![]() |
Italia
News -
Politica
|
Continuano le polemiche sul viaggio di Gheddafi in Italia. Stampa libica, slogan esultanti |
ROMA - Il leader libico Muammar Gheddafi ha concluso ieri la sua visita di tre giorni in Italia ed è ripartito per Tripoli dall'aeroporto militare di Ciampino. Anche la parte ufficiale della sua visita non ha mancato di suscitare polemiche, riprese sulla stampa italiana: da due esponenti della maggioranza come Maurizio Lupi e Mario Mauro, che si chiedono se sia ancora opportuno fare dell'Italia "un palcoscenico per gli spettatori del rais", al quotidiano dei vescovi cattolici L'Avvenire, che parla di "incresciosa messinscena" e critica l'incontro per "una sessione di propaganda islamica tra il leader libico e hostess appositamente reclutate".
Critiche anche alla sua richiesta di 5 miliardi l'anno dall'Ue per contrastare l'immigrazione, con Luigi De Magistris, parlamentare europeo dell'Idv, a chiedere se serviranno a finanziare "campi-lager" in Libia. Ieri sera Gheddafi, nel suo discorso ufficiale, ha ricordato gli "orrori" del colonialismo dell'Italia fascista italiano, ma anche auspicato per Roma un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza dell'Onu.
Ha inoltre detto che le navi della Marina Usa dovrebbero lasciare il Mediterraneo, un mare interno che "deve essere libero da flotte militari degli Stati non rivieraschi", e ha incoraggiato i libici "investire in Italia".
Quanto alla stampa internazionale, nessun commento sulla visita del Colonnello in Usa, qualche ironia e attenzione alle polemiche invece sui giornali europei, che non trascurano però comunque i risvolti economici.
Risalto alle polemiche e alle hostess convocate per le lezioni sull'islam anche sulla stampa araba, mentre il quotidiano Al Quds Al arabi di Londra sostiene che la lezione di Gheddafi può essere stata controproducente.
STAMPA LIBICA, SLOGAN ESULTANTI E OMISSIONI
NON UNA RIGA SU RAGAZZE E CORANO O ISLAMIZZIONE EUROPA
Non sono arrivati fino a Tripoli gli echi delle polemiche suscitate dalle esternazioni del leader libico Muammar Gheddafi a Roma. In Libia non si è fatto accenno al suo auspicio per un'islamizzazione dell'Europa né si è data notizia delle due "lezioni di Corano" impartite alle hostess e della presunta conversione di tre di loro.
Ancora nessuna riga anche sui 5 miliardi l'anno chiesti all'Europa per gestire il problema immigrazione. Nella Grande Jamahiriya gli organi di stampa ufficiali - primo fra tutti l'agenzia Jana e poi i principali quotidiani locali come Al Shames, Al Fajer Jadid, Al Jamahiriya - si sono limitati a dare risalto al "festival popolare" con cui si è celebrata la Giornata dell'Amicizia ieri a Roma, alla "Mostra Fotografica di documentazione storica", inaugurata dal leader libico e alla "Guida della Rivoluzione che riceve il Primo Ministro italiano".
I titoli vanno dal solito "Si è voltata una pagina storica" a un più asettico "Successo nelle relazioni fra Libia e Italia", fino a un altro classico degli ultimi due anni, "Dopo l'errore storico si celebra la rinnovata amicizia".
Più enfasi arriva dai giornali del gruppo Al Ghad che fanno capo a Seif Al Islam, figlio del leader: su Qurina si descrive un Leader trionfante e si titola "La tenda eretta nel cuore di Roma segna la vittoria del popolo libico", mentre Oea si sofferma sulla necessità che "i popoli colonizzatori chiedano scusa", come da richiesta ufficiale già inviata all'Onu.
Sull'auspicata islamizzazione dell'Europa l'unico a riferire é il sito Akhbar Libya, oscurato in Libia, che scrive di "chiasso" suscitato dal Leader in proposito.
|
Proteste in Giordania. Il popolo chiede una monarchia… | ||
|
Crisi Grecia; Eurogruppo scettico sull’accordo | ||
|
Spagna; Samuel Aranda vince il World Press Photo | ||
Commenti