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Libia: Frattini, l'Ue non può essere ostaggio di una controversia tra Svizzera e Libia

Italia redazione ilmediterraneo
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PARIGI - I paesi dell'Unione Europea non possono essere ostaggio di una "controversia bilaterale". Lo hanno ribadito nel corso di una conferenza stampa congiunta oggi a Parigi il ministro degli Esteri Franco Frattini e il suo omologo francese Bernard Kouchner.

"Alla Libia - ha detto Frattini - ma anche alla Svizzera, ripeterò l'appello alla flessibilità per risolvere il loro problema bilaterale ma anche perché non sia preso in ostaggio il resto dell'Europa".

 "E' un problema che riguarda tutti noi - ha continuato - crediamo che l'Europa lunedì possa affrontare questo tema a livello di ministri degli Esteri per risolvere o aiutare a risolvere questa questione, che tocca cittadini francesi, italiani, belgi, che non hanno niente a che fare con la questione bilaterale".

"Abbiamo mostrato solidarietà cercando di aiutare la Svizzera a risolvere questo grande problema con la Libia - ha detto ancora il titolare della Farnesina, ma francamente, se qualcuno suscita una reazione libica, e io dirò ai libici di mantenere la calma, anche la Svizzera deve fare la sua parte". "Ostaggio" è una parola troppo forte? "Forse sì - risponde Frattini - ma se un paese dello spazio Schengen prende una decisione senza consultare nessun altro governo Schengen, come ha fatto la Svizzera, allora diventa un problema".

Da parte sua, Kouchner ha detto che la crisi diplomatica tra Libia e Svizzera "non può durare". "Si tratta di una disputa tra svizzeri e libici - ha aggiunto - che non rientra completamente nelle nostre responsabilita.

Anche se vogliamo che si risolvà", ha tagliato corto Kouchner.

Sul caso è intervenuto anche il ministro dell'interno maltese, Carmelo Mifsud Bonnici. In una lettera al collega svizzero, ha sottolineato che la decisione di stilare una lista di libici indesiderati, all'origine della crisi dei visti con la Libia, "viola lo spirito di Schengen. Il rifiuto di un visto è esclusivamente uno strumento per proteggere i nostri cittadini e la nostra sicurezza nazionale".

Nella missiva il ministro maltese ha inoltre chiesto a Berna di consultarsi con la Ue prima di prendere decisioni unilaterali. (ANSAmed).


Mercoledì 17 Febbraio 2010

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