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BELGRADO PUNTA ALL'UE NEL 2014

il med - redazione ilmediterraneo
Wednesday 23 December 2009

BRUXELLES - A dieci anni dalla fine delle guerre che hanno sconvolto, i Balcani non è stato difficile per il presidente serbo Boris Tadic, per il premier svedese Frederik Reinfeldt, presidente di turno dell'Ue, e per il commissario europeo all'allargamento, Olli Rehn, parlare di giornata storica per descrivere la presentazione da parte di Belgrado della domanda di adesione all'Ue.

Passaggio fortemente sostenuto dall'Italia. Si chiude così una lunga fase di incomprensioni con l'Ue, scatenate soprattutto dal sospetto che la Serbia non si stesse davvero impegnando per la cattura dei criminali di guerra ricercati dal tribunale dell'Aja e si apre una nuova fase che, per ammissione dello stesso Tadic, non sarà comunque facile.

"La strada per l'adesione è lunga e molto esigente perché richiede riforme coraggiose e importanti, ma sono fiducioso che la Serbia sarà in grado di soddisfare le condizioni dell'Ue", ha affermato Reinfeldt, che, come Rehn, non si è voluto sbilanciare su una data per l'ingresso della Serbia nell'Ue.

Tadic invece ha parlato del 2014, ottenendo lo status di Paese candidato per la fine del 2010. "State tranquilli che se i ricercati per crimini di guerra sono sul nostro territorio li prenderemo.

Ci lavoriamo ogni minuto, tutti i giorni", ha affermato Tadic, promettendo il massimo impegno per la riforma della giustizia, la lotta alla corruzione e l'apertura dei mercati. In questo senso ha citato l'obiettivo di portare la Fiat in Serbia.

Per quanto riguarda il tema spinoso del Kosovo, Tadic ha ribadito che la Serbia non intende riconoscerne l'indipendenza, sottolineando però di volere difendere i "legittimi" interessi nazionali serbi con gli strumenti della diplomazia e della legalità.

Superando le resistenze olandesi, l'Ue ha scongelato poche settimane fa l'accordo commerciale interinale con la Serbia e da pochi giorni è stato liberalizzato il regime di visti per Serbia, Montenegro e Macedonia, anche se le resistenze olandesi per la mancata consegna dell'ex generale serbo-bosniaco accusato dal massacro di Srebrenica, Ratko Mladic, ancora bloccano la ratifica dell'accordo di associazione e di stabilizzazione.

"Possiamo essere una sorpresa positiva e non solo in politica", ha scherzato Tadic a chiusura della conferenza stampa congiunta, riferendosi alle prodezze calcistiche della nazionale serba, paragonandole ai risultati della nazionale svedese. (ANSAmed) (di Danila Clegg)


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