Intesa raggiunta tra Regione Puglia e R20 per le rinnovabili
redazione ilmediterraneo
BARI- La Regione Puglia e R20 (Regions of Climate Action) hanno siglato oggi a Ginevra una lettera di intenti per un vero e proprio piano di azione mediterraneo, concernente l'energia rinnovabile e l'uso efficiente delle risorse a disposizione.
Riuniti nella conferenza svizzera, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e la Presidente del R20 Michele Sabban hanno sottoscritto un accordo che coinvolgerà i Paesi delle due sponde del Mediterraneo ed in particolare quelli attraversati nei mesi scorsi dalla Primavera araba. Alla cerimonia ha presenziato in veste di presidente onorario anche l’ex governatore della California Arnold Schwarzenegger.
Gli scopi che si sono prefigurati la Regione Puglia, la R20, l’Associazione delle Regioni d'Europa assieme ai partners Mediterranei sono molteplici. E i punti fondamentali sono la riconversione ecologica del modello economico e produttivo, la diffusione di buone pratiche di risparmio ed efficienza energetica ed uno sviluppo armonico ed eco-compatibile delle energie rinnovabili.
Ora si dovrà lavorare concretamente sui contenuti del Piano fino al giorno della sua presentazione pubblica, in programma al Vertice Rio+20 a Rio de Janeiro il 19 giugno prossimo. La conferenza rappresenta una sfida importante che permetterà, attraverso uno sforzo congiunto da parte dei governi e dell’intera società civile, di raggiungere obiettivi comuni e tutelare gli equilibri del pianeta. Il fine è quello di rafforzare l’impegno politico per lo sviluppo sostenibile con l’identificazione di un nuovo paradigma di crescita economica.
“Da oggi parte un percorso che sarà definito e presentato pubblicamente a Rio de Janeiro nel giugno prossimo, in occasione del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile, Rio+20”, ha spiegato Vendola durante il suo intervento evidenziando “il primato nazionale” che ricopre la Regione Puglia da parecchi anni a questa parte. “Nel 2006 la produzione rinnovabile pugliese copriva appena il 6% dei consumi elettrici regionali; nel 2010 questo valore ha superato il 21% ed oggi, quasi tutta la domanda energetica residenziale regionale è coperta da fonti pulite. Un'eccellenza internazionale, soprattutto con riferimento al solare e l'eolico.”
ROMA- La controversa ipotesi per cui la collisione di un asteroide con il pianeta Terra avrebbe provocato l’era glaciale ha da oggi nuove prove che la sostengono. Un folto gruppo di ricercatori giunti dalle migliori cattedre universitarie di tutto il mondo, ha ricostruito la storia passata del clima terrestre attraverso i sedimenti trovati a 27 metri sotto il lago Cuitzeo, in Messico.
Attraverso un carotaggio, gli esperti hanno scoperto uno strato di sedimenti anomalo: spesso 10 centimetri e ricco di carbonio, ad una profondità di quasi tre metri, risalente quindi a 12.900 anni fa al famoso periodo chiamato ‘Dryas recente’. Nello stesso strato sono stati rinvenuti diamanti microscopici, sferule magnetiche e di carbonio che secondo James Kennett della University of California, potrebbero essere i resti di un impatto "extraterrestre", ovvero dell'ingresso nell'atmosfera di un asteroide o di una cometa. Il corpo celeste, entrato nell’atmosfera con un angolo molto stretto, avrebbe poi distrutto la maggior parte della vegetazione sciogliendo anche le rocce superficiali. Di conseguenza, si è verificato un significativo cambiamento climatico.
I materiali trovati dagli esperti nel Messico centrale non sono una novità nel campo scientifico. Gli studi pubblicati ieri sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze Pnas e citati da Le Monde, in cui si menzionano materiali come i nano-diamanti, erano già stati ritrovati in molti altri campioni geologici prelevati in Nord America, Groenlandia e in Europa occidentale. Tutti risalenti allo stesso periodo.
Asteroide 2011 AG5; Nasa, possibilità impatto con la Terra “una su 625”
redazione ilmediterraneo
ROMA- Smentite le voci di un possibile ‘Armageddon’. La Nasa ha messo a tacere le voci diffuse in questi giorni sul web circa un possibile impatto tra l’asteroide 2011 AG5 e il pianeta Terra.
Gli esperti hanno spiegato che la possibilità di un impatto con la Terra “è una su 625”, quindi molto improbabile. L’asteroide si avvicinerà al nostro pianeta nel febbraio del 2040 e stando ai parametri della "scala Torino", che valuta i rischi di impatto, si colloca al primo dei complessivi dieci livelli. Troppo poche comunque le possibilità di una collisione, ma gli esperti hanno fatto notare che allo stato attuale, le conoscenze di questo asteroide sono troppo limitate per poter elaborare previsioni a lungo termine.
“Nel settembre del 2013 avremo l'opportunità di fare ulteriori osservazioni di 2011 AG5 quando si troverà in un raggio di 147 milioni di chilometri dalla Terra”, ha riferito Don Yeomans, direttore del Near-Earth Object Program Office della Nasa presso il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) a Pasadena, in California. Il direttore è convinto che la suddetta data sarà un'occasione per osservare questo sasso spaziale e per definire meglio la sua orbita “escludendone del tutto la possibilità di un impatto per il prossimo futuro''.
Malgrado ciò l’asteroide non è il solo che potrebbe abbattersi sulla Terra. Le ricerche in merito ai corpi celesti hanno rivelato che 2011 AG5 è solo uno degli 8.744 Near Earth Objects (Neo), ovvero gli oggetti spaziali che potrebbero minacciare direttamente il pianeta.
A lezione di Distretto e di Osservatorio Mediterraneo della pesca
redazione ilmediterraneo
MAZARA DEL VALLO - “Funzioni e ruolo del Distretto e dell’Osservatorio Mediterraneo della Pesca - Confronto tra giovani, scuola, politica, economia, società”. Si intitola così il percorso formativo-informativo promosso dal Distretto della Pesca, Regione Siciliana ed Osservatorio della Pesca del Mediterraneo, destinato agli studenti delle Scuole Secondarie Superiori di Mazara del Vallo: Liceo Scientifico “G.P. Ballatore”, Liceo Classico “G.G. Adria”, ITIS “Ruggero D’Altavilla”, Istituto Tecnico Commerciale “F. Ferrara”.
L’obiettivo dell’iniziativa, articolata in tre incontri, è quello di far conoscere ai giovani studenti l’importanza della funzione e delle attività del Distretto e dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo come strumenti di una nuova politica economica e sociale, e di educare al concetto di cooperazione e sviluppo ecosostenibile.
Il primo incontro, dedicato al tema “Situazione socio-economica della Pesca in Sicilia, si svolgerà il 6 marzo alle ore 09.00 presso l’Aula Magna del “Liceo Scientifico G.P. Ballatore”. Relazioneranno sul tema: il Prof. Mario Centorrino, Assessore all’Istruzione e Formazione Professionale della Regione Siciliana, l’Ing. Giuseppe Pernice, IAMC-CNR-Istituto per l’Ambiente Marino Costiero e coordinatore dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo ed il prof. Vincenzo Fazio del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Finanziarie-Università di Palermo. Parteciperanno all’incontro anche 16 studenti tunisini della Facoltà di Economia dell’Università di Tunisi in visita al Distretto Produttivo della Pesca.
A San Valentino un insolto regalo: l'adozione di delfini e tartatughe
redazione ilmediterraneo
ROMA – Si chiamano Pinna Bianca, Zorro, Pioggia, Alaimo, Alfa e Mistral i sei delfini simboli, insieme alla tartaruga marina Martina, della campagna di adozione che CTS propone per il prossimo San Valentino.
L’adozione è simbolica ma tutti gli esemplari sono veri e sono stati avvistati ‘in carne ed ossa’ dai biologi del Centro Turistico Studentesco e giovanile nei vari centri di ricerca dislocati sul territorio.
Il Parco Nazionale Arcipelago di La Maddalena e quello delle Isole Pelagie sono la dimora abituale di questo gruppo di delfini, specie fortemente minacciata dalla pesca, dal traffico nautico e dall’inquinamento. Per tutelarli sono necessarie adeguate misure di conservazione, anche perché i delfini si riproducono in età avanzata e fanno pochissimi piccoli. Per questo i biologi del CTS sono impegnati tutto l’anno in operazioni di monitoraggio volte al censimento visivo degli esemplari e alla loro fotoidentificazione, tecnica che ha permesso la creazione di un album fotografico di oltre 200 individui riconoscibili dal loro marker naturale, la pinna dorsale.
Martina, la tartaruga marina, è stata fortunata! I pescatori di Lampedusa l’hanno trovata aggrovigliata ad un pezzo di rete. Prontamente consegnata al Centro Recupero Tartarughe Marine CTS di Linosa, dopo le cure del veterinario e dei biologi del Centro, Martina ha ripreso il mare e ora nuota libera. Ha una targhetta metallica applicata alla pinna anteriore che permette di conoscere i suoi spostamenti, nel caso in cui venisse recuperata nuovamente o se dovesse tornare per deporre le sue uova sulle nostre spiagge.
Ora tutti questi esemplari possono essere adottati sul sito www.ctsassociazione.it/adozioni. Basta cliccare sulla voce “regala ora” per ricevere tutte le informazioni sulle modalità di adozione e se si adotta entro il 9 febbraio il proprio innamorato/a riceverà oltre al certificato di adozione il vostro pensiero d’amore.
Per le adozioni consultare il sito www.ctsassociazione.it/adozioni oppure contattare il numero tel. 06.44111284 fax 06.44111200