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Pace più vicina in Medio Oriente. Riprendono i negoziati tra Israele e Palestina |
Washington - Si riaprono formalmente a Washington, al Dipartimento di Stato sotto l'egida del segretario Hillary Clinton, i negoziati diretti tra israeliani e palestinesi sul processo di pace in Medio Oriente.
"Stiamo facendo progressi: possiamo farcela in un anno", ha detto il presidente americano Barack Obama incontrando il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen.
"Israeliani e palestinesi non devono lasciarsi sfuggire questa opportunità - ha aggiunto il numero uno della Casa Bianca - .Già troppo sangue è stato versato, già troppe vite sono state perdute". Obama ha incontrato anche il Re di Giordania Abdullah II e il presidente egiziano Hosni Mubarak. "Stiamo facendo progressi - ha detto il presidente Usadopo avere incontrato i quattro leader - . I colloqui diretti tra israeliani e palestinesi sono l'unico sentiero verso la pace".
L'iniziativa della Casa Bianca è stata turbata dalla uccisione in Cisgiordania di quatto coloni israeliani in un attentato rivendicato da Hamas e dal ferimento di una coppia bersagliata da colpi di arma da fuoco mentre viaggiava in auto."Voglio che tutti sappiano che niente fermerà gli Stati Uniti nel sostenere la sicurezza d'Israele e dal perseguire una pace durevole nella regione: respingiamo assolutamente queste attività terroriste", ha detto Obama, che ha parlato di "massacro assurdo", con accanto Netanyahu alla fine del loro colloquio alla Casa Bianca durato circa 90 minuti. Il premier israeliano ha parlato a sua volta di "selvaggia brutalità".
PESSIMISMO SEGRETARIO GENERALE LEGA ARABA
Il segretario generale della Lega Araba Amr Mussa ha affermato oggi che esiste un clima di pessimismo riguardo l'esito dei negoziati diretti tra israeliani e palestinesi, che riprendono ufficialmente domani a Washington. "Ci sono molte persone pessimiste sui risultati dei negoziati", ha affermato Mussa in un comunicato diffuso oggi prima di partire per la Libia dove sarà in visita per due giorni. Mussa ha inoltre precisato che la commissione della Lega Araba responsabile per i negoziati potrebbe doversi riunire nelle prossime settimane per "valutare la situazione".
GERUSALEMME CAPITALE INDIVISIBILE ISRAELE
Gerusalemme resterà "la capitale indivisibile di Israele", lo ha detto oggi a Washington un responsabile israeliano membro nella delegazione del primo ministro Benjamin Netanyahu nella capitale Usa. Un'affermazione che contraddice quanto riferito oggi dal ministro della Difesa Ehud Barak secondo cui nel contesto di un accordo definitivo sarà necessario spartire la città di Gerusalemme secondo linee di carattere demografico, suggerendo che i quartieri arabi possano tornare ai palestinesi.
Netanyahu: "Cerchiamo una pace che duri"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in un discorso alla Casa Bianca, ha detto di essere giunto a Washington per cercare una pace durevole. "Cerchiamo una pace che duri per generazioni, non un breve interludio tra due guerre - ha detto Netanyahu -, Cerchiamo una pace che metta fine al conflitto una volta per tutte". ''Ma dobbiamo difendere la pace dai nemici - ha aggiunto il premier israeliano - non dobbiamo consentire ai terroristi di mettere a repentaglio i progressi verso la pace''. ''Dobbiamo imparare a vivere insieme - ha detto Netanyahu al presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen -. Sono venuto qui per trovare soluzioni a problemi molto difficili''.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto al segretario di Stato Usa Hillary Clinton che non intende prolungare la moratoria sulla costruzione di nuovi insediamenti da parte dei coloni israeliani in Cisgiordania. Il congelamento, iniziato nel novembre scorso, scadrà alla fine di settembre. Da Washington Netanyahu ha sollecitato i coloni israeliani ad agire con moderazione, all'indomani dell'attentato costato la vita a quattro di loro in Cisgiordania, che è stato rivendicato da Hamas.
NEGOZIATI, LA DELEGAZIONE PALESTINESE
Guidata dal presidente dell'Anp Abu Mazen (Mahmud Abbas) la delegazione palestinese ai negoziati di pace con Israele a Washington include altri sei esponenti palestinesi, alcuni dei quali hanno un lungo passato di trattative con Israele. Ecco i brevi profili dei sette.
ABU MAZEN - Nato a Safed (ora in Israele) nel 1935, ha vissuto in esilio fino al 1994. Cofondatore di Al Fatah, la principale componente dell'Olp, dal 1980 è membro del Comitato Esecutivo dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina.Eletto presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) nel 2005, é divenuto presidente dell'Olp dopo la morte di Yasser Arafat. Nel 1993 ha firmato gli accordi di Oslo, base del successivo processo di pace con Israele.
SAEB EREKAT - E' nato a Gerusalemme nel 1935, ma risiede a Gerico. E' stato docente di scienze politiche all'università di Nablus. La sua carriera politica comincia nel 1991 quando è nominato vice presidente della delegazione negoziale palestinese. Membro dal 1996 del Consiglio Legislativo (il parlamento dell'Anp), nel 2003 è stato nominato da Abu Mazen negoziatore capo dell'Olp.
YASSER ABED RABBO - Nato a Giaffa (ora parte di Tel Aviv) nel 1945, è stato ministro della cultura e dell'informazione e ha fatto parte delle delegazioni palestinesi nelle trattative con Israele.
NABIL SHAATH - Nato a Safed nel 1938, dopo anni vissuti nella diaspora palestinese, è tornato nella striscia di Gaza nel 1994. Ministro nei governi dell'Anp e membro del Consiglio Legislativo. Prima ancora, nel 1974 ha guidato la prima delegazione dell'Olp all'Onu. E' stato intimamente coinvolto nei negoziati segreti con Israele, sfociati negli accordi di Oslo e ha guidato in seguito il gruppo negoziale palestinese.
NABIL ABU RUDEINAH - E' nato a Betlemme. E' noto come membro storico del Fatah e per i suoi stretti rapporti con Arafat. E' stato portavoce della presidenza palestinese sia sotto Arafat sia con Abu Mazen ed è stato coinvolto nel processo di pace.
AKRAM HANIYEH - Nato a Ramallah nel 1953. Comincia la sua carriera politica - che gli costerà diversi mesi di arresti domiciliari imposti dalle autorità israeliane - negli anni settanta. Già consigliere politico di Arafat, ha esperienza di negoziati con Israele.
MOHAMMED SHTAYYEH - Nato a Nablus nel 1958, è stato membro di diversi gruppi negoziali. E' stato rettore dell'Università di Bir Zeit ed è esperto di economia. (ANSAmed).
NEGOZIATI, LA DELEGAZIONE ISRAELIANA
A guidare la delegazione israeliana alla cerimonia di varo a Washington dei negoziati di pace israelo-palestinesi è il premier
BENYAMIN NETANYAHU. Gli altri delegati sono:
YITZHAK MOLCHO: è un giurista che da molti viene definito come membro del circolo di intimi confidenti del premier. Dovrebbe assumere la guida della delegazione durante i negoziati veri e propri. Ha al suo attivo una lunga serie di missioni riservate all'estero per conto di Netanyahu, anche nella veste di consigliere diplomatico. Il 27 giugno 1996 Molcho è stato uno dei primi collaboratori di Netanyahu, durante il suo primo governo, a incontrarsi con l'allora leader palestinese Yasser Arafat a Gaza. Ha svolto un ruolo importante nei successivi negoziati con i palestinesi sfociati tra l'altro nell' accordo che portò al parziale ritiro di Israele da Hebron. Nell'ultimo anno è stato membro del gruppo negoziale israeliano che si è incontrato più volte con l'inviato Usa in Medio Oriente George Mitchell.
UZI ARAD: ex dirigente del Mossad, attuale consigliere di Netanyahu per la sicurezza nazionale e presidente del Consiglio per la Sicurezza Nazionale. E' stato membro di istituti di ricerca americani e ha un dottorato in relazioni internazionali dell'università di Princeton. E' stato docente universitario ed autore di diversi libri e articoli di politica.
TZVI HAUSER: segretario del governo, proveniente da un noto studio legale.
NIR HEFETZ: ex direttore dell' inserto settimanale del quotidiano Yedioth Aharonoth, attualmente portavoce capo del premier.
RON DORMER: consigliere di Netanyahu, che in passato ha diretto la sezione affari economici dell'ambasciata israeliana a Washington, è stato consulente di diverse personalità politiche israeliane e articolista. (ANSAmed).
Mubarak: Israele colga opportunità di pace
Il presidente egiziano Hosnu Mubarak ha esortato Israele a "cogliere l'opportunità della pace senza lasciarsela sfuggire dalle mani". Ma per arrivare a questo risultato, ha detto Mubarak, Israele deve congelare gli insediamenti nei territori occupati.
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