Domenica 05 Feb 2012 08:02:14
CONTATTI LOGINREGISTRATI
English Italiano
Testata
Libia
Libia
News - Politica

Moustapha Abdeljalil: "In Libia regnerà un Islam moderato"

ITALIA - redazione ilmediterraneo
Italia
Italia
News - Politica

Monti dal suo posto fisso: "Italiani abituatevi alla precarietà"

italia - Graziana Coco
Siria
Siria
News - Politica

Siria; Appello all'Onu: "Azione decisiva e rapida per fermare macchina del sangue"

italia - Graziana Coco
Siria
Siria
News - Politica

Siria; continuano le violenze. Clinton: "L'Onu deve agire. Assad minaccia la pace"

Italia - Sergio Andrianov
ITALIA - redazione ilmediterraneo
Libia
Libia
News - Politica

Libia; escluse quote rosa dalla nuova legge elettorale

TRIPOLI- Il Consiglio nazionale di transizione in Libia ha annunciato sabato sera, l'adozione della legge elettorale che regola l'elezione di un'assemblea costituente prevista per il mese di giugno. Nel provvedimento non si fa nessun riferimento a una quota del 10% riservata alle donne, come era…
Italia - Sergio Andrianov
Turchia
Turchia
News - Politica

Tensioni Francia-Turchia; Erdogan: "Legge genocidio armeno…

ANKARA- Ad un giorno dall'approvazione in Senato dalla contestata legge che punisce il negazionismo del massacro armeno perpetrato dall’Impero Ottomano tra il 1915 e il 1917, i rapporti tra la Francia e la Turchia si inaspriscono sempre più. Anche se il ministro degli Esteri francese Alain Juppé,…
Italia - Sergio Andrianov
Siria
Siria
News - Politica

Siria; Lega araba prolunga di un mese la missione degli osservatori

DAMASCO- Dopo l’ennesimo rifiuto di Damasco, concernente il piano della Lega Araba che ha come fine quello di fermare la rivolta popolare che imperversa da ormai 10 mesi, il gotha siriano ha dato il suo assenso per il prolungamento di un altro mese della missione degli osservatori arabi.  Anche se…
Italia - Sergio Andrianov
Francia
Francia
News - Politica

Francia; Senato approva legge su genocidio armeno. Accordi bilaterali…

PARIGI- La legge sulla negazione del genocidio armeno è stata approvata ieri dal Senato francese. Con una maggioranza di 127 voti contro gli 87 voti contrarie giudicando il testo conforme senza bisogno alcuna modifica, i senatori hanno confermato il voto dell'Assemblea Nazionale che lo scorso 22…
Italia - Sergio Andrianov
Egitto
Egitto
News - Politica

Egitto; prima sessione del Parlamento dopo Mubarak

CAIRO- Due anni fa sarebbe stato impensabile, ma il corso della storia ha reso questo avvenimento possibile. Oggi, per la prima volta nella sua storia, l'Egitto ha visto riunirsi un Parlamento eletto democraticamente. Dopo la deposizione del presidente Hosni Mubarak che ha tenuto in mano le redini…
ITALIA - redazione ilmediterraneo
Croazia
Croazia
News - Politica

Referendum Croazia: vince il sì. Il 67% sceglie l'Europa

ZAGABRIA- Il 67% dei croati ha detto “sì” all’Europa. Ieri, con il referendum popolare che chiedeva ai cittadini croati di scegliere tra il sì e il no per l'adesione del loro paese all'Unione europea, si sono conclusi positivamente sei anni difficili di negoziati tra la Croazia e l’Europa. Se le 27…
Italia - Sergio Andrianov
Siria
Siria
News - Politica

Siria; respinto piano Lega Araba. Assad: "Grave interferenza…

DAMASCO- Il regime del presidente Bashar Al-Assad ha respinto il piano della Lega Araba definendolo "una grave interferenza nei suoi affari interni". A dare l'annuncio è stata la tv di Stato che ha vanificato il tentativo dell'organizzazione intergovernativa dei Paesi arabi di porre lo stop alle…

Domenica 05 Febbraio 2012

abdel-jalilTRIPOLI- Dopo la fine della rivoluzione libica, Moustapha Abdeljalil, presidente del Consiglio nazionale di transizione (CNT), il governo provvisorio della Libia, ha fiducia nella nuova Libia che si prepara a celebrare il 17 febbraio il primo anniversario dell'inizio della rivoluzione libica.

In un’intervista esclusiva al quotidiano francese Le Figaro,  Abdeljalil ha sostenuto di essere fiducioso e che la Libia riuscirà ad essere un Paese democratico. Di seguito parte dell’intervista.

 
L’ha sorpresa la rivoluzione del 17 febbraio?

 No, me lo aspettavo. 


 E’ sicuro del processo di democratizzazione?
 L'elezione di un'Assemblea Costituente si terrà a giugno, come previsto?

Ho fiducia, nonostante gli ostacoli posti dal vecchio regime che è ancora invadente. Le elezioni si terranno come previsto.


Chi sono questi "invadenti"?

La legge vieta a coloro che hanno lavorato con Gheddafi di candidarsi alle elezioni. A causa di questa nuova disposizione, molti cercano di destabilizzare il Paese, facendo credere che non c'è sicurezza, e che la Libia attraversa un periodo di grande disordine.


Approssimativamente, quante persone non potranno candidarsi?

Non più di duemila persone.


Le persone che vogliono destabilizzare il Paese hanno gruppi armati a loro disposizione?

Sì, ma soprattutto soldi.


Pensa a persone specifiche?

Sì, penso a determinate persone, che, con i soldi, hanno raggiunto alcuni risultati. Possono comprare uomini e  armamenti.


Il CNT può dire oggi che controlla l'intero territorio della Libia, anche a Tripoli?

La rivoluzione ha messo sotto controllo tutto il territorio della Libia. Parte è controllata dalle forze regolari, l'altra dai rivoluzionari.


Questa situazione può durare?

Il governo provvisorio ha lanciato un piano per integrare tutti i combattenti nell'esercito o nella polizia.


In quanto tempo si pensa di assorbire tutti i gruppi armati in un esercito nazionale?

Entro due mesi, crediamo di aver assorbito tra il 60 e il 70% dei combattenti rivoluzionari.


Come si procederà per le elezioni di giugno?

I partiti politici si stanno formando. Possono presentarsi  come "forze politiche" o "movimenti della società civile". Queste liste devono essere formate per il 50% da donne. 


Gli Islamisti sembrano essere avvantaggiati nella vittoria. Dovremmo preoccuparci in Occidente?

Gli Islamisti disturbano i libici prima di disturbare l'Occidente.  L’Islam moderato regnerà in questo Paese. Il 90% dei libici vuole un islam moderato. Sono solo il 10% gli estremisti liberali.


Seif el-Islam Gheddafi deve essere giudicato in Libia o dalla Corte penale internazionale?

In Libia.


Quale ruolo giocherà dopo le elezioni di giugno?

Io non avrò incarichi politici. Voglio giocare il ruolo di pacificatore, di unificatore.

INTERVISTA INTEGRALE IN LINGUA FRANCESE  


Giovedì 02 Febbraio 2012
 

monti-bandiera_europeaROMA- Italiani abituatevi alla precarietà! Suona così l’interprestazione della nuova affermazione fatta dal Premier Mario Monti. In un’Italia sempre più in crisi e dove queste generazioni stanno pagando decenni di errori e di mal governo delle generazioni che hanno selvaggiamente avuto posti fissi per un intero nucleo familiare e non solo (e succede ancora oggi, ma solo per chi è Figlio Di), i giovani di oggi devono cambiare visione e accettare le sfide (sempre che ci siano…).


I giovani si abituino a non avere più il posto fisso. Che monotonia. E’ bello cambiare e accettare le sfide”, ha affermato Monti ieri sera a Matrix. Tema scottante questo del lavoro, visto anche il braccio di ferro tra il ministro Elsa Fornero e i sindacati sull’articolo 18. “L’articolo 18 non è un tabù, può essere pernicioso per lo sviluppo dell’Italia. Sul mercato del lavoro è normale avere più dialogo e questo dialogo ci sarà, ma con tempi brevi, da Italia europea”, ha sostenuto Monti.


Ma il professore dall’alto della sua cattedra non sa che un giovane o un uomo, oggi, pur di portare a casa la pagnotta e non lo champagne, è disposto a saltare come una gazzella da un lavoro all’altro, il professore non sa che quella che lui chiama monotonia in altri termini si traduce precarietà: se non ci fosse altra chiave di lettura, la sua affermazione potrebbe avere anche il suo lato positivo, intesa come flessibilità/mobilità, ma si sa che quel “cambiare e accettare le sfide”, tradotto significa “sarete sempre preda dei padroni che faranno di voi ciò che vogliono”.

E mi dispiace notare che in tutta quella inutile manifestazione di affetto per gli italiani manca ancora una semplice ma efficace parola che andrebbe affiancata a quella del lavoro: MERITOCRAZIA.


In Italia trovo l’opinione pubblica che sta recuperando il suo orgoglio, il suo patriottismo. L’altro giorno a Londra ho visto tanti giovani orgogliosi di essere italiani”, ha continuato.
Felici e orgogliosi gli italiani? Forse sì, quelli che lavorano a Londra, mentre per chi resta in Italia la gioventù, parafrasando un grande, è un pendolo che oscilla tra la noia (quella del posto fisso ?!) e la depressione passando per l’attimo fugace della speranza. 


Giovedì 02 Febbraio 2012
 

lega-arabaROMA- “La macchina della morte continua il suo lavoro”, dure le parole dell'emiro del Qatar, Hamad al-Thani, all'apertura della riunione sulla Siria alla quale ha partecipato anche il Segretario di Stato americano Hillary Clinton. Ieri, la risoluzione redatta dal Marocco è stata proposta al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Nel suo intervento Hillary Clinton non ha risparmiato accuse contro il presidente Bashar Al-Assad, spiegando che il primo ministro e i suoi fedelissimi “stanno lavorando duramente per mettere i gruppi etnici e religiosi in Siria gli uni contro gli altri, rischiando la discesa in una guerra civile”. Per gli Usa la Siria appartiene ai suoi 23 milioni di abitanti e non ad una famiglia che tiene le redini del potere da ormai quarant’anni, di generazione in generazione. “Tutti noi dobbiamo fare una scelta: sostenere il popolo siriano o diventare complici di altre violenze”, ha concluso la collaboratrice del presidente Obama.


Il Segretario di Stato ha inoltre cercato di infrangere il muro di opposizione eretto dal Cremlino, cercando di dissipare i dubbi riguardanti la risoluzione arabo-occidentale. “So che alcuni membri sono preoccupati che il Consiglio di Sicurezza possa essere indirizzato verso una nuova Libia, ma è una falsa analogia”.clinton_


Dopo le minacce di veto, la Russia ha ammorbidito le parole perché, nella nuova bozza di risoluzione, ha trovato alcuni elementi del testo che aveva proposto qualche mese fa e "questo ci dà qualche speranza”. Prima della riunione, la Clinton aveva cercato di contattare il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavarov, per tentare di mediare una soluzione alla degenerata situazione siriana, senza alcun esito.


Anche il segretario generale della Lega Araba Nabil Elarabi, ha chiesto un’ "azione rapida e decisiva". Ai capi della diplomazia americana, francese e britannica, Hillary Clinton, Alain Juppé e William Hague, è stato chiesto di spingere senza perdere altro tempo per una risoluzione delle Nazioni Unite. E Clinton ha aggiunto che se il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non agirà rapidamente in Siria, "la credibilità delle Nazioni Unite" sarà compromessa. "E’ tempo che la comunità internazionale  metta da parte le proprie differenze”.

Il ministro degli Esteri francese Alain Juppé ha esortato il Consiglio di Sicurezza a uscire fuori dal suo "scandaloso silenzio" e mettere fine alla repressione in Siria.


"Non abbiamo intenzione di imporre alcun sistema politico", Juppé


Il piano presentato include la sintesi di quello arabo che prevede la fine della violenza e il trasferimento dei poteri presidenziali al suo vice-presidente  e l'apertura dei negoziati con l'opposizione per formare un governo di unità nazionale.

Ma la Russia e la Cina, che detengono il potere di veto, ancora si oppongono a una risoluzione che richiede un cambiamento di regime, denunciando l'interferenza occidentale negli affari siriano. Mosca ha ribadito la sua opposizione, dicendo che il testo è "inaccettabile" e chiede negoziati informali tra il regime e l’opposizione. "Il progetto di risoluzione occidentale del Consiglio di Sicurezza non ha intenzione di cercare un  compromesso. L’ obiettivo è aprire la porta a una guerra civile", ha assicurato ieri sera il vice ministro russo degli Affari Esteri, Gennady Gatilov, sul suo account Twitter.


juppeMentre Alain Juppé ha respinto ogni confronto con il conflitto in Libia. "Nulla, assolutamente nulla di simile c’è nel progetto di risoluzione (...) Non abbiamo intenzione di imporre dal di fuori un altro sistema politico. Spetta ai siriani farlo", ha sottolineato.


Rankous assediata: esplosioni e scontri


Mentre loro continuano a discutere, in Siria non passa giorno che non ci siano nuove violenze e scontri.  l destino di Rankous, un centro agricolo di 25.000 abitanti situato a 40 km a nord di Damasco, continua a preoccupare. Gli attivisti hanno riferito che forti esplosioni sono state udite in molti quartieri residenziali.cartina-scontri-siria

Da una settimana, l’ Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo, con sede in Gran Bretagna, riferisce che la città è sotto assedio. "La strada principale per Rankous è completamente tagliata, così come le comunicazioni, acqua ed elettricità, e la mancanza di latte per neonati", ha detto un attivista di nome Abu Omar martedì. Inoltre il ragazzo ha fatto appello alla comunità internazionale: "Chiediamo  aiuto, mandate il cibo, stanno morendo."

Nel frattempo il Consiglio nazionale siriano (CNS), la principale forza d’opposizione al presidente Bashar al-Assad, ha messo in guardia tutti i siriani da un possibile massacro che potrebbe commettere il regime. Secondo il Consiglio, la polizia entra nelle città e appoggiati da carri armati e lanciarazzi arresta giovani e uomini.


Circa 300 morti da venerdì


 Ieri, gli attivisti hanno denunciato la morte di altre 22 persone. Nella provincia di Idleb (nord-ovest), sei civili sono stati uccisi dalle forze del regime, tra cui tre giovani in un'imboscata delle milizie fedeli al regime nel villaggio di Talaad.

Nella stessa regione, l'esplosione di un camion militare ha ucciso almeno un soldato mentre un civile è stato poi ucciso da un proiettile vagante nei combattimenti tra forze dell'ordine e un gruppo di disertori.

Nella regione di Homs 14 civili sono stati uccisi, tra cui sette in un bombardamento.

Nei sobborghi di Damasco, l'esercito ha preso d'assalto Irbine Zamalka e l’Osservatorio siriano ha sostenuto che le strade di Irbine sono "cosparse di cadaveri", e nessuno poteva rimuoverli, perché c'erano ancora forti spari in corso.

(Fonte foto: Al-Arabiya, fonte video: Le Figaro) 


Mercoledì 01 Febbraio 2012
 

assad-siria3DAMASCO- Negli ultimi giorni le violenze in Siria hanno subito una notevole escalation. Solo nella giornata di lunedì sono state uccise più di cento persone, tra disertori e civili. Intanto all’Onu si sta lavorando sulla risoluzione arabo-occidentale per obbligare il presidente Basar Al-Assad a delegare il potere al suo vice che dovrebbe portare il Paese  verso la transizione democratica.
 

Ieri, in una delle più brutali repressioni da dieci mesi a questa parte, le forze di Assad hanno occupato militarmente le periferie conquistate dall’esercito libero siriano (Free Syrian Army). Sono stati schierati decine di carri armati e numerosi veicoli blindati che, appoggiati dall’aeronautica, hanno costretto i militanti ad una “ritirata tattica”, per poi rastrellare le abitazioni alla ricerca degli oppositori. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti dell’uomo la repressione attuata ha prodotto un numero spaventoso di vittime: cento morti tra cui cinquantacinque civili.

REAZIONE DELL'OCCIDENTE
 

Con questo fiume di sangue che non accenna a fermarsi, la Lega Araba ha presentato una bozza di risoluzione all’Onu.assad-puti-maschere Dopo che l’ultimo memorandum di intesa era stato bloccato dalla Russia, l’organizzazione araba ha deciso di chiedere nuovamente un’udienza nel Palazzo di Vetro che si terrà oggi alle 21 ore italiane. Alla riunione parteciperanno anche il ministro degli esteri francese Alan Juppé e il Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton. Il ministro francese si recherà a New York per “convincere il Consiglio di sicurezza ad assumersi tutte le responsabilità a fronte dei sempre più gravi crimini contro l'umanità commessi dal regime siriano”, mentre il Segretario di Stato americano ha dapprima condannato “nel modo più forte possibile” la repressione di Assad e ha spiegato che “il Consiglio deve agire e deve chiarire al regime siriano che la comunità mondiale vede queste azioni come una minaccia alla pace e alla sicurezza”.
 

Sulla risoluzione sarà chiamata a pronunciarsi anche la Russia, sul cui veto gravano le maggiori preoccupazioni. Mosca è stata la relatrice della prima bozza di risoluzione giudicata “troppo accomodante” per Assad  ed è stata accusata di vender armi legalmente ed illegalmente a tutti i protagonisti della guerra, dall’opposizione al regime. I diplomatici statunitensi stanno cercando di persuadere i colleghi russi a non dirsi contrari alla risoluzione perché, come ha spiegato un funzionario statunitense a Reuters, “è un notevole danno di immagine… penso che lo stiano capendo”. In ogni caso il Cremlino ha proposto ad Assad e all’opposizione un confronto a Mosca e mediato dal governo russo. L’ipotesi è stata accolta con favore da Damasco ma non dall’opposizione che hanno chiesto come prerogativa “l’abbandono del potere da parte di Assad“.
 
BOZZA DI RISOLUZIONE
 

La risoluzione dovrebbe ricalcare le linee guida che sono state adoperate in Yemen lo scorso luglio, quando il presidente Ali Abdullah Saleh ha rinunciato al potere in cambio dell’immunità totale concessagli dal Parlamento. Tutto proposto e mediato dalla Lega in accordo con l’Onu. Il piano della Lega non dovrebbe contenere il capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite, ovvero quello concernente ad un’invasione militare in territorio straniero, tuttavia dovrebbe contenere la richiesta di ritiro delle truppe presidenziali dalle città e di avviare un serio e proficuo tavolo di trattative con l’opposizione.

ASSAD COME GHEDDAFI?
 

assad-mogliNel frattempo c’è chi parla di ‘nuova Libia’ e fa parallelismi con Gheddafi. Ad esempio un membro del comitato esecutivo del Consiglio siriano, in un’intervista a ‘The Thelegraph’  ha spiegato che “Assad e la sua famiglia saranno uccisi in Siria, e faranno la stessa fine di Gheddafi”. Secondo alcune voci non confermate, alcuni giorni fa la moglie Asma, insieme ai figli, aveva cercato di lasciare il Paese per far ritorno nel Regno Unito ma  il convoglio sarebbe stato bloccato da un conflitto a fuoco sulla strada che conduceva all'aeroporto. Ma in questa tela di ragno l’unica certezza rimangono le vittime: 5mila fino a novembre a cui si devono aggiungere le altre centinaia di vittime morte durante gli ultimi due mesi di rivolta.

(Fonte foto: Elmundo, Le Figaro)


Martedì 31 Gennaio 2012
 

bandiera-libiaTRIPOLI- Il Consiglio nazionale di transizione in Libia ha annunciato sabato sera, l'adozione della legge elettorale che regola l'elezione di un'assemblea costituente prevista per il mese di giugno. Nel provvedimento non si fa nessun riferimento a una quota del 10% riservata alle donne, come era stato deciso precedentemente.

Secondo il testo della legge, che dovrebbe ancora essere "rivisto", due terzi dei 200 seggi sono stati riservati alle liste dei partiti politici e la restante parte ai singoli candidati. Nessuna traccia relativa alle quote rosa nel testo, anche se si era stabilito che le donne dovevano essere rappresentate al 50% nelle liste dei gruppi politici.

Il progetto originale presentato all'inizio di gennaio, che prevedeva una quota del 10% per le donne, aveva suscitato l'indignazione dei partiti politici e della società civile, che la riteneva insufficiente. 


Esclusi gli ex funzionari del regime


Secondo il testo, coloro che detenevano posizioni di responsabilità nel vecchio regime di Muammar Gheddafi, e appartenevano agli organi di sicurezza, non possono candidarsi. Inoltre sono stati esclusi coloro che sono accusati di aver partecipato alla repressione della rivolta.


Martedì 31 Gennaio 2012
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Successivo > Fine >>

Pagina 1 di 287