
Advertisement

Home

Contenuto centrale

Italia Italia News > Storie

Camille Claudel: tratti di personalità dall’analisi della grafia

MariaTeresa Morasso
Monday 08 March 2010

GENOVA - Scultrice di grande talento, allieva e poi amante di Auguste Rodin, Camille Claudel inizia giovanissima il tirocinio e dedica una trentina d’anni, dal 1880 al 1907, alla creazione di opere di eccellente valore per intensità e bellezza e per apporto innovativo alla scultura del ‘900, inscrivendosi fra i precursori della modernità.

 

 

 

Sorella maggiore del famoso scrittore Paul Claudel, Camille, figlia del suo tempo e del suo ambiente socio-culturale, realizza solo in parte ciò per cui era dotata: rinchiusa dalla famiglia subito dopo la scomparsa del padre nel 1913 in un ospedale psichiatrico dove trascorse 30 anni fino alla morte, interruppe tragicamente il suo lavoro; le opere giunte a noi – molte andarono distrutte per sua stessa mano - testimoniano in modo inequivocabile la peculiarità del suo genio e la forza del suo carattere, la sua natura prorompente di vitalità.


La sua grafia documenta la matrice di questa forza e di questa tensione interiore e rivela le ombre di un talento femminile troppo scomodo per la società dell’epoca.
Osservando i manoscritti dell’artista colpisce una duplice costante: l’attrazione e al contempo la presa di distanza dalla sua origine, dal passato e dalla figura della madre (rappresentati simbolicamente dal margine sinistro del foglio) e l’ andamento fluttuante e progressivo verso l’avanti, il domani, l’attività, la figura paterna (rappresentati simbolicamente dal margine destro): l’irregolarità nella tenuta dei margini attesta, da un lato, il legame affettivo con le figure di riferimento parentale e la ricerca sofferta di autonomia personale, dall’altro il bisogno impellente di affrancarsi da vincoli educativi e culturali, per sperimentare la pienezza delle proprie istanze istintuali e volitive.
La tensione a identificarsi in un modello dotato di capacità autorealizzativa e di affermazione sociale, tipicamente maschile all’epoca di Claudel, è ben evidente nella grafia (l’inclinazione pendente, gli angoli negli ovali delle lettere e nei risvolti, le aste rette, la marcatura pressoria degli assi discendenti, riflettono la componente maschile, l’Animus della personalità).
E’ interessante notare come tale componente risulti rafforzata negli scritti più formali o indirizzati a soggetti maschili e resti invece in secondo piano negli scritti informali, destinati a figure femminili, in particolare quelle con cui Camille Claudel intratteneva rapporti confidenziali e di amicizia.

 

In questa lettera inviata all’amica Florence Jeans (Fig.2) la scrittura, completamente slegata dal modello calligrafico, appare meno strutturata rispetto ad altri manoscritti, più sciolta nell’esprimere sentimenti, incongruenze, fragilità, vezzi adolescenziali, in un contesto dove la componente femminile è enfatizzata e prevale su quella maschile, a favore di una spontaneità più morbida e di un movimento che spazia in tutte le direzioni (si nota la curvilineità più spiccata, le aste concave a destra, i gesti aperti e flessuosi a conca, l’inclinazione più eterogenea, la minore accuratezza).
In questo tipo di contesto grafico emerge in modo ancora più netto la natura irriducibile di Camille Claudel: esuberante, volubile, senza mezze misure, amabile e affettiva ma capace di aggredire senza apparente ragione, volitiva, ostinata, imprevedibile, appassionata, ingenua per mancanza di lucido distacco dalle proprie convinzioni, quindi a rischio di strumentalizzazione, ma anche abile e decisa nell’ottenere ciò che desidera, affascinata, rapita dalla sua stessa immaginazione, ambiziosa e perseverante nell’attività, coraggiosa e spregiudicata.


Si può parlare di irritabilità, di instabilità, di irrequietezza generalizzata. Il carattere tumultuoso di Camille Claudel prevede sbalzi interiori e reazioni impulsive a quanto le accade intorno, con susseguirsi di sensazioni contrastanti di entusiasmo ed euforia, scontentezza e scoraggiamento (anche l’incostanza nella tenuta del rigo lo attesta).
Le repentine e brusche marcature della pressione e la pressione spostata segnalano le improvvise scariche dell’emotività e la sospensione psiconervosa, che denotano in senso positivo grande calore, sensibilità e partecipazione del sentimento, ma anche eccitabilità, impressionabilità, influenzabilità.
L’ipersensibilità comporta ansia, punte di angoscia, stress, dando luogo, nelle manifestazioni esteriori, a comportamenti aggressivi e attacchi di collera incontrollata e violenta.
Il fatto che in Camille Claudel aggressività e collera vengano dirette sovente contro se stessa è dovuto a quella incostanza nel modo di percepirsi che la porta a vivere sensi di inadeguatezza e frustrazione.
Non sorprende quindi il dato biografico secondo cui, nella fase di isolamento dal mondo e di insorgenza di idee fisse e persecutorie, la scultrice abbia distrutto diverse opere di sua creazione.
Il temperamento molto vivace e recettivo e l’affettività intensa e turbolenta fanno di lei una donna estroversa e bisognosa di rapporti totalizzanti.
Coinvolgente e passionale ama sorprendere l’altro con le sue fantasie e con la ricca immaginazione; affascina e seduce per l’istintività, l’ardore, l’audacia, lo spirito ribelle ai canoni borghesi e il potere persuasivo che esercita.
E’ però altrettanto orgogliosa, suscettibile ed esigente di considerazione e di riguardi: egocentrica e possessiva, ricerca nella relazione affettiva la compensazione alla sua instabilità, alle ambivalenze del suo carattere, vuole inglobare, assorbire l’altro che sia tutto per sé, ed è in questo tenace e determinata, oltre che intuitiva e abile nel trovare i mezzi utili per fare breccia e raggiungere lo scopo.
Il dinamismo, elemento connotante e distintivo dell’opera di Camille Claudel, risulta insito nella sua struttura di personalità, per bisogno di essere e di muoversi, di avere un proprio posto riconosciuto e apprezzato, per vivacità intellettiva e creativa; un dinamismo che nasce soprattutto dalla vibratilità emotiva, che sollecita e smuove le risorse vitali, motivando la scultrice a intraprendere strade molto ardue ai suoi tempi, con tenacia e combattività.

Lettera a Paul 3 Marzo 1930 (Camille ha 66 anni)

Tenacia e combattività che sono poi assoggettate ad un ordine più disciplinato e ossessivo imposto dagli eventi, quando, come in questa lettera al fratello Paul (Fig.3) scritta il 3 Marzo 1930 dall’ospedale psichiatrico dove morirà tredici anni più tardi, Camille Claudel dice:
“Caro Paul, oggi 3 Marzo è l’anniversario del mio trasferimento a Ville Evrard: sono 17 anni che Rodin e i mercanti di oggetti d’arte mi hanno mandato a fare penitenza […] Vorrei tanto essere a casa mia e chiudere bene la porta. Non so se potrò realizzare questo sogno, essere a casa mia”.
Qui la scrittura appare più rigida, più serrata, ridimensionata la grandezza dei caratteri, acutizzate le angolosità specie nei risvolti e nei collegamenti fra lettere, sintomo di un disadattamento manifesto e profondamente sofferto all’ambiente circostante e di un ripiegamento lucido e controllato su se stessa.
Nonostante tutto, restano gli slanci volitivi, le recisioni e la risolutezza in alcuni gesti, la vitalità, il carattere resistivo e radicato negli istinti. Ciò che risulta ridotta rispetto agli scritti antecedenti il ricovero è la dimensione riflessiva e critica: lo spazio del pensiero cede al sentimento di indignazione per una “schiavitù”, come Camille stessa la definisce, ingiusta e lesiva del diritto a vivere.
Le parole espresse nella lettera al fratello fanno intendere che a quest’epoca sussiste ancora l’identificazione di Camille Claudel nel ruolo di artista, identificazione che non può venir meno neppure a distanza di anni dall’ultima creazione, in quanto ragione stessa di vita, perché luogo e tempo, illusorio ma concreto e tangibile, di pacificata integrazione di sé.


Maria Teresa Morasso


Maria Teresa Morasso
Grafologa Consulente
Presidente A.G.I. Liguria
e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
 


Del.icio.us! Google! Live! Facebook! Yahoo! Free Joomla PHP extensions, software, information and tutorials.
Commenti
Nuovo
Commenta
Nome:
Email:
 
Titolo:
Please input the anti-spam code that you can read in the image.

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
Precedente   Successivo
SEO by Artio
Colonna destra

 

Jamila - Il volo sul Mediterraneo


Del.icio.us! Google! Live! Facebook! Yahoo! Free Joomla PHP extensions, software, information and tutorials.

-------------------------------------------------------------------



Del.icio.us! Google! Live! Facebook! Yahoo! Free Joomla PHP extensions, software, information and tutorials.

-------------------------------------------------------------------



-------------------------------------------------------------------


Offerte di lavoro su Careerjet

-------------------------------------------------------------------










----------------------------------------------------------------

Previsioni meteo

Click per aprire http://www.ilmeteo.it

-------------------------------------------------------------------


-------------------------------------------------------------------