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Il Sostegno Pubblico al Cinema, idee e proposte per il futuro nel Mediterraneo |
Due giorni intensi di discussioni e di dibattito hanno caratterizzato il workshop tenutosi a Roma il 23 e 24 ottobre su “Il Sostegno Pubblico al Cinema”, organizzato da Euromed Audiovisual, un Programma finanziato dalla Commissione europea e coordinato dall’IMED-Istituto per il Mediterraneo, in collaborazione con Eurovisioni International Cinema e Television Festival.
Sottolineare l’utilità ed i meccanismi del finanziamento pubblico per il cinema, questo l’obiettivo del workshop. Il sostegno pubblico, infatti, svolge un ruolo chiave nello sviluppo della produzione nazionale del cinema, in particolare laddove i mercati, è il caso del Mediterraneo e di numerosi Paesi europei, risentono di un forte calo di audience domestico e/o delle potenti società di produzione private.
“Non intendiamo” – ha dichiarato Chrystelle Lucas della Commissione europea– “copiare ciò che già esiste soprattutto in Europa, ma discuterne per poi aiutare ciascuno a sviluppare il proprio modello adatto alla situazione del paese o della regione mediterranea. Le discussioni di questi giorni hanno rappresentato soprattutto un momento di dialogo interculturale e un vero scambio tra l’Europa e i paesi sud del Mediterraneo e hanno contribuito a rafforzare il settore dell’audiovisivo cercando di trovare le misure per accompagnarne lo sviluppo”.
Attraverso una serie di presentazioni e uno scambio intenso e produttivo che si è concentrato sulle iniziative pubbliche dirette o indirette di sostegno agli investimenti nel cinema in Europa (Benelux, Francia, Germania, Scandinavia e Spagna) così come nel Mediterraneo, domande e spunti di riflessione si sono susseguiti su quali azioni intraprendere nel prossimo futuro.
La produzione - come è apparso dai vari interventi - fa oggi la parte del leone nella maggioranza dei sistemi. Bisogna quindi accordare maggior attenzione alla distribuzione – si è detto - alle sale cinematografiche, ai festival e a finanziare la ricerca, per meglio capire il mercato, ma anche per creare un ambiente favorevole allo sviluppo della produzione nazionale.
Ulteriori spunti di riflessione sono stati offerti dalle tematiche studiate con riferimento all’utilizzo del denaro che viene dalle sale cinematografiche, dalle televisioni, dai fondi messi a disposizione dalle autorità pubbliche, attraverso i vantaggi fiscali messi in pratica dai governi che incentivano gli investitori a mettere a disposizione fondi per il cinema, o a defiscalizzare alcune categorie. Come attribuire gli aiuti? A fondo perduto, se considerati come contributi allo sviluppo culturale? O prestiti da rimborsare in tutto o in parte?
“Domande e risposte interessanti” – secondo Michel Gyory, esperto legale del programma Euromed Audiovisual. “Tutte meritano di essere esaminate e alcune avranno bisogno di un approfondimento. Tra queste ultime - aggiunge Gyory – quella che riguarda l’incentivo fiscale alla distribuzione, perché è proprio qui che si può trovare una vera risposta al problema”.
“Nel sud bisogna ricreare il mercato del cinema. Bisogna aiutare la distribuzione, ricostruire le infrastrutture”, aggiunge il partecipante algerino, Ahmed Bedjaoui. “E’ necessario che gli aiuti siano equilibrati fra produzione e distribuzione e bisogna creare incentivi fiscali. In Egitto questo ha funzionato bene, invece di chiudere i cinema oggi se ne contano quasi 150 nel paese. Ma tutto ciò non è sufficiente. E’ un’accumulazione di possibilità che fanno il cinema”, dice ancora Bedjaoui, che lancia anche una proposta: “così come esiste Eurimage in Europa, per il Mediterraneo si potrebbe creare Medimage. Un fondo che dovrebbe essere frutto di un accordo tra Europa e Paesi MED fondato sul cofinanzimento e l’accompagnamento degli sforzi. La volontà politica non dovrebbe rimanere a Bruxelles, ma spostarsi nelle capitali del Mediterraneo”.
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