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News - Diritti Umani

Eutanasia: è dibattito aperto in Tunisia. L'islam la permette o no?

Italia redazione ilmediterraneo
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TUNISI - "Autorizzata dall'Islam - L'eutanasia passiva si pratica in Tunisia": così titola oggi il quotidiano francofono Le Quotidien, con un servizio destinato a far discutere e che ha preso lo spunto da un sondaggio del blog "Asslema Tunisie", secondo il quale il 65,52% della popolazione è contraria all'eutanasia, il 31,03% è favorevole, mentre il 3,45% non ha opinioni al riguardo.

Secondo Le Quotidien, l'eutanasia "non fa parte del tabù di un Paese musulmano come il nostro, pertanto la pratica nella fase passiva non è proibita dalla nostra religione. Nell'Islam il corpo ha un carattere divino, cosa che non permette in nessun modo di decidere della fine di una persona.

Ma curarsi fa parte del 'permesso', che significa il 'moubah', e ne esonera dall'obbligatorietà".

Di parere diametralmente opposto il predicatore Ahmed Gharbi, secondo il quale "in Islam non si pratica l'eutanasia, perché l'essere umano non possiede il suo corpo, è Allah che ne dispone".

Secondo Gharbi, "l'eutanasia, nell'Islam, è assimilata al suicidio", e ricorda che il profeta Maometto "morì dopo una luna battaglia con la febbre che l'ha consumato.

E se voi mi dite che l'eutanasia passiva è permessa nell'Islam, ne dubito fortemente". Per Khemals Tamallah, sociologo docente presso la facoltà di lettere e scienze umane dell'università di Tunisi, "non si è ancora arrivati al livello culturale che permetterà di riflettere sulla questione dell'eutanasia. Il mondo industrializzato è molto più avanzato in rapporto alla nostra medicina, nel cinema, nella letteratura e in tutti i campi della vita...vi è una certa democrazia che si crea e che permette la libertà di azione e di parola. Tutto si fa e si dice nel rispetto della differenza altrui e nel rispetto della religione.

La nostra società - nota Tamallah - non fa che regredire".

E questo anche perché, sottolinea, "vi è anche un ritorno al nucleo familiare, perché i ragazzi non possono soddisfare i loro bisogni quotidiani senza l'aiuto dei genitori.

Non se ne possono staccare. Come volete allora che si rifletta su questioni così delicate se non si ha una propria indipendenza materiale in rapporto al proprio entourage ?".

E conclude con una punta di amarezza: "Possiamo portare il dibattito tra gli intellettuali, ma il comune mortale non è preparato a discutere di questo genere di questioni spinose, perché per essi la religione ha un carattere dogmatico". (ANSAmed).


Lunedì 15 Febbraio 2010

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