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Elezioni Serbia; Tomislav Nikolic sorprende e batte Tadic |
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redazione ilmediterraneo
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BELGRADO- Effetto sorpresa in Serbia. Nel ballottaggio presidenziale, i serbi hanno scelto il nazionalista Tomislav Nikolic che ha sconfitto lo storico presidente Boris Tadic.
Tadic, leader al potere dal 2004, subito dopo i primi risultati parziali, ha commentato: “Mi congratulo con lui per la vittoria, è stata una vittoria giusta e meritata e gli auguro buona fortuna". Mentre Nikolic ha affermato: “Sarò all’altezza del mio compito, questo è il giorno più bello della mia vita. Desidero assicurarvi che la Serbia può essere un Paese moderno e normale".
Elezioni presidenziali Serbia: fattore sorpresa
l risultati hanno sorpreso anche gli analisti serbi, che nella maggior parte dei sondaggi d'opinione suggerivano la vittoria di Tadic. "Questo è stato un terremoto elettorale, un risultato del tutto inaspettato", ha dichiarato l'analista politico Slobodan Antonic alla televisione di stato della Serbia RTS.
Il colpo è duro per i democratici che hanno trasformato questa campagna in un referendum pro-europeo. Tadic aveva concentrato la sua campagna su un'ulteriore integrazione nell'UE e lo sviluppo economico, promettendo che Belgrado avrebbe cominciato negoziati di adesione all’UE entro la fine dell'anno. Ma di fronte alla crisi finanziaria in Europa e nel mondo, che ha rallentato i tanto necessari investimenti esteri, il governo di Tadic ha visto perdite massicce di posti di lavoro e il crollo del tenore di vita.
Nikolic, invece, ha incentrato la sua campagna elettorale facendo leva sulla diffusa ingiustizia sociale e la corruzione in Serbia, promettendo posti di lavoro, sicurezza finanziaria e miliardi di dollari di investimenti stranieri.
Il primo compito del nuovo presidente sarà quello di nominare un primo ministro per formare un nuovo governo.
Lunedì 21 Maggio 2012
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Elezioni Egitto; i profili dei candidati alle Presidenziali del dopo Mubarak |
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redazione ilmediterraneo
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IL CAIRO- E E' cominciato alle 8 il silenzio elettorale di 48 ore in Egitto in vista delle prime presidenziali del dopo Mubarak. 13 candidati aspirano ad essere il successore Hosni Mubarak. Tra i nomi spiccano: Amr Moussa, Abdel Moneim Abulfutuh, Shafiq Ahmed e Mohamed Morsi. Ma secondo quanto dichiarato dai media egiziani, è difficile prevedere chi si scontrerà a metà giugno nel secondo turno.
Secondo alcuni esperti, tra i preferiti c’è Amr Moussa, l'ex segretario generale della Lega Araba ed ex Ministro degli Affari Esteri. Moussa, che ha 75 anni è definito un "nazionalista", e sostiene di essere il candidato con più esperienza di governo, e farà appello a quei settori che bramano un ritorno alla stabilità.
"Nella crisi attuale del paese, è il momento di tentare esperimenti che non sono stati testati in qualsiasi altro paese", ha detto in un incontro con la stampa estera.
Mohamed Morsi, candidato dei Fratelli Musulmani, dispone di un team potente ma pochi lo ritengono all’altezza visto che lo definiscono “privo di carisma”. Morsi dovrà fare i conti con un altro candidato islamico Abdel Moneim Abulfutuh, che dopo aver guidato per anni l'ala più moderata della Fratellanza musulmana, è stato espulso lo scorso anno dall'organizzazione. Il suo carisma e la fedeltà alla rivoluzione hanno guadagnato una rete eterogenea di supporto, che va dagli islamisti ai giovani laici rivoluzionari.
All'estremità si trova Ahmed Shafiq, ultimo primo ministro dell’era Mubarak, considerato da molti il candidato preferito dell’entourage militare.
Elezioni Egitto; presentata la lista dei candidati alle Presidenziali
Saleh al-Sayed, l'outsider
Abul Ezz al-Hariry, il capopopolo
Mansour Hassan, il resuscitato
Selim al-Awa, l'opportunista
Ahmed Shafiq, il solitario
Hazem Abu Ismail, il ribelle
Hamdeen Sabbahi, l'anacronista
Abdel Moneim Abouel Fotouh, il riformatore
Amr Moussa, l'indeciso
Lunedì 21 Maggio 2012
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Grecia: giura il primo ministro ad interim. Fuga di capitali prima del voto |
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redazione ilmediterraneo
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ATENE - Un giudice anziano ha prestato ieri giuramento come primo ministro ad interim della Grecia con l'unico compito di tenere nuove elezioni il prossimo 17 giugno e accompagnare il Paese attraverso la grave crisi economica e politica in cui versa. Panagiotis Pikrammenos, 67 anni, capo della Corte ellenica suprema amministrativa, nominerà il suo gabinetto nella giornata di oggi , quando è in programma la convocazione del nuovo parlamento. Come ministro degli esteri ci sarebbe un diplomatico veterano, Petros Molyviatis, che tornerebbe a dirigere il ministero dopo un periodo di lavoro precedente dal 2004 al 2006, mentre il ministro degli interni uscente, Tassos Yianitsis, sarebbe in pole position come ministro delle finanze. Frangoulis Frangos, sarebbe invece segnalato per come ministro della difesa.
Un voto, ha avvertito il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, di cui «è importante che i greci conoscano in pieno le conseguenze: la volontà finale di restare nell'area euro deve venire dalla stessa Grecia. Dobbiamo dire alla gente che il piano per la Grecia è la meno difficile tra tutte le alternative difficili».
GRECIA: L'INCERTEZZA POLITICA E IL PIANO DI SALVATAGGIO
Pikrammenos è stato nominato dopo che i partiti politici greci non sono riusciti a formare un governo di coalizione in seguito alle elezioni in cui non è risultato chiaro il vincitore. L'incertezza politica in Grecia ha sollevato timori tra i creditori internazionali del paese, l'UE e il FMI. Si teme che le riforme strutturali impegnate in cambio di prestiti di salvataggio, saranno rimandati o addirittura fatti fallire. Che l'Eurozona stia barcollando sull'orlo di un precipizio, dovuto a un ipotetico abbandono della Grecia dal progetto dell'euro, è indubbio: l'uscita di uno dei 17 Stati dalla moneta unica creerebbe un precedente talmente grave da renderne le ripercussioni addirittura incalcolabili in termini di costi per l'Eurozona. Ma questo non significa che la caduta nel burrone non possa essere evitata. Gli economisti di Unicredit per esempio disegnano uno scenario centrale dove la Grecia resta nell'euro: dopo le prossime elezioni del 10 o 17 giugno, il nuovo Governo greco dovrebbe riuscire a trovare la via del compromesso sull'austerity imposta dalla Troika.
Un compromesso, dunque, necessario se la Grecia vuole evitare "una disordinata uscita dall'euro".
IL PARTITO RADICALE DI SINISTRA IN CORSA PER LA VITTORIA
I sondaggi mostrano che il Partito radicale di sinistra, noto come Syriza, che rifiuta il piano di salvataggio e il secondo posto nel voto della scorsa settimana, è ora in corsa per vincere nuove elezioni, un risultato che avrebbe dato un bonus automatico di 50 seggi in 300 seggi del parlamento . "Abbiamo resistito in ogni modo," ha detto Alexis Tsipras, leader della Syriza. "Abbiamo preso la decisione di non tradire le vostre speranze e le vostre aspettative." Il suo partito ha combattuto le elezioni sulla base di un piano anti-austerità "Consegneremo nella pattumiera della storia tutte le forze consumate del passato", ha detto Tsipras.
FUGA DI CAPITALI PRIMA DEL VOTO
Ad Atene sarebbero stati ritirati tra lunedì e martedì 1,2 miliardi di euro dai conti correnti, pari allo 0,75% dei depositi totali mentre Una situazione di pesante incertezza politica, ma senza panico né corse agli sportelli bancari, che ha fatto però aumentare il ritiro dei depositi dai 700 milioni di lunedì alle ore 16.00, cui aveva accennato lo stesso capo dello Stato ellenico, a 1,2 miliardi in due giorni.
Giovedì 17 Maggio 2012
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Grecia; Ultimo tentativo di Papoulias per formare il governo |
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redazione ilmediterraneo
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ATENE - Dopo una giornata di negoziati infruttuosi, il presidente Karolos Papoulias ha invitato i politici dei tre principali partiti a tornare al palazzo presidenziale nel pomeriggio di oggi, insieme a un piccolo gruppo di sinistra.
Ma il leader di estrema sinistra ha respinto l' invito del presidente greco di partecipare a un round finale di colloqui di coalizione.
Se riuscirà nel suo intento, Karolos Papoulias, 82 anni, sarà ricordato come l'uomo che ha salvato la Grecia moderna dalla catastrofe finanziaria dandole un governo di unità nazionale. Se fallirà, lo ricorderemo come l'ultimo presidente della Repubblica ellenica quando ancora la Grecia faceva parte dell'Ue. La sua scommessa ora è quella di riuscire a formare un governo di unità nazionale a quattro, con Nea Dimokratia, Pasok, Greci Indipendenti e Sinistra Democratica. Stasera alle 19:30 locali (le 18:30 in Italia) riprenderà le consultazioni presiedendo una riunione cui prenderanno parte Antonis Samaras (Nea Dimocratia), Evangelos Venizelos (Pasok), Alexis Tsipras (Coalizione delle Sinistre, Syriza) e Fotis Kouvelis (Sinistra Democratica), nell'ultimo tentativo di formare un governo di unità nazionale ed evitare il secondo ricorso alle urne in due mesi.
Falliti tutti i tentativi di formare un governo di coalizione fatti da lunedì scorso da Samaras, Tsipras e Venizelos, Papoulias ha convocato ieri una prima riunione con questi tre leader poi, sino alla tarda serata ha visto, separatamente, i dirigenti delle altre quattro formazioni entrate in Parlamento: Panos Kammenos (Greci Indipendenti), Aleka Papariga (Partito comunista), Nikos Michaloikos (Alba dorata, filonazista) e Fotis Kouvelis (Sinistra Democratica). E tutto ciò nel disperato tentativo di evitare che tra un mese i greci tornino alle urne e - per rabbia contro le rigide misure di austerità varate dai due governi precedenti sulla base del Memorandum firmato con i creditori internazionali - diano la vittoria alle sinistre radicali, un voto che porterebbe automaticamente il Paese fuori dall'eurozona. Per tutto il giorno e sin quasi a mezzanotte, quindi, l'anziano presidente è stato impegnato in un tour de force di colloqui che avrebbe stressato un uomo con la metà dei suoi anni. Quasi nulla è trapelato al termine della riunione con i tre leader dei partiti, tranne il fatto che Papoulias avrebbe mostrato loro - nel tentativo di convincerli a formare un governo di unità nazionale - una lettera dell'ex premier Lucas Papademos nella quale il già vice presidente della Banca Centrale europea (Bce) spiega nei dettagli la gravissima situazione economica in cui il Paese si trova e descrive il baratro in cui la Grecia finirebbe senza un governo affidabile agli occhi dei creditori internazionali. In serata si è registrata un'apertura di Kammenos il quale ha dichiarato che "siamo d'accordo sul fatto che il Paese debba essere governato". Vari analisti hanno colto in queste parole una disponibilità del leader dei Greci Indipendenti ad entrare in una coalizione di cui potrebbero far parte - oltre a Nea Dimocratia e Pasok - anche Sinistra Democratica per un totale di 201 seggi sui 300 in Parlamento. Cosa che garantirebbe un esecutivo abbastanza stabile di fronte alle sfide che ancora aspettano la Grecia.(ANSAmed).
Il panorama politico della Grecia è nel caos da una settimana da quando le elezioni inconcludenti hanno lasciato il Parlamento diviso tra sostenitori e oppositori dei 130 miliardi di euro UE / FMI, nessuna delle due squadre è in grado di formare un governo.
Papoulias sta facendo un ultimo disperato tentativo di mediare un accordo e sbloccare la situazione. Egli deve chiamare una nuova elezione se non riesce a convincere i diversi schieramenti a scendere a compromessi.
Lunedì 14 Maggio 2012
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