Martedì 22 Mag 2012 02:33:08
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Finanza Islamica: possibile alternativa al modello occidentale?

Italia - Emanuela Frate
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Edilizia: nel 2011 il 48% delle imprese riduce il fatturato rispetto al 2010

ITALIA - redazione ilmediterraneo
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IMU; Comuni contro l’imposta sugli immobili. Monti “E’ evasione non pagare”

Italia - Tiziana Alterio
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Draghi; misure urgenti per la crescita con riforme strutturali

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Sviluppo del Mezzogiorno: 36 stimoli dal Salento

LECCE - 150 anni di storia delle Camere di Commercio d’Italia, tra cui la Camera di Commercio di Lecce, a sostegno delle imprese. 36 sono le imprese ultra-centenarie della provincia di Lecce, tra cui una Banca, iscritte nel Registro Nazionale delle Imprese Storiche di Unioncamere. Cosa posso io…
ITALIA - redazione ilmediterraneo
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Industria: fatturato e ordinativi in calo del 13,2%

ROMA- Febbraio nero per le industrie italiane. Secondo i nuovi dati Istat su ordinativi e fatturato delle industrie, a  febbraio si è registrato un calo del 13,2% rispetto allo stesso mese del 2011 mentre il fatturato registra una flessione dello 0,7%.  Nella media degli ultimi tre mesi gli…
Italia - Paolo Liebman
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In tempi di crisi la (ir)responsabilità di Confindustria

ROMA - Emma Marcegaglia torna ad invocare una revisione dell’accordo circa la riforma del mercato del lavoro adducendo “preoccupazioni espresse da centinaia di imprese”. In materia di flessibilità, con il solito piglio e lo stile confindustriale d’ordinanza. Eppure, in sede di trattativa Mario…
ITALIA - redazione ilmediterraneo
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Lo Sviluppo del Mezzogiorno: proposte e contributi delle Camere di…

LECCE - Mercoledì 18 aprile 2012 a partire dalle 9:30, a Lecce, presso il Teatro Paisiello in Via Giuseppe Palmieri 83, si svolgerà l’incontro “Lo sviluppo del Mezzogiorno: proposte e contributi delle Camere di Commercio”. Il seminario, promosso da Unioncamere e dalla Camera di Commercio di Lecce,…
ITALIA - redazione ilmediterraneo
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Italia; Costa Smeralda in mano al Qatar

ROMA- Ottantotto chilometri per un ammontare che potrebbe superare i 320 milioni di euro. E’ questa l’offerta dell'emiro del Qatar, Hamad bin Kalifa al-Thani che vorrebbe strappare la magnifica costiera italiana al multimiliardario libanese Tom Barrack.  La notizia si è appresa nella tarda serata…
ITALIA - redazione ilmediterraneo
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Napolitano in Giordania per rafforzare cooperazione economica

AMMAN- Agenda fitta di appuntamenti per il presidente Giorgio Napolitano, giunto ieri notte ad Amman per una visita di tre giorni in Giordania insieme al ministro degli Esteri Giulio Terzi.  Il capo dello Stato ha incontrato oggi  il re Abdallah II e dalla regina Rania. Napolitano ha sottolineato…
ITALIA - redazione ilmediterraneo
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Palestina; Hamas stanzia 769 milioni per il budget 2012

GAZA CITY- Hamas ha annunciato il budget per il 2012. Secondo quanto riportato da Al Arabya e Bloomberg, lo schieramento palestinese che ha vinto le scorse elezioni ha approvato un bilancio da 769 milioni di dollari; in netto rialzo rispetto ai 630 dello scorso anno.  Il capo della commissione…



Martedì 22 Maggio 2012

aiuti-crescitaROMA- Febbraio nero per le industrie italiane. Secondo i nuovi dati Istat su ordinativi e fatturato delle industrie, a  febbraio si è registrato un calo del 13,2% rispetto allo stesso mese del 2011 mentre il fatturato registra una flessione dello 0,7%.

 Nella media degli ultimi tre mesi gli ordinativi totali diminuiscono dell'1,5% rispetto al trimestre precedente. L'unico aumento tendenziale si osserva per la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+6,6%). Il calo più netto si è registrato per la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, app. di misurazione e orologi (-29,7%).

 A febbraio il fatturato dell'industria,  registra un aumento del 2,3% rispetto a gennaio (+2,0% sul mercato interno e +3,1% su quello estero). Corretto per gli effetti di calendario il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali dell'1,5%, con un calo del 4,7% sul mercato interno e un aumento del 5,5% su quello estero. 

COMUNICATO STAMPA ISTAT 


Giovedì 19 Aprile 2012
 

SoldiROMA - Emma Marcegaglia torna ad invocare una revisione dell’accordo circa la riforma del mercato del lavoro adducendo “preoccupazioni espresse da centinaia di imprese”. In materia di flessibilità, con il solito piglio e lo stile confindustriale d’ordinanza. Eppure, in sede di trattativa Mario Monti, che una certa dignità pur ce l’ha, aveva accolto tutte le richieste della componente industriale, irritando non poco Susanna Camusso.

Certo, nulla a che vedere, con l’atteggiamento di Marchionne che in tempi non sospetti decise l’uscita di Fiat dall’organizzazione maggiormente rappresentativa dell’imprenditoria italiana. La giustificazione? Il timore di un dietrofront di Viale dell’Astronomia in materia di flessibilità .

Lo stesso invocato in questi giorni dalla Marcegaglia dopo un vertice con le altre organizzazioni imprenditoriali sostanzialmente “amiche”.
Atteggiamento che non sorprende, probabile “rilancio” di una posta in gioco che sembrava ormai decisa. Le colpe di Monti?

Aver rivisto la posizione sull’art.18 e l’aumento della contribuzione imprenditoriale a favore dei nuovi ammortizzatori sociali. Ed anche un personaggio algido e compassato come il Professore è sbottato, chiedendo agli industriali più responsabilità.
Al Presidente degli imprenditori italiani, fa eco il leader degli industriali veneti sostenendo che “ci si aspettava di più”.
Viene da chiedersi, a questo punto, cos’altro si aspettavano di ottenere i nostri capitani d’azienda,tra i meno attivi a livello europeo quanto a idee ed ipotesi progettuali. Abituati ad anni di collettivizzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti, probabilmente sperano ancora di poter contare sui fiumi di finanziamenti pubblici e su una flessibilità in uscita che rasenta un’idea stile far west, francamente eccessiva quanto pericolosa ai fini della stabilità sociale.

Oggi, infatti, la situazione del Paese richiederebbe una maggiore sobrietà ed un senso di responsabilità collettiva cui Confindustria sembra avulsa, estranea com’è dal mondo reale. Responsabilità si, ma degli altri. Troppo semplice. Non è più tempo di vacche grasse ma si continua, invece, ad invocare un liberismo eccessivo dalle mani libere con un occhio sempre ben attento al sussidio di Stato.
Sotto questo aspetto, è illuminante un libro di Marco Cobianchi, giornalista di Panorama dal titolo inequivocabile :“Mani bucate” (2011, Ed.Chiarelettere).

Interessante, in quanto fa il punto della situazione sui finanziamenti ricevuti dagli imprenditori italiani. Soldi stanziati a società per produrre reddito, innovazione ed occupazione e sempre puntualmente sprecati. O in alcune ipotesi serviti per ripianare i debiti di imprese ormai senza più linee di credito con le banche.

Tra le società che hanno beneficiato degli aiuti di stato, anche una di quelle controllate dalla famiglia Marcegaglia. Nessuno fa eccezione. Ingenti somme, dunque, definite da più parti e, talvolta, anche da istituzioni prestigiose (Bankitalia) assolutamente inutili, soprattutto ai fini della creazione di nuovi posti di lavoro, di sviluppo economico e sociale.

Un esempio? Tutti i sussidi alle imprese impiegati nel Mezzogiorno hanno fatto crescere il Pil del Sud di appena lo 0,25 per cento rispetto a una crescita tra lo 0,6 e lo 0,9 per cento fatta registrare dalle aree depresse degli altri paesi europei (M.Cobianchi, Panorama, 29.9.2011).

Dal canto suo,Confindustria si ostina ad affermare di non aver mai ricevuto sussidi. Peccato che i dati della ricerca condotta e quelli del Ministero per lo Sviluppo Economico quantifichino in 840.000 (!!) le imprese italiane che hanno beneficiato di contributi pubblici (i nostri soldi, ndr), nel quinquennio 2005 – 2008. Per non parlare, poi, delle leggi ad hoc che, come per magia, si trasformano in sussidi a pioggia. Qualcuno ricorda la L.388 per la realizzazione dei siti internet aziendali?

Facile, dunque, essere liberali con i soldi dello stato e continuare a mantenere sedi di prestigio o a pagare consulenze stratosferiche e fuori mercato;il tutto a scapito di tanti lavoratori sottopagati o di stagisti a zero euro di rimborso spese. Ovvio che a questo punto la questione dell’art.18 sia fondamentale per Confindustria, per un sistema di imprese incapace di auto finanziarsi, di produrre valore aggiunto senza il sostegno, spesso a fondo perduto, dello Stato, dei soldi dei contribuenti.

Ma anche per il suo Presidente, che probabilmente sogna di chiudere con il “botto” il proprio mandato. Infatti, subito si è registrata una convergenza di intenti con Angelino (Alfano). Eppure, l’esperienza D’Amato, che si arenò proprio sull’articolo 18 avrebbe dovuto insegnare qualcosa.
Dunque, di che si lamentano sotto l’aquilotto confindustriale? Soprattutto, cosa si sarebbe dovuto fare di più?Lo si può intuire: liberalizzazione dei licenziamenti, nessun contributo sociale e soldi, ancora tanti soldi!

Nonostante la crisi, in altri paesi europei – Germania in primis - gli imprenditori sembrano avere idee chiare che si ispirano alla quintessenza dell’essere imprenditori: il rischio. Piano industriali ben definiti e basati su programmi temporali precisi sono la linea guida. In Italia non sembra esserci il benché minimo barlume in questa direzione ma la solita e collaudata strategia del pianto. Ed ormai anche lo slogan di una Confindustria apartitica, apolitica ed agovernativa sembra anacronistico. Troppi i flirt in questi anni con questo o quell’imprenditore impegnato in politica, eccessiva la presunzione di dettare la linea governativa.

Bene farebbe Confindustria, dunque, a presentare quel “Manifesto per l’Italia” tanto sbandierato ma serio e responsabile, nel quale siano previste forme di mutua solidarietà tra imprese e società reale nell’auspicio che una volta tanto, a pagare non siano sempre i soliti noti.

Mi riferisco ai lavoratori ma anche a quei tanti imprenditori seri che non sono soliti frequentare il salotto buono di Via Veneto. Imprenditori con una coscienza e che semmai perdono il sonno se costretti a licenziare un dipendente. Imprenditori dal volto umano per i quali il profitto, sempre e comunque, non è l’unico totem, la sola ragione di essere e di esistere in un mercato troppo spesso falsato, drogato da continue iniezioni di denaro dall’effetto doping oltreché inutile.
  

Che si avvii una riflessione seria, moralmente accettabile altrimenti il conflitto sociale non sarà più una probabilità ma una assoluta certezza. Dimostri Confindustria quel senso di responsabilità tanto millantato e mai attuato, di avere a cuore le sorti del Paese. Altrimenti, Atene non è poi così distante.


Martedì 17 Aprile 2012
 

LECCE -  Mercoledì 18 aprile 2012 a partire dalle 9:30, a Lecce, presso il Teatro Paisiello in Via Giuseppe Palmieri 83, si svolgerà l’incontro “Lo sviluppo del Mezzogiorno: proposte e contributi delle Camere di Commercio”. Il seminario, promosso da Unioncamere e dalla Camera di Commercio di Lecce, si inserisce nell’ambito degli eventi celebrativi per i 150 anni di storia delle Camere di Commercio d’Italia.

Dopo il saluto di apertura del Presidente della Camera di Commercio di Lecce, Alfredo Prete, il programma prevede gli interventi di Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere, Paolo Perrone, Sindaco di Lecce, Antonio Maria Gabellone, Presidente della Provincia di Lecce e Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia.

Seguiranno due relazioni. La prima relazione “Il Sistema Camerale a sostegno del Mezzogiorno” sarà svolta da Aldo Bonomi, Direttore Consorzio Aaster. La seconda relazione “Nuovo Merito creditizio: sfide e prospettive per le Camere di Commercio” sarà svolta da Francesco Lenoci, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Vicepresidente dell’Associazione Regionale Pugliesi di Milano.

Al termine dei lavori Marcello Favale, giornalista RAI, traccerà il profilo storico della Camera di Commercio di Lecce e, a seguire, avrà luogo la premiazione delle aziende leccesi iscritte al Registro delle imprese storiche.


Venerdì 13 Aprile 2012
 

costa-smeralda-qatarROMA- Ottantotto chilometri per un ammontare che potrebbe superare i 320 milioni di euro. E’ questa l’offerta dell'emiro del Qatar, Hamad bin Kalifa al-Thani che vorrebbe strappare la magnifica costiera italiana al multimiliardario libanese Tom Barrack.
 

La notizia si è appresa nella tarda serata di ieri dall’Ansa. Il fondo sovrano Qatar Holding ha mosso una cospicua offerta per acquistare il 36,7% delle azioni  rimanenti della Smeralda Holding. Il fondo sovrano, detenuto dallo sceicco che è anche uno degli uomini più ricchi della terra, aveva già in suo possesso il 14,3% delle azioni, ma dopo che nel maggio scorso Barrack aveva affermato che se non gli si permetteva di investire ancora se ne sarebbe andato. Ma il Tar aveva bocciato il suo piano di ristrutturazione concernente un lussuoso albergo e lo sceicco Thani, da tempo interessato, non si è fatto pregare ed ha acquistato la maggioranza del pacchetto azionario.
 

La Smeralda Holding è una società finanziaria alla quale fanno capo alberghi come: Cala di Volpe, Pitrizza, Romazzino, Cervo Hotel, oltre alla Marina e al Cantiere di Porto Cervo e il Pevero Golf Club, annoverato tra i 100 più importanti campi da golf al mondo. Un vera e propria miniera d’oro che attira ogni anno migliaia di facoltosi turisti.
 

Il fondo sovrano, legato alla famiglia reale qatariana, non ha ancora confermato ufficialmente l’offerta ma dovrebbe rientrare  nell'ambito di un piano di rilancio, il quale passerà attraverso una ricapitalizzazione, necessaria per abbattere il debito del gruppo che ammonterebbe a circa 200 milioni di euro, e a nuovi investimenti.


Martedì 03 Aprile 2012
 

634689112446820000AMMAN- Agenda fitta di appuntamenti per il presidente Giorgio Napolitano, giunto ieri notte ad Amman per una visita di tre giorni in Giordania insieme al ministro degli Esteri Giulio Terzi.
 

Il capo dello Stato ha incontrato oggi  il re Abdallah II e dalla regina Rania. Napolitano ha sottolineato "il profondo e storico rapporto di amicizia" tra Roma e Amman alla base della "importante partnership" tra i due Paesi. Nei prossimi giorni dovrà incontrare anche le altre cariche istituzionali del regno hascemita. Al centro dei colloqui ci sono i rapporti tra Roma ed Amman ma gli incontri consentono anche uno scambio di vedute sulla crisi siriana.
 

In Giordania è in corso un confronto tra governo ed opposizione che vede al centro del dibattito politico la riforma elettorale. Anche nel regno hascemita soffia il vento della 'primavera araba', anche se con una intensità minore. La monarchia ha saputo mantenere il controllo anche grazie all'apertura di un timido dialogo sulla riforma dello Stato. Intanto, gli effetti della crisi siriana si fanno sentire anche ad Amman e in tutta la regione mediorientale si studia il probabile post-Assad.

La Giordania guarda con interesse l'Italia perché rappresenta il quarto partner commerciale e il primo europeo. Il Jordan Times ha dato ampio spazio alla visita di Napolitano e del ministro Terzi, segno che il rapporto con l'Italia rappresenta un punto focale della politica estera del Paese. Ci si attende ora un aumento degli investimenti italiani per accelerare lo sviluppo dell'economia e si punta sulla crescita delle piccole e media imprese e sul definitivo decollo del settore turistico, innanzitutto su quello archeologico. Al momento l'export verso l'Italia si aggira intorno ai 50 milioni, mentre l'import dal Belpaese sfiora quota 800 milioni. Roma collabora anche allo sviluppo del piano di sfruttamento dell'energia nucleare per uso pacifico attraverso la formazione di giovani ingegneri. Ma è il turismo il vero fiore all’occhiello della Giordania, con i siti di Petra, Madaba, Gerasa che attirano un numero sempre maggiore di visitatori.

L'Italia può contribuire a sviluppare il settore e a gestire l'immenso patrimonio archeologico del Paese. Proprio a Petra si chiuderà domani il viaggio di Napolitano con una visita privata alle rovine usate nella saga cinematografica di Indiana Jones.

(Fonte foto: Petra


Lunedì 02 Aprile 2012
 
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