BELGRADO- Li chiamano “orsi ballerini”, anche se la danza ha ben poco di divertente ed è il risultato di sevizie e deprivazioni. Per fortuna, oggi nel piccolo centro veterinario per gli orsi di Banostor, sono arrivati a dare una mano gli operatori di Worldwide Veterinary.
Gli orsi, che arrivano nel piccolo villaggio sulle sponde del Danubio, sono stati confiscati agli artisti di strada che, per poco meno di un dollaro, fanno esibire gli animali alle fiere e ai circhi di strada. Anche se questa pratica è illegale in Serbia e chiunque sia trovato in possesso di un animale selvatico rischia una salatissima ammenda, lo sfruttamento è molto diffuso in tutta l’area balcanica.
Il centro è gestito da una coppia serba, Pavel Pasko e sua moglie Branka. Quando gli orsi salvati arrivano, accusano molto spesso dolori
cronici e sono affetti da infezioni ai denti e alle gengive. “In Serbia i nostri orsi non li cura nessuno, non ci sono esperti”, ha denunciato Pavel davanti ai microfoni della BBC, “non sapevamo chi chiamare ma poi ci siamo ricordati che esisteva l’organizzazione mondiale Worldwide Veterinary… li abbiamo interpellati e loro ci hanno riposto”.
Il titolare del centro recupero orsi ha spiegato che il motivo delle infezioni gengivali, sono direttamente riconducibili alle vessazioni perpetuate dai padroni. “Fracassano i denti agli orsi per renderli più sicuri”, ha sottolineato il sig. Pasko, spiegando inoltre che gli artisti di strada mettono delle catene metalliche nelle labbra degli orsi, talvolta anche nelle mascelle, per fissarci delle corde che servono per far assomigliare i loro movimenti a un ballo. “Alcune volte”, ha continuato Pavel, “arrivano orsi cechi, ma non perché lo siano di natura ma perché sono stati volutamente accecati”.
Appena è arrivata Heather Bacon, veterinario di Worldwide Veterinary (WVS), ha dovuto subito operare il primo paziente, un orso femmina chiamato Bozana a cui sono stati estratti nove denti rotti. “I serbi hanno dimostrato di avere un animo caritatevole nel preoccuparsi di questi animali”, ha spiegato la veterinaria, “la sensibilizzazione che si sta facendo in Serbia è ammirevole e molto utile… bisogna sostenere le persone che la fanno”.
Nel 2010 l’organizzazione no-profit WVS, oltre a sostenere il piccolo centro di recupero degli orsi, ha inviato 59 squadre di veterinari in tutto il mondo, inviando 220mila sterline per il materiale veterinario e curando mediamente 23 animali al giorno.
(Fonte foto: BBC)
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