NICOSIA - La sorella della presentatrice televisiva greco-cipriota Elena Skordeli e di suo fratello, il giornalista Anastasios Krasopoulis, entrambi in carcere perché sospettati di essere i mandanti dell'omicidio dell'editore greco-cipriota Antis Hadjicostis, direttore generale dell'impero editoriale Dias, ucciso la sera dell'11 gennaio a Nicosia, è stata fermata per aver rivolto segni, interpretati come di minaccia, all'indirizzo di due persone accusate di essere i sospetti omicidi.
Lo riferisce la stampa greco-cipriota precisando che la donna - di cui per questioni di privacy non è stato pubblicato il nome - mentre era presente all'interrogatorio dei due sospetti in un ospedale in cui sono ricoverati, è stata vista dal procuratore Savvas Matsas - che li interrogava - fare minacciosi segni con le mani in direzione dei due.
Secondo l'accusa, la donna avrebbe mosso un dito lungo la gola, come a tagliarla, quando stava per parlare Theophanis Hadjigeorgiou, 30 anni, e avrebbe invece mimato l'atto di cucirsi la bocca quando stava per deporre il secondo sospetto, Andreas Gregoriou, di 33.
La donna è stata accusata di minacce ed aggressione oltre che di tentativo di influenzare i testimoni e di interferire con le indagini della polizia.
Per l'uccisione di Hadjicostis la polizia ha arrestato Elena Skordeli, Anastasios Krasopoulis, Hadjigeorgiou e Gregoriou, ed ha spiccato un mandato di cattura internazionale per un quinto individuo, Gregoris Xenofontos, 29 anni, fuggito con la moglie in Moldavia e che gli inquirenti ritengono essere colui che ha esploso i due colpi di lupara che hanno ucciso Hadjicostis. (ANSAmed).
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