Domenica 05 Feb 2012 08:39:44
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News - Diritti Umani

Iran; Golshifteh Farahan, attrice iraniana, espulsa per aver posato nuda

ITALIA - redazione ilmediterraneo
Egitto
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Egitto; blogger nuda denuncia i problemi della società egiziana

ITALIA - redazione ilmediterraneo
Serbia e Montenegro
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Orsi ballerini salvati dal Worldwide Veterinary

ITALIA - redazione ilmediterraneo
Palestina
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Flottiglie umanitarie verso Gaza. Israele in allerta

ITALIA - redazione ilmediterraneo
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Siria
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Siria; istituito Consiglio nazionale contro Assad

DAMASCO- I leader dell’opposizione siriana hanno rotto gli indugi. Dopo essersi ritrovati in Turchia, i promotori della ribellione hanno deciso di formare un “Consiglio nazionale” per sostenere la rivoluzione contro il governo del presidente Bashar al-Assad. Sono 140 gli attivisti che hanno formato…
Italia - Sergio Andrianov
Macedonia
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Appello di Amnesty International: “giustizia per le vittime guerra…

SKOPJE- La richiesta è sempre la stessa, giustizia. Amnesty International ha chiesto al governo macedone di revocare l’immunità legale, concessa lo scorso luglio a 4 presunti criminali di guerra. Uno dei sospettati è una personalità eccellente politica macedone, Ali Ahmeti leader del principale…
ITALIA - redazione ilmediterraneo
Turchia
Turchia
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Violenza sulle donne. In Turchia il clero denuncia "la violenza…

ANKARA- Le recenti dichiarazioni del Presidente della Repubblica turca, Abdullah Gül, hanno suscitato reazioni nel clero. Il capo religioso della Turchia, Mehmet Görmez, ha riferito che il maltrattamento delle donne è il “frutto dell’eccesiva ignoranza”. "La gente a volte cerca di giustificare i…
ITALIA - redazione ilmediterraneo
Turchia
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Turchia e donne: progresso nelle politiche familiari

ANKARA- Escalation della violenza sulle donne in Turchia: ma il Presidente della Repubblica, Abdullah Gül, non ci sta e ha richiesto un’indagine approfondita per ovviare ad una striscia di sangue che non accenna a diminuire. L’ufficio stampa della Presidenza ha annunciato martedì che Gül ha…
Italia - Nuccio Franco
Italia
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Divieto di indossare il niqab. Lettera aperta all’On.le Suad Sbai

ROMA- Ammenda fino a 500 euro per chi trasgredisce il divieto di indossare burqa e niqab nei luoghi pubblici; introduzione del reato di costrizione all’occultamento del volto, punito con la reclusione da quattro a dodici mesi e multa da 10.000 a 30.000 euro ed il diniego della cittadinanza. La pena…
ITALIA - redazione ilmediterraneo
Egitto
Egitto
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Lavoro minorile: una piaga per l’Egitto contemporaneo

IL CAIRO- Egitto paese di sfruttamento del lavoro infantile. Una realtà triste, che s’inserisce nelle piaghe di un Paese in transizione, ma che non può né deve sfuggire agli occhi della comunità interna, come di quella internazionale.   Abu Bakr al-Guindy, direttore dell'Agenzia Nazionale di…
ITALIA - redazione ilmediterraneo
Tunisia
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Tunisia; storica inaugurazione ufficio ONU per i Diritti Umani

TUNISI- Giornata da incorniciare per la Tunisia post rivoluzionaria. Il 14 luglio sarà ricordato per l’inaugurazione del primo ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani in un paese nordafricano. Il simbolico “taglio del nastro” è avvenuto ad opera dell’Alto Commissario dell'Onu per i Diritti…

Domenica 05 Febbraio 2012

attrice-iranianaPARIGI- Golshifteh Farahani, famosa attrice iraniana che ha posato nuda per la rivista Madame Le Figaro, non potrà più ritornare in Iran.  Nata tre anni dopo la rivoluzione islamica iraniana del 1979, ha esordito come attrice alla tenera età di 14 anni nel suo primo film "The Pear Tree". Farahani, co-protagonista con Leonardo DiCaprio  nel film "Body of Lies", si è trasferita a Parigi un anno fa e ha posato senza veli per la rivista francese in segno di protesta contro la politica ultra -conservatore del suo Paese che sta fortemente limitando l’industria cinematografica e i ripetuti abusi sulle donne.

In Iran, l’agenzia Fars  ha detto che "la pubblicazione di fotografie  deplorevoli di Golshifteh Farahani su Internet mostrano la brutta faccia del cinema", per questo è persona non gradita dalle autorità di Teheran e non potrà fare ritorno nel Paese.

Sulla sua pagina facebook le foto che hanno creato scalpore in Iran. 


Giovedì 19 Gennaio 2012
 

Aliaa-Magda-Elmahdy-mezzobustoCAIRO- Le proteste hanno diverse forme. Quella di Aliaa Magda Elmahdy (Loleeta), è quanto mai singolare ma ha avuto di certo l’effetto desiderato. Da alcuni giorni circolano in rete otto sue fotografie che la ritraggono nuda. Il motivo? Cercare di attirare l’attenzione sui problemi egiziani e sulla società che definisce sulla sua pagina Facebook “violenta, razzista e sessista”.

La studentessa di comunicazione e media, all'università americana del Cairo, ha pubblicato leAliaa-Magda-Elmahdy-pantaloni sue foto nel proprio blog ed ha ampliato la visibilità attraverso i social network, Facebook e Twitter.

Individualista e atea” per autodefinizione, Loleeta si presenta come la fidanzata di Karim Amer, blogger condannato nel 2007 a quattro anni di prigione per aver “insultato l'Islam” e da quanto scrive vuole la liberazione di un altro blogger, Maikel Nabil, detenuto per le stesse ragioni del suo compagno.

Aliaa-Magda-Elmahdy-reggisenoImmediatamente sono scaturite le proteste della fazione più conservatrice egiziana. “Speriamo solo che i sheikh salafiti non se ne accorgano. Altrimenti accuseranno di questo tutti i liberali e i laici”, ha scritto una ragazza sul profilo Twitter di Elmahdy. Un’altra cittadina egiziana da’ il pieno appoggio alla protesta pacifica di Loleeta, anche se poi ha sottolineato che “da un punto di vista laico è una stupidaggine. Come pensiamo di ottenere rispetto così?

Le otto foto pubblicate hanno una pecetta gialla che coprono occhi, bocca eparti intime. “Quelle Aliaa-Magda-Elmahdycoperture sono la censura sulla nostra conoscenza, la nostra espressione e la nostra sessualità", ha scritto la studentessa che posando nuda ha assicurato di non aver fatto nulla di trasgressivo ma si è solamente ispirata ai modelli nudi che posavano alla facoltà di Belle Arti del Cairo negli anni ’70.

(Fonte foto: arebelsdiary.blogspot.com)


Martedì 15 Novembre 2011
 

FOURPAWS_01_672-458_resizeBELGRADO- Li chiamano “orsi ballerini”, anche se la danza ha ben poco di divertente ed è il risultato di sevizie e deprivazioni. Per fortuna, oggi nel piccolo centro veterinario per gli orsi di Banostor, sono arrivati a dare una mano gli operatori di Worldwide Veterinary.

Gli orsi, che arrivano nel piccolo villaggio sulle sponde del Danubio, sono stati confiscati agli artisti di strada che, per poco meno di un dollaro, fanno esibire gli animali alle fiere e ai circhi di strada. Anche se questa pratica è illegale in Serbia e chiunque sia trovato in possesso di un animale selvatico rischia una salatissima ammenda, lo sfruttamento è molto diffuso in tutta l’area balcanica.

Il centro è gestito da una coppia serba, Pavel Pasko e sua moglie Branka. Quando gli orsi salvati arrivano, accusano molto spesso dolori_56457146_jex_13139_de32-1 cronici e sono affetti da infezioni ai denti e alle gengive. “In Serbia i nostri orsi non li cura nessuno, non ci sono esperti”, ha denunciato Pavel davanti ai microfoni della BBC, “non sapevamo chi chiamare ma poi ci siamo ricordati che esisteva l’organizzazione mondiale Worldwide Veterinary… li abbiamo interpellati e loro ci hanno riposto”.

Il titolare del centro recupero orsi ha spiegato che il motivo delle infezioni gengivali, sono direttamente riconducibili alle vessazioni perpetuate dai padroni. “Fracassano i denti agli orsi per renderli più sicuri”, ha sottolineato il sig. Pasko, spiegando inoltre che gli artisti di strada mettono delle catene metalliche nelle labbra degli orsi, talvolta anche nelle mascelle, per fissarci delle corde che servono per far assomigliare i loro movimenti a un ballo. “Alcune volte”, ha continuato Pavel, “arrivano orsi cechi, ma non perché lo siano di natura ma perché sono stati volutamente accecati”.

_56457144_jex_13133_de56-1Appena è arrivata Heather Bacon, veterinario di Worldwide Veterinary (WVS), ha dovuto subito operare il primo paziente, un orso femmina chiamato Bozana a cui sono stati estratti nove denti rotti. “I serbi hanno dimostrato di avere un animo caritatevole nel preoccuparsi di questi animali”, ha spiegato la veterinaria, “la sensibilizzazione che si sta facendo in Serbia è ammirevole e molto utile… bisogna sostenere le persone che la fanno”.

Nel 2010 l’organizzazione no-profit WVS, oltre a sostenere il piccolo centro di recupero degli orsi, ha inviato 59 squadre di veterinari in tutto il mondo, inviando 220mila sterline per il materiale veterinario e curando mediamente 23 animali al giorno.  

(Fonte foto: BBC)


Lunedì 07 Novembre 2011
 

602-408-20111104_080833_91574175TEL AVIV- “Ci avvinciamo sempre più a Gaza, ancora nessuna intercettazione in vista”, è il messaggio di Freedom Waves inviato su Twitter. Le due navi umanitarie, Tahrir e Saoirse, dopo aver abbondonato gli ormeggi del porto turco di Fethiye sono quasi arrivate nelle prossimità della Striscia di Gaza.

Subito sono state raggiunte dalle imbarcazioni dell'autorità israeliana, decisa nel mantenere l’embargo in tutta la Palestina. I giornalisti provenienti da Australia, Canada, Irlanda, Stati Uniti e Palestina e presenti sulle due imbarcazioni, hanno riferito anche di un monitoraggio aereo da parte di Tel Aviv. Secondo il portavoce dell'imbarcazione canadese, Denis Kosseim, la nave “si trova vicina alle acque controllate da Israele; coloro che si trovano a bordo hanno ricevuto istruzioni di non opporre alcuna resistenza quando la marina israeliana cercherà di bloccarli”.

L'irlandese Saoirse e la canadese Tahrir hanno un carico umanitario del valore approssimativo di 30mila euro. “Le imbarcazioni sono ora a 75 miglia nautiche da Gaza. Velocità media 10 miglia nautiche/ora”, ha riferito alle 10 del mattino la giornalista Nema Herzalla, sulla sua pagina Twitter.

Anche se la marina israeliana "è pronta a intervenire per impedire (alla mini-flottiglia) di raggiungere la Striscia di Gaza”, come ha minacciato ieri un portavoce del ministero della Difesa, l’attivista Fintan Lane ha tenuto a precisare che “non abbiamo alcuna intenzione di entrare nelle acque territoriali israeliane, la nostra destinazione è Gaza”.

Chiediamo pubblicamente che Israele ci lasci soli, la nostra rotta è diretta, attraverso le acque internazionali fino alle acque di Gaza. Non abbiamo intenzione di entrare nelle acque israeliane. Siamo una pacifica missione umanitaria”, ha ribadito un altro attivista, John Mallon.

La situazione potrebbe comunque degenerare da un momento all’altro, esattamente come è successo nel giugno 2010 con la nave, Mavi Marmara. Le forze israeliane assaltarono la nave in un blitz in cui rimasero uccisi nove attivisti turchi. Lo scorso luglio la seconda flottiglia, Freedom Flottilla, inviata dalla Turchia non è riuscita ad arrivare a destinazione.

(Fonte foto: Tmnews)


Venerdì 04 Novembre 2011
 

syrian-revolutionDAMASCO- I leader dell’opposizione siriana hanno rotto gli indugi. Dopo essersi ritrovati in Turchia, i promotori della ribellione hanno deciso di formare un “Consiglio nazionale” per sostenere la rivoluzione contro il governo del presidente Bashar al-Assad.

Sono 140 gli attivisti che hanno formato il Consiglio, eletti dopo quattro giorni di dibattito serrato ad Istanbul. Il motivo è sempre lo stesso, “rovesciare la tirannia di Assad”  in un tempo massimo di sei mesi, come ha spiegato Basma Qadmani nella conferenza stampa citata da Aljazeera.

Dopo aver completato il primo livello di incontri consultivi, i gruppi rivoluzionari giovanili, i movimenti politici, gli attivisti e i tecnocrati hanno deciso di fondare il Consiglio nazionale siriano”, ha proseguito la portavoce del Consiglio.

Tuttavia metà delle persone che fanno parte del nuovo movimento politico-rivoluzionario sono rimaste anonime perché la maggior di essi si trova in Siria. “La legittimità di questo consiglio, deriva principalmente dal consenso che ha ricevuto dall’interno della Siria, quindi abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere per contattare i gruppi di opposizione che si trovano lì”, ha evidenziato Qadmani.

Non si era mai vista in Siria un’opposizione così determinata ed unita per combattere il regime. I manifestanti hanno chiesto più volte l’aiuto delle potenze occidentali, ma Qadmani ha spiegato che per ora bisogna rafforzare la pressione diplomatica ed economica sul clan Assad.

L’appello del Consiglio nazionale non è caduto inascoltato. Dopo le sanzioni del UN e all’avvertimento degli USA, il Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha chiesto un intervento “coerente” sulle riforme strutturali promesse dallo stesso Assad ma mai pervenute. “Queste promesse non sono state mantenute”, ha dichiarato con frustrazione il politico europeo.

Solamente negli ultimi giorni, l’Organizzazione siriana per i diritti civili ha riferito dell’uccisione di 113 civili. Secondo le stime dell’Onu dall’inizio delle proteste sono stati uccisi 2.200 civili, cifra che per le organizzazioni per i diritti civile sale a 3.000. I dati sono difficili da riscontrare, in quanto i giornalisti non possono oltrepassare il confine siriano.
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(fonte foto: Al-Jazeera)


Venerdì 16 Settembre 2011
 
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