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News - Cronaca

Siria; Human Right Watch denuncia torture del FSA. Russia: “Assad ha fatto molti errori”

Italia Sergio Andrianov
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640x392_19621_200086DAMASCO- Le forze di sicurezza siriane stanno intensificando gli attacchi nelle città ribelli per riprenderne il controllo. Deir al-Zor e altri due sobborghi di Damasco, Harasta e Irbin, sono stati rioccupati costringendo i militanti del Free Syrian Army (FSA) a battere in ritirata. Sono arrivate anche le denunce di Human Right Watch che hanno accusato i militanti del Fsa di torture e rapimenti nei confronti delle milizie di Assad. Sul fronte diplomatico, la Russia ha adottato dei nuovi toni nei confronti dell’alleato siriano e ha affermato che il presidente Bashar al Assad ha fatto “molti errori”.
 

CONTINUANO LE BATTAGLIE TRA FSA E MILIZIE PRO-ASSAD
 

Battuta d’arresto per il FSA. Le repressioni del governo si stanno intensificando in queste ore nel tentativo di reprimere le contestazioni prima delle elezioni multipartitiche annunciate dal gotha siriano per i primi di maggio. Stamane, gli attivisti dell’opposizione hanno comunicato che due sobborghi di Damasco sono ritornati in mano alle forze lealiste. Bombardamenti e raffiche di mitragliatrici pesanti hanno risuonato nei quartieri di Harasta e Irbin, mentre gli elicotteri sorvolavano la zona nel tentativo di organizzare la logistica dell’attacco. Sul fronte orientale i combattimenti più intensi si sono registrati a Deir al-Zor, sulle sponde dell’Eufrate, a poca distanza dal confine iracheno. “I carri armati sono entrati nelle zone residenziali”, hanno spiegato gli attivisti ad Al Jazeera, “soprattutto nella zona sud-est della città. Il FSA si è ritirato per evitare un massacro dei civili”. L’attivista Osama Mansour ha affermato che i ribelli non dispongono di armi e  munizioni a sufficienza. “Sapevano che non disponevamo di mezzi sufficienti per tenere in mano i quartieri, così hanno deciso di smettere di combattere sapendo che sarebbero arrivati dei rinforzi con l’artiglieria pesante”, ha spiegato Mansour. L’esercito siriano può contare su quasi 500mila uomini di cui solamente 2mila hanno deciso di approdare tra le fila del FSA. Secondo quanto si legge sul sito di Al Arabya che cita degli attivisti anonimi, ieri negli scontri sono morte 55 persone, soprattutto nelle città di Idlib e Homs, teatro delle più dure battaglie da un anno a questa parte.
 

HMW DENUNCIA VIOLENZE DELL’OPPOSIZIONE
 

Oltre a subire la controffensiva presidenziale, ieri è arrivata anche un’altra brutta notizia. La Ong ‘Human Right Watch’, ha denunciato le torture e le brutalità che avrebbero commesso i militanti del FSA. A parlare è Sarah Leah Whitson, la responsabile dell’organizzazione umanitaria per il Medio Oriente che attraverso una lettera ha affermato che “anche se il Governo siriano attua feroci repressioni, la cosa non può giustificare le torture perpetrate dai gruppi di opposizione. Gli abusi denunciati includono rapimento, detenzione, esecuzioni, torture dei membri delle forze governative e dei sostenitori del governo ma anche nei confronti di persone non processate e identificate solamente come membri delle milizie pro-Assad. Secondo l’organizzazione umanitaria le proteste pacifiche di inizio marzo 2011, si sono trasformate con il tempo in una vera e propria guerra civile che potrebbe addirittura peggiorare con il passar del tempo. “I leader dell’opposizione dovrebbero chiarire ai loro militanti che non devono in nessun caso sequestrare e/o torturare i prigionieri, in nessuna circostanza”. La risposta alle accuse è arrivata direttamente dal Consiglio nazionale siriano (Cns), il quale, attraverso il portavoce Bassma Kodmani, ha deplorato le insinuazioni spiegando che la linea dell’opposizione è contro “ogni tipo di violenza e sostiene tutte le convezioni e i trattati internazionali sulla tutela dei diritti umani”.
 

RUSSIA: “ASSAD HA FATTO MOLTI ERRORI”
 

Contestualmente ai passi indietro dell’opposizione anche Assad che continua a prendere terreno nelle città ribelli ha subito una battuta d’arresto sul piano diplomatico. La Russia, fin qui stretto alleato del regime, ha cambiato il suo tono nei confronti della Siria, spiegando che la repressione attuata all’inizio delle contestazioni lo scorso marzo “è stato un grave errore”. Il ministro degli Esteri Sergei Lavarov ha affermato durante un’intervista radiofonica sulla stazione russa Kommersant-FM: “Crediamo che la leadership siriana ha avuto torto nel reagire con la repressione alle proteste pacifiche… sono stati fatti molti errori che hanno portato la Siria in questa grave situazione”. Lavarov ha anche parlato di un “futuro” periodo di transizione, continuando però a non voler allinearsi ai Paesi occidentali e della Lega Araba che vogliono le dimissioni di Assad, che l’establishment russo ha definito “irrealistiche”. Non è chiaro se la posizione russa in merito alla questione possa tramutarsi in un impegno a porre fine le violenze nel territorio siriano. Secondo Najati Tayyara, figura di spicco del Cns, contattato telefonicamente da Reuters,  la posizione di Mosca “è solo un cambiamento di tono che non si trasmuterà in qualcosa di sostanzioso”. 

(Fonte foto: Al Arabya) 


Mercoledì 21 Marzo 2012

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