|
MADRID- Un grande club, una grande impresa edile: il Real Madrid ha importanti progetti "urbanistici" per la sua città.
In piena fase di crisi immobiliare ed economica uno degli squadroni più gloriosi d’Europa ha intenzione di modificare il volto architettonico della capitale spagnola.
Come? Ristrutturando il suo stadio Santiago Bernabeu, ma non solo: creandovi accanto un megacentro commerciale e un hotel a 5 stelle, il tutto nello spazio che fa angolo tra l’arteria laterale e il Paseo de La Castellana, grande boulevard da cui si accede all’entrata dello stadio. Di fatto si tratta di una strada estremamente frequentata poiché collega il centro di Madrid con tutto il suo hinterland settentrionale.
L’unico inconveniente risulta essere l’attuale proprietà di una parte dell’area in questione, ovvero il Comune di Madrid, a cui però il Real avrebbe già proposto un accordo: se il Comune accetta di cedere il terreno, il club si incaricherebbe di realizzare anche una mega zona verde (oltre 5mila m quadrati) ad uso pubblico con annesso un grosso parcheggio sotterraneo (con almeno 15 mila posti).
Per attuare ciò si dovrà modificare anche il piano regolatore della città, il che richiede una deliberazione speciale ad opera della giunta comunale. La stessa ristrutturazione del Bernabeu si preannuncia come un’opera faraonica: nelle intenzioni del presidente del Real, Florentino Perez, c’è la copertura dello stadio in cui la Nazionale Italiana vinse i Mondiali nel 1982, nonché un poderoso restyling della facciata esterna.
La zona prospiciente al Bernabeu è spesso al centro di polemiche in quanto oggetto di edilizia indiscriminata, in particolare negli anni ’90. La normativa urbanistica prevedeva che vi fossero realizzate attività relazionate solo ed esclusivamente con lo sport, e invece fu costruito (sempre ad opera dell’imprenditore-presidente Perez) un centro commerciale con diversi ristoranti e negozi. Alla fine il Comune di Madrid tollerò il tutto.
(Fonte foto: Bocanegra)
Mercoledì 07 Settembre 2011
|
|
ANKARA- La Federcalcio turca ha rinviato l’inizio della stagione calcistica di un mese. La decisione è arrivata a seguito dello scandalo calcistico che ha visto coinvolti molti club della penisola anatolica; secondo l’accusa i club in questione, tra cui i campioni di Turchia del Fenerbahçe, hanno “truccato” le partite di campionato durante il corso della scorsa stagione.
Il rinvio è avvenuto a poche ore dopo l’incontro tra il presidente della TFF, Mehmet Aydinlar e il procuratore incaricato delle indagini sulle presunte 19 partite truccate.
Aydinlar, parlando ieri con i giornalisti dello Today’s Zaman, ha spiegato che il campionato doveva cominciare all’inizio di agosto insieme alla serie B. Purtroppo, il presidente ha riferito che “la nuova stagione incomincerà il 9 settembre”.
Lunedì sono stato arrestati 30 sospettati tra cui il presidente della squadra turca più blasonata, il Fenerbahçe.
Lo scandalo calcistico ha scosso non poco l’opinione pubblica in Turchia. Insieme al presidente del Fenerbahçe, Aziz Yildirim sono state indagate anche altre società sportive con i relativi amministratori delegati. Il Besiktas e il Trabzonspor sono altre due squadre colpite dalla giustizia turca.
I tifosi del Fenerbahçe sono scesi in piazza la settimana scorsa per protestare contro la decisione dalla procura di “sottrarre l’ultimo titolo”.
La decisione di posticipare l’inizio del campionato è avvenuta con l’opposizione, logica, delle squadre indagate. La maggiore preoccupazione dei club è il bilancio; in quanto le squadre sotto osservazione hanno perso diversi milioni di dollari.
Come riferito dal Hurriyet Daily News, oltre alle gare di campionato i magistrati stanno indagando anche sulla finale della Coppa Turca (la nostra Coppa Italia). La società rea delle scommesse illegali sarebbe il Beşiktaş, vincente per 4-3 contro i rivali del Istanbul Buyuksehir Belediyespor.
Un altro match in esame è quello fra Fenerbahçe e Sivasspo. In questa partita la squadra di Yildirim ha conquistato il titolo ed un posto nella Champions League, fonte di buoni introiti.
Giovedì scorso, centinaia di fan irritati hanno invaso il campo di Şükrü, il Saracoglu Stadium, nell’amichevole che ha visto confrontarsi il Fenerbahçe e i campioni ucraini, dello Shakhtar Donetsk. Naturalmente la partita è stata sospesa causando anche il ferimento di diversi tifosi.
La contestazione non è rimasta pacifica. Gli ultrà hanno invaso il terreno di gioco indossato magliette e maschere raffiguranti Yıldırım ed hanno attaccato i giornalisti sportivi, accusati di “plagio dell’informazione”.
Subito sono arrivate le condanne dai vertici calcistici. La Federazione calcistica turca ha descritto gli avvenimenti come “inaccettabili”. L’ipotesi che si sta facendo largo ora è quella di spostare la partita Turchia-Germania, fissata per il prossimo 7 ottobre, dal campo del Fenerbace ad un altro stadio.
Le autorità calcistiche finora si sono astenute dal prendere provvedimenti disciplinari contro il Fenerbahçe e il Trabzonspor, consentendo così l’accesso alle competizioni europee.
La Turchia è l’ultimo paese ad essere colpito da una 'calciopoli'. Lo scandalo delle scommesse illegali ha investito molte altre nazioni come la Corea del Sud, lo Zimbabwe e l’Italia.
A seguito della decisione di rinviare il campionato, il Fenerbahçe ha rilasciato una dichiarazione sul suo sito web, “il club sta monitorando da vicino le indagini”. La società “rispetta” la decisione della federazione e vuole dimostrare la sua ”estraneità “.
(Fonte foto: todayszaman.com/calciomercato.it)
Martedì 26 Luglio 2011
|
|
|
MADRID- Un anno esatto dalla pagina più gloriosa del calcio spagnolo. Sono passati 365 giorni, ma l’eco della vittoria mondiale è per gli iberici musica trionfale che non si dimentica facilmente.
L’11 luglio del 2010 la Nazionale di calcio diretta da Vicente Del Bosque assestava un unico quanto pesantissimo goal all’Olanda: 1 a 0, quanto bastava per portare a casa la Coppa del Mondo.
In un anno di vita spagnola molte cose sono accadute. Una crisi economica che imperversa senza tregua; una rivolta, quella dei caparbi Indignados che sfidano corruzione e indifferenza politica, tra le più giovani ed autentiche d’Europa; un terremoto che a Murcia ha provocato 9 morti e centinaia di feriti e sfollati; un crollo, stavolta politico, ai danni del socialismo di Zapatero, castigato alle ultime elezioni amministrative.
Eppure, la passione mediterranea per il futbol sta sempre lì, intatta come le immagini e titoli che i maggiori quotidiani del Paese fanno scorrere nelle vetrine mediatiche di oggi.
Celebrazioni sui quotidiani spagnoli
“In memoria dei signori Nessuno, e dei Maledetti” titola El Mundo, per rimarcare quanto fosse forte l’accanimento iberico e mondiale su una nazionale tradizionalmente sfortunata: per anni a caccia di una finale mondiale, per decenni a bocca asciutta di gloria.
Ma un anno fa le cose cambiano. Il girone di qualificazione vede prima la sconfitta-shock con la Svizzera: una scossa elettrica troppo forte per non risvegliare i fenomeni del calcio europeo. Così, Xavi, Casillas, Puyol, Piqué, Busquets, Pedro, Villa e compagni si danno da fare. Sarà un’invincibile armata: nella semifinale cade una superba Germania, nella finale l’Olanda attacca duro, ma Casillas in porta è un baluardo. Si va ai tempi supplementari, mancano 4 minuti alla lotteria dei rigori. “No puede ser esto”: non può finire così, e il popolo delle vuvuzelas iberiche lo sa bene. Ci penserà Andres Iniesta, a marcare il gol più atteso centrocampista del Barcellona e tutt’oggi considerato secondo solo all’ immenso pallone d’oro Messi.
“El Año que fuimos reyes”
L’annata in cui siamo stati re, è un altro dei titoloni della sezione sport del Mundo: “Non siamo nient’altro che la nostra memoria. È per questo che un anno fa a Johannesburg, si è scritta la pagina più gloriosa del calcio spagnolo. Per citare ancora lo scrittore Borges, nel museo delle forme incostanti, dopo un ammasso di specchi rotti rimane il giorno della finalissima. L’infinita stretta di mano tra Casillas e Robben (rispettivamente capitani della nazionale spagnola e di qualle olandese, n.d.r.), il delirio del gol, le prime parole di quelli che erano diventati campioni del mondo”. Estasi giornalistica o anacronistica esaltazione sportiva?
È difficile dirlo, ma di sicuro la vittoria nella Finalissima è rimasta un vanto divino per la maggior parte degli spagnoli, tifosi e non, perché si sa che un Mundial è una febbre molto contagiosa e i cui effetti collaterali durano nel tempo. Ed oggi è forse anche un ricordo-antidoto ai tanti guai del presente.
Tra i vari commenti degli utenti alle celebrazioni giornalistiche spicca quello di un certo Pedro: “Avrebbero dovuto eliminare dal calendario tante feste nazionali inutili e proclamare questa dell’11 luglio come vera ricorrenza di orgoglio spagnolo”. Campioni del mondo, (evidentemente) anche di ironia.
(Fonte Foto: El Mundo)
Lunedì 11 Luglio 2011
|
|
ANKARA- Bufera calciopoli in Turchia. Ben diciannove partite della stagione 2009-2010 sono finite sotto l’occhio della magistratura turca, sia della serie A che della serie B. L’indagine ha portato al fermo di 61 persone fra calciatori, manager e vari funzionari delle società sotto accusa. Stamattina sono stati convalidati tre arresti per il presidente del Fenerbahce, Aziz Yildirim, e altri due dirigenti dell’omonima squadra.
Una delle principali squadre indagate è il Fenerbahce, società che ha come tifoso anche il premier Recep Tayyp Erdogan. La squadra di Istanbul rischia perfino di non disputare il prossimo campionato turco e di conseguenza anche gli incontri internazionali. Il Presidente dei campioni di Turchia, Aziz Yildirim, è stato arrestato giovedì scorso, ma essendo malato di diabete ha lasciato il carcere per recarsi in ospedale, causa malore improvviso.
Un' unità delle forze dell´ordine specializzata nella lotta alla criminalità organizzata, sta effettuando perquisizioni anche nelle sedi di importanti club come Besiktas e Trabzonspor. Le indagini stanno valutando anche la partita di campionato che ha permesso al Fenerbahce di conquistare il suo 18esimo titolo, finita con la vittoria per 4-3 contro il Sivasspor. Sarebbe coinvolto proprio il portiere di questa squadra, Korcan Celikay.
Anche la Federazione turca di calcio sapeva delle partite truccate:“Conoscevamo il risultato delle ultime cinque partite del Fenerbahce” , ha ammesso il presidente Mehmet Ali Aydinlar.
Erdogan ha sollecitato la magistratura a concludere al più presto l’indagine, perché “la faccenda sta macchiando l’onore della Turchia”. La dichiarazione è stata resa nella conferenza stampa in cui il premier ha annunciato i nuovi membri del suo governo.
Mercoledì i pubblici ministeri hanno discusso il fermo di atri 25 sospettati, fra cui il vice presidente del Fenerbahce Pekip Mostroolu, il membro del consiglio del club İlhan Ekşioğlu e due giocatori Emmanuel Emenike e Sezer Öztürk. Nell’occhio del ciclone sono finiti anche Mecnun Odyakmaz, presidente del Sivasspor e l’allenatore Bülent Uygun.
Il quotidiano turco Zaman ha paragonato l’attuale scandalo alla più nota calciopoli italiana, equiparando il Fenerbahce alla Juventus del triumvirato: Moggi, Bettega, Giraudo. La squadra capitolina è al centro del più grande scandalo calcistico turco, mai prima d’ora una squadra titolata come quella di Istanbul è finita dentro ad un tale putiferio.
(fonte foto: Hurriyet Daily News)
Giovedì 07 Luglio 2011
|
|