ACCRA - L'accordo con la Libia ha ridotto drasticamente gli sbarchi clandestini in Sicilia (da 30 mila nel 2008 a 3 mila e 600 nel 2009). Ora si punta ad azzerarli bloccando alla partenza i 'viaggi della speranza'.
Il ministro dell'Interno italiano, Roberto Maroni, ha così lanciato la sua 'campagna d'Africà: un tour nei 'paesi sub-sahariani da dove originano i flussi dei disperati diretti verso l'Europa.
Prima tappa il Ghana, oggi toccherà al Niger. Seguiranno, in futuro, il Senegal ed altri Stati dell'area.
Con tutti questi paesi saranno siglati accordi di collaborazione per contrastare l'immigrazione illegale, ma anche il traffico di droga e il terrorismo. "Vogliamo diventare - ha detto Maroni - il punto di riferimento dei Paesi africani rispetto all'Europa". "Abbiamo - ha spiegato il ministro - accordi bilaterali ottimi con i Paesi mediterranei dell'Africa, nella fascia che va dal Marocco all'Egitto.
Ma si tratta spesso di Paesi di transito dei flussi clandestini che in realtà originano negli Stati a sud del Sahara.
Ecco perché ora, in attesa che l'Europa batta un colpo, vogliamo allargare a quell'area la fascia di sicurezza non solo per quanto riguarda l'immigrazione, ma anche per quanto riguarda il traffico di droga e il terrorismo".
In proposito, ha aggiunto, "bisogna considerare che il Ghana è diventato uno snodo fondamentale per i traffici di droga verso l'Europa, con la cocaina che arriva dal Sudamerica e l'eroina dall'Asia".
Nel corso della sua visita ad Accra, la prima di un ministro italiano, Maroni è accompagnato dal capo della polizia, Antonio Manganelli, che ha firmato un accordo tecnico in materia di contrasto all'immigrazione illegale.
Un accordo politico sulla sicurezza è stato poi siglato da Maroni e dal suo collega ghanese Cletus Awoka. L'accordo tecnico, ha spiegato Manganelli, "prevede l'arrivo in Italia di poliziotti ghanesi per formare squadre miste utili nell'identificazione e nei rimpatri dei clandestini provenienti da quel Paese".
Queste intese, ha aggiunto, "che abbiamo sottoscritto con altri paesi dell'area, sono un modo per fare lotta al terrorismo, perché i paesi islamizzati conoscono il fenomeno del fanatismo e l'immigrazione clandestina può rappresentare un veicolo per l'ingresso di terroristi in Italia".
Finora i numeri dell'immigrazione ghanese in Italia sono consistenti. Risultano 30 mila quelli regolari, ai quali si aggiungono 12 mila minori. Nel 2008 sono sbarcati in Sicilia 2 mila ghanesi, ridotti a 2100 nel 2009, dopo l'accordo con la Libia.
E Maroni ha ricordato due fatti eclatanti di cronaca nera che hanno avuto come protagonisti dei ghanesi: la strage di Castelvolturno con l'uccisione di 6 africani (3 del Ghana) nell'ottobre 2008 e gli scontri di Rosarno del mese scorso, che hanno coinvolto ben 240 cittadini del paese africano.
"Anche per questo - ha rilevato il ministro - sono importanti gli accordi di oggi". E i due eventi hanno avuto un'eco anche ad Accra.
Un giornalista locale ha infatti chiesto a Maroni se i cittadini ghanesi sono al sicuro in Italia. "Al cento per cento", è stata la risposta del ministro che ha evidenziato come "coloro che arrivano in Italia legalmente sono trattati esattamente come gli italiani, tranne che per il diritto di voto".(ANSAmed).(dell'inviato Massimo Nesticò)
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