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Egitto; Copti alla ricerca di un Papa: tra timori ed incertezze
Italia
Emanuela Frate
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IL CAIRO- Anche se i risultati definitivi non si conoscono ancora, sembra che il candidato filo-islamico alla Presidenza dell’Egitto Mohammed Morsi si sia aggiudicato l’ambita Presidenza con il 51,89% dei voti contro il 48,10% del suo avversario, l’ex Primo Ministro dell’era Mubarak, Ahmed Shafiq. Dopo l’autoproclamazione di Morsi e la conseguente guerra di cifre tra i due candidati (Shafiq avrebbe vinto al Cairo mentre la Fratellanza Musulmana primeggiava nelle zone più rurali) pare che il margine di vantaggio ottenuto da Morsi non possa essere più colmabile da parte di Shafiq. Tra i tanti scenari e prospettive che si aprono viene da domandarsi cosa faranno i quattro milioni di cristiani che hanno contribuito a portare Shafiq al secondo turno ed hanno votato in blocco per lui in questo ballottaggio.
Con il trionfo dell’Islam politico e l’avanzata dei Fratelli Musulmani sarà ancora più difficile scegliere un nuovo Papa che sappia gestire la Chiesa cristiano-ortodossa in un contesto ostile. Un Papa dalla personalità forte e carismatica che non faccia rimpiangere il grande Papa Shenouda III, deceduto lo scorso 17 marzo 2012 e rimasto a capo della Chiesa Copta dal 1972, per ben 40 anni. Sebbene il leader dei fratelli musulmani abbia aperto a copti e donne già durante la sua campagna elettorale ed in conferenza stampa dopo che cominciavano a trapelare le prime indiscrezioni che lo davano per vincente, i cristiani d’Egitto ancora non si fiderebbero ed auspicano che le percentuali di voto vengano ribaltate a favore di Shafiq il prossimo 21 giugno quando verranno proiettati i dati definitivi. In questo clima di estrema incertezza il Santo Sinodo dei Vescovi è ancora al lavoro per scegliere il Papa che succederà al compianto Shenouda. L’iter decisionale è molto lungo e tortuoso, sebbene si sia cercato di riformarlo più volte, e prevede un comitato elettorale riunitosi lo scorso 30 maggio che ha annunciato le liste dei candidati tra cui ci sono sei vescovi e undici monaci.
Entro la fine del mese verranno scelti 6-7 nomi e la mano di un bambino sorteggerà il nome di uno dei tre più votati. Una fase cruciale si apre per i cristiani d’Egitto la cui prerogativa è che non vengano limitate ulteriormente le già risibili garanzie e libertà di cui dispongono. Che vengano tutelati prioritariamente in quanto cittadini egiziani e non in quanto cristiani o musulmani. Ed è questo il concetto che dovrà trasmettere chi diventerà il nuovo Patriarca della Chiesa Copta d’Egitto.
Martedì 19 Giugno 2012
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