AMMAN - Funzionari d’imprese giordane e italiane hanno firmato, in questi giorni, diversi accordi per costruire nuove possibilità di partnership per incrementare la cooperazione economica tra i due stati.
Nel corso degli incontri ufficiali, tenuti a margine del Forum economico Italia- Giordania, i due Paesi hanno individuato potenziali aree comuni per la cooperazione economica e l'Italia ha accettato di avviare quattro nuove missioni economiche. Nella conferenza stampa, il Ministro dell'Industria e del Commercio della Giordania, Amer Hadidi, ha detto che i progetti previsti per la cooperazione economica riguarderanno principalmente la desalinizzazione dell'acqua, l'energia, le infrastrutture e la rete ferroviaria.
Adolfo Urso, vice ministro italiano per lo sviluppo economico, ha affermato che una delegazione italiana si recherà in visita in Giordania nel mese di luglio per firmare un accordo sulla cooperazione nel settore delle energie rinnovabili. “Una missione che cade in un momento importante per le politiche di internazionalizzazione italiane e per le prospettive che lo sviluppo dell'area del Mediterraneo può avere per le imprese italiane in questa fase di crisi”.
Un'altra delegazione si recherà sempre sul posto per promuovere la cooperazione nel settore dei trasporti, sottolineando il grande interesse dell’Italia ad aderire al progetto della rete ferroviaria.
Inoltre due altre missioni studieranno il modo per intensificare la cooperazione giordana-italiana nella città portuale di Aqaba.
Le decisioni di ieri sono state prese dopo una serie di colloqui bilaterali tra i funzionari italiani e il Vice Primo Ministro, Rajai Muasher, e il ministro dei Trasporti, Alaa Batayneh.
La delegazione italiana ha anche avuto colloqui con il presidente della Commissione per l'energia atomica, Khaled Toukan e il Capo Commissario della Special Economic Zone Authority, Mohammad Saqer. "Le economie di Giordania e Libano - ha osservato Paoletti, vice presidente di Unioncamere - mostrano di poter dare significative opportunità allo sviluppo degli scambi con l'Italia. I margini di crescita sono rilevanti, visto che quest'area rappresenta meno del 10% del volume complessivo dei nostri scambi commerciali".
Al forum era anche presente Umberto Vattani, presidente di ICE - Istituto Italiano per il Commercio Estero, e i funzionari giordani hanno evidenziato le opportunità di business disponibili nel Regno: dai prodotti farmaceutici, all’energia, dalle infrastrutture alle tecnologie. Inoltre il forum di ieri ha rappresentato un luogo importante per l’incontro tra imprenditori italiani e giordani per valorizzare e rafforzare le nuove strategie di partnership.
Più di 103 aziende italiane, operanti in 17 settori merceologici erano presenti al forum. Tra le regioni di provenienza, il drappello più numeroso è giunto dal Veneto (27), seguito da Lazio (18) e Lombardia (16). Andriano Zenoni, imprenditore italiano, ha espresso il suo ottimismo per avviare un nuovo business in Giordania. "Crediamo che la Giordania dia più garanzie rispetto ad altri Paesi. Può essere il centro degli affari di tutti, perché è un Paese che va di pari passo con gli altri e lo fa nel modo giusto ", ha detto.
L'Italia è il secondo partner commerciale tra i Paesi dell’Unione europea dopo la Germania, ma il volume di scambio commerciale è pesantemente sbilanciato a favore dell'Italia. L'Italia esporta in particolare metalli e prodotti per l'industria orafa e strumenti meccanici ed elettrici di uso comune, mentre importa per lo più metalli allo stato grezzo.
Nel 2009, le esportazioni italiane in Giordania sono state pari ad un valore di circa € 403.900.000, mentre le importazioni in Italia dalla Giordania sono state pari a circa 43 milioni di euro, secondo i dati dell'Istituto Italiano statistiche.
Parlando al forum, Nazal Armouti presidente della Camera dell'Industria della Giordania, ha detto che nonostante l'accordo di partenariato con l'Unione europea, ci sono ancora delle difficoltà che impediscono l'esportazione di beni giordani ai mercati europei.
Alla luce della recessione economica globale, il volume di investimenti diretti esteri convogliati verso la Giordania è sceso nel 2009 di circa il 10 per cento. Hadidi ha sottolineato che "Il governo sta lavorando anche su nuovi progetti per attirare più investimenti nel Regno".
Attualmente ci sono molte aziende italiane operanti nel Regno e diverse sono le imprese italiane coinvolte nelle opere d’infrastrutture.
Un altro accordo di cooperazione è stato firmato tra la Camera di Commercio di Amman e la Camera di Commercio di Milano.
Il forum ha inoltre sottolineato il successo del progetto “Shams Maan”, realizzato da un consorzio di aziende come la Kawar Energy, le imprese italiane Solar SRL e Maan Development Company.
Nell'ambito del progetto, da attuare nel 2012, il consorzio costruirà l’impianto fotovoltaico più grande al mondo, con una capacità iniziale di 100 megawatt (MW) di energia elettrica, espandibile fino a 200 MW.
(Fonte foto: The Jordan Times)
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