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Grafologia, la relazione tra il linguaggio e il comportamento dell'uomo |
GENOVA - Maria Teresa Morasso, grafologa consulente, svolge attività divulgativa e didattica e conduce e coordina laboratori di grafologia per gli studenti di Psicologi e Scienze e Tecniche psicologiche della Facoltà di Scienze della Formazione di Genova.
Qual è l’origine della grafologia?
Nell’antica cultura occidentale alcuni autori come Demetrio di Falero (350 a.C.), il commediografo Menandro (343 a.C.), Dionisio d’Alicarnasso (60 a.C.) già toccano il tema del rapporto fra linguaggio e comportamento. Intuizioni sull’argomento si ritrovano in Aristotele e in Svetonio: quest’ultimo ci ha lasciato qualche indicazione della scrittura dell’imperatore Ottaviano Augusto e dell’apostolo Paolo, con riferimento alla relazione ad aspetti del loro carattere.
Nel 1600 in Italia lo studioso filosofo e medico bolognese Camillo Baldi pubblica “Trattato come da una lettera missiva si conoscano la natura e la qualità dello scrivente” (1622), e il docente dell’ateneo napoletano Marco Aurelio Severino scrive il testo “Vaticinator sive tractatus de divinatione litterali”.
Ma i primi studi sistematici risalgono al secolo XVIII° e XIX°: lo svizzero Johann Kaspar Lavater (1741 – 1801), noto studioso di fisiognomica, elabora alcune leggi per l’interpretazione della scrittura; in Belgio Edouard Hocquart pubblica nel 1812 il primo saggio interamente dedicato allo studio dell’interpretazione della scrittura dal titolo “L’art de juger du caractère des hommes sur leur écriture”, in cui si prospetta lo sviluppo sperimentale dell’analisi della scrittura.
In Francia la materia è coltivata soprattutto da ecclesiastici, quali l’abate Flandrin, e Jean Hippolite Michon (1806 – 1881) suo discepolo, considerato l’iniziatore della disciplina a cui dette il nome grafologia: Michon elabora un metodo organico di interpretazione psicologica dei segni grafici, scrive varie opere, fonda la prima rivista “La Graphologie” e la Société de Graphologie, tutt’ora attiva e prestigiosa, presiede il primo congresso svoltosi nel 1879.
Jules Crépieux Jamin (1859 – 1940) riprende e sviluppa la metodologia di Michon, diventando il caposcuola dell’attuale grafologia francese.
Influenzata dalla psicologia caratterologica del tempo la grafologia si sviluppa anche in Germania con Ludvig Klages, in Inghilterra con lo cecoslovacco Robert Saudek e in Svizzera con Max Pulver.
La grafologia italiana è fondata da Padre Girolamo Moretti (Recanati 1879 - Ancona 1963), frate francescano che elabora un metodo del tutto originale ed autonomo, centrato sul principio della scrittura come prodotto assolutamente individualizzato e singolare, risultato di una complessa attività neuro-fisio-psicologica, sintesi dinamica di tutti i segni presenti nel contesto grafico. Moretti è il primo a stabilire le regole di misurazione dei segni grafologici.
In sintesi: la grafologia nasce contemporaneamente all’emergere della psicologia empirica, come studio del comportamento espressivo e delle correlazioni tra grafia e psiche.
Cosa studia la grafologia?
La grafologia studia la dinamica del gesto grafico, cioè il comportamento spontaneo e automatizzato che deriva dalla personalizzazione individuale, unica e irripetibile, del modello scolastico appreso da bambini.
L’attività grafica, che comprende anche lo scarabocchio e il disegno, è prodotto dell’attività cerebrale, è un “encefalogramma naturale”; fra i comportamenti umani espressivi è quello più sofisticato e complesso e quindi più sensibile nel registrare le caratteristiche fisiologiche, psichiche ed esperienziali dell’individuo.
Mediante l’analisi grafologica della scrittura si possono osservare le manifestazioni del temperamento, del carattere e della personalità nei suoi diversi aspetti, intellettivi, affettivo – relazionali, emotivi, attitudinali; si possono individuare le motivazioni sottese ai comportamenti, i disagi e i conflitti di cui non sempre si è consapevoli. Inoltre, nel campo peritale – giudiziario, l’analisi grafologica serve a individuare falsi e ad attribuire scritture anonime e/ o contraffatte.
In questo caso si studia il gesto grafico e lo si compara con scritti diversi per risalire alla loro paternità, ad esempio per testamenti impugnati, firme disconosciute o anonime.
Qual è il risvolto di natura psicologica della grafologia?
Trattandosi di studio della personalità, intesa come “l’insieme delle caratteristiche e delle modalità di comportamento che determina gli speciali adattamenti di un individuo all’ambiente” (Hilgard E.R., Atkinson R.C., Atkinson R.L., Psicologia. Corso introduttivo, Firenze, Giunti-Barbera, 1976) la grafologia è strettamente collegata alla psicologia; tuttavia non è necessariamente dipendente da essa: la grafologia ha un proprio preciso oggetto di studio, propri protocolli, una propria metodologia (o metodologie, in base alle diverse scuole grafologiche). E’ una disciplina autonoma che dialoga con la psicologia, così come con altre scienze umane, quali la sociologia, la pedagogia, ma anche la neurofisiologia, la medicina ecc.
Chi si rivolge a un grafologo e cosa desidera conoscere?
Si può rivolgere a un grafologo per un’analisi di personalità un soggetto interessato ad approfondire aspetti particolari di sé, oppure un soggetto interessato a scoprire le proprie tendenze ed attitudini in funzione della scelta di un percorso di studi o di un campo professionale: è il caso della consulenza grafologica per l’orientamento scolastico e professionale.
La consulenza aziendale può essere richiesta da un’azienda in fase di assunzione o di collocazione del personale, per verificare le capacità di un individuo di rispondere con efficienza alle caratteristiche e alle esigenze della mansione o del ruolo a cui aspira, al di là delle proprie abilità ed esperienze maturate. In pratica per valutare l’idoneità del soggetto, per attitudini, caratteristiche temperamentali e aspirazioni, a quel posto di lavoro.
Può rivolgersi al grafologo una coppia o un membro della famiglia, per comprendere meglio la dinamica relazionale, le possibilità di integrazione e di compatibilità all’interno della coppia o le eventuali difficoltà a livello di comunicazione e di intervento educativo nei confronti dei figli, che possono emergere all’interno della famiglia: è il caso della consulenza di coppia e familiare.
O ancora, un genitore o un insegnante, per chiarire lo stile evolutivo di una personalità in crescita e per avere indicazioni circa lo sviluppo delle potenzialità soggettive e il recupero in eventuali situazioni di disagio, di difficoltà di apprendimento o di socializzazione. E’ il caso della consulenza dell’età evolutiva.
Nei casi di disgrafie e problemi nel comportamento grafico ci si può rivolgere al grafologo rieducatore della scrittura, che con tecniche appropriate supporta la riabilitazione grafica e concorre allo sviluppo dell’autostima nel soggetto.
Lei studia anche personaggi della storia, ci può fare qualche esempio?
La grafia di Cristoforo Colombo è stata oggetto di uno studio comparato di grafologi di diverse scuole europee e americane, pubblicato nel 1992 da ECIG con il titolo “Cristoforo Colombo. Un ritratto grafologico”.
La personalità del navigatore genovese è emersa nella sua pregnanza e nelle sue forti contraddizioni, tipiche di molti grandi uomini: una natura ardente e ardimentosa, dalla spiccata sensibilità, un’intelligenza acuta e creativa, un temperamento emotivo, impulsivo e appassionato ma controllato, un uomo orgoglioso, tenace e determinato, profondamente inquieto e identificato nella sua fede religiosa, molto esigente, ambizioso e critico, testardo e fantasioso.
Un altro grande personaggio della storia di cui è stata analizzata la grafia è Giuseppe Garibaldi: personalità forte e determinata, dotata di sensibilità, coraggio, lealtà, ambizione per idealità e istinto. Ricco e vivace di intelletto, aperto di cuore e vibratile, Garibaldi appare uomo di grande vitalità espansiva, espressa in slanci estemporanei impregnati di ardimento, dalla spiccata suscettibilità e incline a reazioni brusche e impetuose. Facile preda dell’indignazione ma sempre consapevole e rispettoso del valore dell’altro.
Biografia di Maria Teresa Morasso
Vive e lavora a Genova.
E’ stata attrice professionista di teatro di prosa, radio, TV.
E’ Grafologa Consulente dal 1992. Ha conseguito il titolo presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Carlo Bo di Urbino.
Opera nei settori clinico - familiare e di coppia, orientamento scolastico e
professionale, e aziendale (con profili attitudinali in fase di ricerca/assunzione di
personale, analisi dei potenziali, inserimento in gruppi di lavoro).
Svolge attività divulgativa e didattica, organizzando conferenze, corsi e seminari tematici di grafologia, rivolti a insegnanti, genitori, operatori psico-pedagogici, Ordini professionali.
Coordina e conduce i laboratori di grafologia per gli studenti dei corsi di laurea in Psicologia e Scienze e tecniche psicologiche, presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Genova.
Si occupa di progetti di valorizzazione del patrimonio - artistico- culturale del
territorio, con interventi di approfondimento grafologico su personalità in campo
storico, letterario, musicale, artistico (Cristoforo Colombo, Giuseppe Garibaldi e
Anita, Capitano Enrico d’Albertis, Eugenio Montale, Edmondo De Amicis,
Nicolò Paganini, Camille Claudel e Auguste Rodin, Elsa Morante, Giorgio
Caproni, Pirandello e Marta Abba).
E’ Presidente A.G.I. Associazione Grafologica Italiana, sezione Liguria e
membro della Task Force del Direttivo nazionale.
Ha pubblicato “Cristoforo Colombo Un ritratto grafologico”, Ecig, 1992
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