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Libano, Saad Hariri "Salvaguardare gli interessi comuni del Libano e della Siria"

Italia redazione ilmediterraneo
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BEIRUT - Migliaia di persone provenienti da tutto il Paese sono scese in strada, ieri, a Beirut per ricordare l'ex premier Rafik Hariri, assassinato cinque anni fa nella capitale libanese in un attentato dove morirono anche altre 22 persone.
 

 

A distanza di anni, oggi, il governo di unità nazionale di Beirut è guidato dal figlio dell'ex premier, Saad Hariri, alla guida di una coalizione sostenuta dall'Occidente della quale fanno parte anche politici filosiriani. In un’intervista pubblicata su Le Monde, il giovane primo ministro (39 anni), nella sua nuova sede, Beit Al-Wasat, ha ribadito l’importanza degli interessi comuni tra Libano e Siria.
Appena tornato dagli Emirati Arabi Uniti, dopo essere stato ad una tre giorni a Parigi e, poi in Egitto, riceverà in questi giorni Seyyed Ammar Al-Hakim, leader del nuovo Consiglio Supremo islamico iracheno.

Dopo 29 anni di presenza delle truppe siriane nel Libano, Saad Hariri inaugura un periodo di dialogo e di cooperazione con la Siria.
Il nuovo governo- ha affermato- è una opportunità di estrema importanza per riportare la calma e la stabilità nel Libano. Questo periodo di trattative ci ha permesso di aprire un dialogo con le parti, come Hezbollah . È necessario unirsi per presentare un programma di riforme economiche, di ricostruzione delle istituzioni, aumentare gli investimenti nell'esercito e nella polizia. Dopo l'assassinio di mio padre, avvenuto il 14 febbraio del 2005, siamo finalmente in grado di stabilire con la Siria dei buoni rapporti diplomatici. Questo può sembrare normale, ma è una necessità assoluta. In secondo luogo, abbiamo ottenuto la creazione di un tribunale internazionale di giustizia che sta facendo il suo lavoro e in terzo luogo, abbiamo vinto le elezioni regolarmente. Dobbiamo perciò proteggere questi progressi e rafforzarli”.
Alla domanda sull’incontro con Bashar Al-Assad, il primo ministro libanese ha risposto:Churchill disse: Ci vuole coraggio per alzarsi e parlare, ma si deve anche sedere e ascoltare. Ho parlato con franchezza di tutti gli argomenti con il Presidente siriano Bashar. Vogliamo trovare un terreno comune per salvaguardare gli interessi del Libano e della Siria. E’ necessario essere uniti anche perché temiamo Israele. Israele non fa nulla per il processo di pace, tantomeno è interessato. Più di 50 paesi arabi hanno approvato l'iniziativa di pace, lanciata in Libano, [in occasione del vertice di Beirut nel 2002]. Oltre 50 paesi sono a favore della pace ma Israele cosa sta facendo? Gli israeliani non vogliono andare avanti, non vogliono trovare accordi né con i palestinesi né con i siriani. Le divisioni e i problemi politici non sono in Palestina, sono in Israele”.





Martedì 16 Febbraio 2010

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