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L'Italia assume la presidenza Apem. Mediterraneo e Usa le "chiavi" per la pace |
| il med - redazione ilmediterraneo | ||||||
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Monday 15 March 2010
AMMAN - Una maggiore cooperazione tra i Paesi Ue e quelli che si affacciano sul Mediterraneo serve alla pacificazione della regione, a partire dal Medio Oriente. Ne è convinto il presidente della Camera Gianfranco Fini, secondo cui le "chiavi" per la risoluzione del conflitto Israelo-palestinese non sta solo tra i Paesi euromediterranei. La via della pace in quest'area, ribadisce, passa anche per gli Stati Uniti. Fini ha partecipato alla sessione plenaria dell'Apem, l'assemblea parlamentare euromediterranea di cui quest'anno l'Italia ha assunto per la prima volta la presidenza, ed auspica un "mare di pace", annunciando per la prossima plenaria un confronto in videoconferenza sul tema con la Speaker del Congresso Usa Nancy Pelosi. "Perché - spiega, raccogliendo l'applauso dei delegati, ad Amman testimoni dell'ennesimo contrasto tra parlamentari israeliani e palestinesi che, comunque, non hanno mai abbandonato questa sede per confrontarsi - le 'chiavi' della pace non sono solo nel Mediterraneo ma anche a Washington". "Molte, troppe volte - spiega il presidente della Camera - abbiamo sentito ripetere di una cooperazione euromediterranea bloccata dalla crisi del processo di pace mediorientale: talvolta un comodo alibi per la perpetuazione di antiche logiche di rivalità e di isolamento. Al contrario, proprio l'intensificazione della cooperazione euromediterranea potrebbe il sostanziale rilancio della pacificazione e dell'integrazione regionale. Questa è la sfida che la dimensione parlamentare del partenariato euromediterraneo deve raccogliere: un ribaltamento di prospettiva in un'Unione per il Mediterraneo che dà ogni tanto l'impressione di impantanarsi in questioni di dettaglio". "Il Mediterraneo - rileva il presidente della Camera - non é più al centro dell'economia mondiale ma continua ad essere il cuore pulsante a cui guarda tanta parte dell'umanità alla ricerca delle radici storiche e spirituali. Acquisirne consapevolezza - ammonisce il presidente della Camera - dovrebbe indurre tutti noi a farne un 'mare di pace', nel quale non trovino spazio le minacce estremistiche, fonte di instabilità e di insicurezza, ma si consolidino i valori del dialogo, della tolleranza e della convivenza". Fini ha quindi delineato le linee guida della presidenza italiana dell'Apem. Innanzitutto la promozione dello stato di diritto, della democrazia, del rispetto dei diritti dell'uomo e del pluralismo politico. Campo in cui, ammette "abbiamo scontato negativamente sia la pretesa di esportare i propri modelli, sia la rivendicazione isolazionista della propria specificità". C'é poi "la sfida ambientale", che per Fini "costituisce in secondo luogo un ineludibile banco di prova: la tutela dell'habitat marino, lo sfruttamento sostenibile delle sue risorse, la difesa della biodiversità impongono l'elaborazione di strategie che solo se comuni potranno essere efficaci. Altrimenti, il rischio che corriamo è di avere un'Unione per il Mediterraneo, senza che il Mediterraneo esista più". Il presidente della Camera indica poi ai colleghi presidenti di assemblee parlamentari euromediterranee "una scommessa forse ancora più importante per il nostro futuro: quella dai flussi migratori e dall'integrazione degli immigrati nel tessuto sociale dei Paesi che li accolgono. Dovremo essere capaci di intendere l'immigrazione come una risorsa. Se ci riusciremo, ne risulterà innescato un fecondo processo di circolazione delle risorse e delle idee tra l'una e l'altra sponda del Mediterraneo e si avrà un forte antidoto alla xenofobia che troppo spesso fa capolino nella politica". Infine, c'é l'impegno per la creazione della Banca euromediterranea di sviluppo ed investimento. Perché, è il ragionamento del presidente della Camera, "solo una vera e propria istituzione finanziaria internazionale può fare da volano per le attività economiche dell'area e sostenere in particolare le Pmi".(ANSAmed). (dell'inviato Francesco Bongarrà)
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