ATENE- Le tredici estenuanti ore di consultazioni serrate hanno portato ad un accordo. I ministri dell’Economia hanno sbloccato il secondo piano di aiuti da 130mld di euro in favore della Grecia. Il testo riassuntivo ha evidenziato che tutte le prerogative imposte dalla Troika (Bce, Fmi, Ue) sono state raggiunte; per monitorare l’applicazione delle norme di austerità sarà installata, in modo permanente, una delegazione della Troika ad Atene.
Il ‘sì’ che ha sbloccato gli aiuti è arrivato alle 5 di mattina, dopo dodici ore di colloqui in cui tutti
e i 17 ministri delle Finanze europei hanno espresso le loro opinioni. L’Eurogruppo appena concluso era stato rinviato dal Presidente del Consiglio Europeo perché mancavano gli impegni scritti dei tre leader parlamentari e non si era ancora arrivati al taglio di 325 milioni per il nuovo bilancio statale del 2012. Il nuovo programma di aiuti mira ad abbattere il Prodotto interno lordo del 40% entro il 2020. Ma per raggiungere l’ambizioso obiettivo, insieme ai soldi che ha promesso Bruxelles, Atene ha concordato ulteriori rinunce con i suoi creditori privati per un totale di 107 miliardi. Si passerà quindi dall’attuale 160% al 120% rispetto al Pil, una soglia giudicata “sostenibile” dall’Eurogruppo. “Abbiamo raggiunto un accordo sul nuovo programma di aiuti alla Grecia e sul coinvolgimento del settore privato… prevediamo una significativa riduzione del debito che garantirà il futuro della Grecia nell’area euro”, ha affermato Jean-Claude Junker al termine dell’Eurogruppo.
TROIKA PERMANENTE
Ma per raggiungere il livello di sostenibilità del Pil, l’Ue ha chiesto al Governo presieduto fino ad aprile da Lucas Papademos di accettare la ‘sorveglianza’ di una Troika che rimarrà ad Atene per tutto il tempo necessario. Una sorta di vigilanza “rafforzata” a cui si aggiunge l'inserimento di una norma sulla priorità dei pagamenti delle scadenze del debito, direttamente nella Costituzione ellenica. “È molto importante che l'attuazione del programma da parte di Atene sia adeguatamente monitorata”, ha spiegato al termine del meeting il direttore della Bce, Mario Draghi.
BCE
Un ruolo primario lo ricoprirà anche la Banca centrale europea. L’istituzione bancaria europea dovrà versare alle banche nazionali i
profitti sui bond greci che a loro volta li verseranno nelle casse dei rispettivi Stati che li gireranno alla Grecia. Una catena di sant’Antonio che farà rifiatare le casse elleniche.
HAIRCUT DEL SETTORE PRIVATO
L’accordo con i privati (Psi) prevede un haircut del 53,5% sui titoli in portafoglio, con uno swap sui titoli a più lunga scadenza e che avranno una cedola del 3% fino al 2014, 3,75% fino al 2020 e 4,3% dopo il 2020. Scambio dei titoli avverrà entro prossime settimane, anche se sarà volontario le istituzioni europee si aspettano “una partecipazione vicina al 90%”.
REAZIONI POLITCHE
“Soddisfatto” Papademos e il suo ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos. Il premier non ha nascosto la sua soddisfazione e ha parlato di “una giornata storica per l’economia greca. Un risultato “migliore del previsto”, ha commentato Venizelos che ha affermato che è la prima volta nella storia che un Governo greco lasciava ai posteri un debito pubblico in netta diminuzione. “Per fortuna abbiamo raggiunto un risultato positivo che non era né facile né scontato”, ha riferito il ministro greco al quotidiano Athens News. “Il risultato è di gran lunga migliore del previsto, in altre parole si tratta del raggiungimento di un accordo fondamentale”.
Anche se si parla di ‘accordo storico’, molti economisti non sono dello stesso parere. All’inizio del mese il premio Nobel per l’economia Paul Krugman aveva spiegato che la situazione era “insostenibile” e che la Grecia era destinata ad un “default”. Per un ritorno ad un’effettiva crescita economica Atene dovrà aspettare non meno di dieci anni, motivazione che ha acceso la collera negli animi del popolo greco e che gli ha portati domenica scorsa a protestare in piazza Syntagma. Con le ennesime misure di austerità si marca ancor di più una crisi che persiste nel Paese da almeno cinque anni. Un rapporto stilato a sei braccia dagli esperti della Bce, del Fmi e dell’Ue, ha spiegato che la Grecia necessiterebbe un maggior sgravo fiscale per raggiungere il target di bilancio prefissatosi. Dalle nove pagine del rapporto riportato oggi da Reuters, si legge che “dati i rischi che potrebbero venire da una mancanza di competitività economica, il programma di risanamento greco potrebbe essere soggetto a dei rischi” e quindi a nuove misure di contenimento della spesa pubblica.
|
Elezioni presidenziali Egitto; il 33% è indeciso | ||
|
Libano; scontri a Beirut: 2 morti e 18 feriti | ||
|
Morto al-Megrahi, l'attentatore della strage di Lockerbie | ||
Commenti
publisher
www.skilch.com