ATENE- Dagli sconti di piazza si passa agli scontri negli stadi. Ieri, durante i derby Panathinaikos – Olympiakos, le tifoserie dei diversi club ateniesi hanno ingaggiato violenti scontri con le forze di polizia, schierate in tenuta anti-sommossa.
Dopo la prima frazione di gara, conclusasi con il punteggio di 0 – 0, un gruppo di 40-50 persone tuttte coperte da bende sulla faccia e caschi in testa hanno dato vita a degli scontri che hanno coinvolto la maggior parte dei tifosi, accorsi per l’evento calcistico. Il gruppo di ultrà ha occupato il tunnel che dagli spogliatoi porta i giocatori in campo, innescando dei tafferugli che con il passar del tempo hanno dato vita ad una vera e propria escalation di violenza.
Il secondo tempo si è aperto con un’ora di ritardo e dopo appena sei minuti, è arrivato il bel gol di Djamel Abdoun, centrocampista dell’Olympiakos. Da quel momento, la situazione è degenerata nuovamente anche fuori lo stadio ed ha portato al fermo di ben 57 perone e all’arresto di altre 20. La partita è stata sospesa e tra le fila della polizia ci sono stati nove feriti, di cui tre versano in gravi condizioni.
La polizia ha comunicato il ritrovamento di tre contenitori da 16 litri l’uno per liquido infiammabile, 15 petardi, tre bombe molotov e l’occorrente per costruirne un’altra decina. La polizia ha anche affermato che si attende altri tafferugli ed ha dislocato per tutta Atene dei posti di blocco.
(Fonte foto: Athens News)
Il motivo delle violenze è da ricercare nell’accesso negato allo stadio per i supporters dell’Olympiakos. Nella Superleague greca non è consentito l'accesso ai tifosi ospiti, a causa dei timori sulle probabili violenze che potrebbero scoppiare.
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