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BRUXELLES- Mario Draghi ha accolto con favore il "primo passo verso un’ unione fiscale" compiuto nel vertice dei capi di Stato tenutosi ieri a Bruxelles. Nella notte, Draghi presidente della Banca centrale europea ha affermato che il nuovo Patto di bilancio firmato da 25 Paesi europei "darà fiducia all'area dell'euro".
Gran Bretagna e Repubblica Ceca non hanno firmato l'accordo.
L’altro aspetto della nuova politica fiscale europea, accolta con favore, è l'entrata in vigore del trattato del Meccanismo europeo di stabilità, il fondo permanente di soccorso alla zona euro. Il parere del capo della banca centrale è importante perché molti Paesi europei sperano che il nuovo patto incoraggi a fare di più per aiutare i Paesi più fragili economicamente.
Su iniziativa della Germania, ieri 25 Paesi dell'Unione europea hanno approvato un rafforzamento della disciplina di bilancio, inserendo la famosa "regola aurea" del risparmio nelle loro costituzioni. Si impegnano a raggiungere il pareggio di bilancio e ad accettare sanzioni in caso di disavanzi pubblici. Il “Fiscal compact” impone ai Paesi Ue regole comuni di rigore sui conti pubblici, e con una intesa sulla crescita e l'occupazione.
Cos'è e cosa prevede il "fiscal compact"
Gli unici due Paesi a non firmare l’accordo sono stati il Regno Unito e la Repubblica Ceca. Se il rifiuto del Regno Unito era previsto, quello della Repubblica Ceca è stato una sorpresa. "Per ragioni costituzionali, il primo ministro ceco ha confermato che non voleva firmare il trattato. Abbiamo preso atto", ha detto ieri sera il Nicolas Sarkozy.
Inoltre per quanto riguarda la Grecia, ieri, non è stata presa nessuna decisione.
MONTI: “Soddisfatto del vertice”
Il vertice europeo ha portato buoni frutti per Mario Monti. In tarda notte, durante una conferenza stampa, il premier Monti ha sostenuto: “Il nostro è un governo europeo fin nella spina dorsale e nel cervello" sottolineando che su molti punti dei documenti approvati ieri l'apporto è stato quello di "una fortissima traccia italiana". "Scusate se malgrado l'ora ho un certo entusiasmo", ha aggiunto.
Il comunicato rilasciato dei Paesi dell’Euro
Martedì 31 Gennaio 2012
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ROMA - A seguito della riunione del Consiglio di Amministrazione e dell’affollata Assemblea dei Soci del Distretto della Pesca, con all’ordine del giorno “le procedure e le modalità di attuazione dell’intesa tecnico-scientifica-economica con il Governo Libico, e dopo un animato dibattito fra gli associati e le varie componenti del Distretto, è prevalsa la linea di intervento proposta dal Presidente Giovanni Tumbiolo. La proposta di Tumbiolo si riassume nelle sue dichiarazioni: “E’ vero che il Distretto, il suo staff, le sue imprese ed enti associati si sono spesi in questi anni per la definizione di questo importante accordo, ma è pur vero - ha sottolineato Tumbiolo - che la portata dell’iniziativa è tale da pretendere una partecipazione ampia ed una condivisione con le istituzioni sociali, sindacali e le categorie produttive. La Libia per la sua ricchezza di risorse ed opportunità - ha aggiunto il Presidente del Distretto della Pesca - fa gola a molti Paesi, vedi Francia, Gran Bretagna, Spagna, Malta, Turchia etc., che vantano oggi (forse più dell’Italia) un credito oggettivo. Il mare libico, la pesca, l’acquacoltura, i porti e tutte le attività connesse - ha spiegato- sono una grande opportunità per ogni nazione. Aver definito una base di cooperazione impone a tutti l’uso di buon senso, di un atteggiamento positivo al fine di avviare una reale cooperazione scientifica e produttiva. Per queste ragioni - ha affermato Tumbiolo - credo che l’azione del Distretto debba lasciare il passo all’Osservatorio Mediterraneo della Pesca, coordinato dall’ing. Giuseppe Pernice, per consentire al Distretto, alla Sicilia, all’Italia di presentarsi al cospetto dei nostri interlocutori con il massimo delle competenze disponibili a livello scientifico, tecnico, giuridico, economico-finanziario e politico. Infatti la presenza nell’Osservatorio di personalità di altissimo valore è la migliore garanzia di imparzialità ed apertura”. Tumbiolo ha proposto altresì il “coinvolgimento diretto delle organizzazioni professionali, sindacali, datoriali, ed i loro competenti organismi tecnico-scientifici nel Mediterraneo, al fine di ottenere da parte della Sicilia e dell’Italia il miglior risultato possibile”. Il Presidente del Distretto ha così delineato la “road map” dell’accordo che avrà come filo conduttore: l’applicazione della sostenibilità dei sistemi produttivi, il rigoroso rispetto dell’equilibrio ambientale e delle risorse marine viventi, la valorizzazione dei fattori sociali ed umani secondo i principi ed il modello della “Blue Economy” e la creazione in Libia di un “cluster marittimo. “Tutto ciò - ha concluso Tumbiolo - è già scritto negli accordi”.
Martedì 31 Gennaio 2012
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MADRID- Massimo record registrato in Spagna per la disoccupazione. A fine 2011 erano quasi 5,3 milioni i disoccupati, un tasso pari al 22,85%, il più alto mai registrato dal primo trimestre del 1995 (23,49%). Alla fine di dicembre, il numero di disoccupati ammontava a 5.273.600, continuando ad avanzare rispetto al trimestre precedente (4.978 mila persone erano disoccupate (21,52%)), secondo i risultati del Labour Force Survey (LFS).
GRAFICO EVOLUZIONE DISOCCUPAZIONE IN SPAGNA

Il numero delle famiglie con disoccupati è salito a quota 1.575.000 alla fine del 2011, aumentando di 149.800 unità in più rispetto al terzo trimestre (10,51% in più) e di 247.000 alla fine del 2010 (un 18, 6%).
Secondo l'EPA, Tra gli uomini, la disoccupazione è aarivata a un tasso pari al 22,46%, mentre tra le donne il tasso raggiunto è del 23,32%. Tra ottobre e dicembre la disoccupazione è aumentata soprattutto per la fascia d'età compresa tra i 25-54 anni (286 700), seguita dagli over 55 (42 400), tra i 20 e i 24 (6,400) e tra i 16 ei 19 (27 400).
L' Andalusia, con il 31,23% è stata la comunità con il più alto tasso di disoccupazione, con un totale di 1,2 milioni di disoccupati alla fine del 2011, seguita dalle Isole Canarie, con il 30,93% (341.900 disoccupati).
(Fonte grafico: El Mundo)
Venerdì 27 Gennaio 2012
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ROMA-E’ guerra sulle liberalizzazioni. Il testo sulle liberalizzazioni firmato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, è entrato in vigore.
Secondo i calcoli delle associazioni di consumatori, le liberalizzazioni proposte dal Governo Monti avranno un effetto positivo sui cittadini: si stima un risparmio annuo a famiglia tra i 900 e i 1000 euro.
Liberalizzazioni: cosa cambia? Vantaggi e svantaggi
Ma cosa cambierà realmente e quali saranno i vantaggi e gli svantaggi? Ecco cosa succederà nei settori più importanti.
FARMACIE
Cosa cambia: Una farmacia ogni 3 mila abitanti e non più ogni 4 mila. In Francia c’è una farmacia ogni 2849 abitanti, in Spagna ogni 2176. Nessun limite in Germania e Gran Bretagna. Le regioni dovranno predisporre bandi per l’apertura di 3891 nuovi esercizi e i farmaci di fascia C, con ricetta ma a pagamento, saranno vendibili anche nelle parafarmacie.
Vantaggi: L’aumento della concorrenza dovrebbe portare a un risparmio.
Svantaggi: Farmacisti e parafarmacisti contrari: troppi esercizi.
CARBURANTI
Cosa cambia: Possibilità di scegliere da parte dei gestori il fornitore meno caro senza vincoli a un’unica compagnia. Si potrà vendere anche giornali, tabacchi e altri prodotti. Inoltre potranno essere aperti fino a tardi e aumenteranno i self-service.
Vantaggi: Le famiglie secondo le stime fatte dalle associazioni di consumatori, risparmieranno dai 144 ai 200 euro.
Svantaggi: Unione petrolifera contraria
NOTAI
Cosa cambia: Due concorsi da bandire entro il 2013 per 1000 nuovi posti da notai che si aggiungono ai 4697 esistenti. Inoltre c’è la cancellazione delle tariffe delle prestazioni.
Vantaggi: Se le tariffe venissero allineate a quelle più basse si risparmierebbe il 30%. Esempio: sul rogito di un acquisto di una casa, la parcella di 2000 euro potrebbe diventare di 1.400 euro, risparmiando così 600 euro.
Svantaggi: Contrari i notai: scadimento della professionalità e un’ulteriore riduzione dell’attività, già in calo dal 2008.
TRASPORTI
Cosa cambia: Gare d’appalto per i servizi di trasporto dei pendolari. Le regioni dovranno istituire gare d’appalto per affidare al miglior offerente il servizio dei trasporti e così Trenitalia non sarà l’unica a possedere treni e binari che dovranno essere messi a disposizione di altri operatori.
Vantaggi: Con nuovi operatori privati ci sarà concorrenza e miglioramento dei servizi.
Svantaggi: Trenitalia contraria: aumenta i costi e riduce la sicurezza
COMMERCIO
Cosa cambia: Liberalizzati gli orari. Ogni attività potrà stabilire i suoi orari di lavoro e attuare sconti promozionali in ogni periodo dell’anno. Inoltre si sta ipotizzando la possibilità di poter aprire un esercizio solo con un’autocertificazione e non più con la licenza.
Vantaggi: Più sconti, più concorrenza, più risparmi. Si stima un risparmio annuo per famiglia di 350 euro.
Svantaggi: I sindacati del settore si oppongono: le norme favorirebbero più la grande distribuzione che i piccoli negozi.
TAXISTI
Cosa cambia: Aumento delle licenze.
Vantaggi: Più taxi in circolazione e miglioramento del servizio.
Svantaggi: Contrari i taxisti che temono la svalutazione delle licenze acquisite precedentemente alla liberalizzazione del loro settore.
(Fonte dati: Oggi, N°4)
Mercoledì 25 Gennaio 2012
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