EnergyMed 2012 punta su Recycle, MobilityMed e Ecobuilding
redazione ilmediterraneo
Napoli - Nell’anno dell’energia sostenibile promossa dall’ONU, il Salone EnergyMed, la mostra convegno sulle Fonti Rinnovabili e l’Efficienza Energetica nel Mediterraneo, organizzata dall’Anea (Agenzia Napoletana Energia e Ambiente), diventa annuale e celebra, dal 22 al 24 marzo alla Mostra d’Oltremare, la quinta edizione proprio in occasione della giornata mondiale dell’acqua.
“Il passaggio dell’esposizione, da biennale ad annuale è frutto di una scelta ben precisa – dichiara vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano -. L’amministrazione del Comune di Napoli ha deciso di puntare molto sul salone delle fonti rinnovabili ed in particolar modo sul riciclo, uno dei problemi maggiori che ci troviamo a dover affrontare. L’iniziativa espositiva sarà accompagnata da una serie di progetti che il Comune vuole portare avanti per affrontare la questione dei rifiuti, con l’attuazione progettuale, entro il 2012, di alcuni impianti cittadini di selezione. Il salone EnergyMed – conclude Sodano, che ricopre anche la carica di assessore all’ambiente - può, e deve, rappresentare un punto di riferimento per la green economy del centro sud Italia e rilanciare così la posizione centrale della città sul Mediterraneo”.
A supportare la scelta organizzativa anche alcuni dati sull’occupazione indicati da Unioncamere, secondo i quali Il 38% delle assunzioni delle aziende nel 2011 riguarda figure professionali legate alla sostenibilità: sono 227mila sul totale delle circa 600mila previste dalle imprese. Di queste 227mila assunzioni legate alla sostenibilità ambientale previste per il 2011 in Italia, circa la metà (97.600, il 16,4% del totale) sono legate alle “professioni verdi”, ossia quelle dei settori delle energie rinnovabili, della gestione delle acque e rifiuti, della tutela dell’ambiente, mobilità ed edilizia sostenibile ed efficienza energetica.
Le 20mila presenze dell’edizione 2011, con una crescita del +10% delle aziende espositrici, hanno supportato le scelte dell’Anea che ora punta, proprio nell’anno dell'energia sostenibile dell'ONU, a diventare la piattaforma espositiva e degli interscambi commerciali, del Mediterraneo
“Partendo dall’annualità puntiamo a trasformare EnergyMed in un volano di sviluppo per le tecnologie pulite e i servizi innovativi per l’energia, la mobilità sostenibile ed il riciclo – dichiara il direttore dell’Anea, Michele Macaluso -, aprendo le porte ad aziende, Istituzioni, associazioni, Università e Centri di ricerca, interessati ad investire in un settore vitale per l’economia del Centro-Sud Italia e non solo. In particolare, il settore delle rinnovabili è in forte crescita, come attestato dall’autorevole centro studi della California, Ihs, che ha rivelato come nel 2011 l’Italia sia diventata leader mondiale nel solare, scavalcando la Germania”.
EnergyMed è organizzato in collaborazione con gli Enti promotori Comune di Napoli e le Province di Benevento e Napoli, Arin ed Enel, con la partnership di Tirreno Power".
Crisi finanziaria e dismissioni terreni pubblici, il senso di un inganno
redazione ilmediterraneo
ROMA - In Italia il processo di concentrazione delle terre ha ripreso vigore: l’1% delle aziende controlla il 30% delle terre agricole. Circa 22.000 aziende, con una taglia superiore ai 100 ettari, si spartiscono oltre 6,5 milioni di ettari di superficie agricola, e negli ultimi 10 anni c’è un crollo del numero delle aziende con una taglia sotto i 20 ettari. L’agricoltura familiare, quella con una taglia inferiore ai 20 ettari che è il cuore dell’agricoltura italiana, viene decimata.
1 febbraio 2012. Sono i dati analizzati dall’ong CROCEVIA, da oltre 50 impegnata nella difesa dell’agricoltura contadina, che lancia il rapporto ‘Terra e agricoltura. Il caso italiano- Land grabbing: case studies in Italy’ (Scarica il Rapporto) . A partire dal Censimento agricolo del 2010 prende in esame i processi di concentrazione, controllo, integrazione, espropriazione delle terre. Sottolineando i limiti delle politiche pubbliche e l’erosione della capacità produttiva agricola. E’ di fronte a questa fotografia dell’agricoltura italiana che bisogna analizzare le norme relative alla dismissione dei terreni agricoli demaniali varate dal Governo Monti.
‘La nuova versione del pacchetto agroalimentare è migliorata rispetto a dicembre scorso, ma non affronta i nodi cruciali della crisi della agricoltura italiana’ spiega Antonio Onorati, presidente Crocevia ‘non ci sono misure contro la concentrazione e a favore delle piccole aziende, che per poter resistere e sopravvivere alla crisi devono poter allargare la superficie coltivabile. Non serve vendere la terra, bisogna facilitare l'accesso alle risorse’. Come si legge nello studio, infatti, l’accesso alla terra attraverso il mercato fondiario non solo non favorisce l’ingresso dei giovani in agricoltura ma – considerando che di fatto quasi tutta la terra agricola è vicina ad insediamenti urbani – finisce per favorire la speculazione edilizia e il radicamento nell’economia legale di capitali di origine illegale o, comunque, non d’origine agricola.
Finora con le politiche agricole italiane e con la PAC europea è stata favorita l’agricoltura industriale di grande taglia intensiva in capitali, le piccole aziende familiari che hanno resistito nonostante tutto invece sono intensive in lavoro, spiega ancora Onorati, ‘A differenza di qualunque altro settore produttivo, in agricoltura la qualità dei prodotti è direttamente legata alla qualità e alla quantità del lavoro umano impiegato e solo le piccole aziende agricole hanno la capacità di proteggere e mantenere la produzione delle eccellenze Made in Italy’. Per riprendere la via dello sviluppo e dell’occupazione, come il Presidente del Consiglio continua a ripetere, sottolinea il presidente di Crocevia ‘ si dovrebbe contare sulle aziende medie piccole e piccolissime – che sono un milione e costituiscono il cuore produttivo del cibo in Italia - sono loro che potrebbero reagire più rapidamente alla crisi se appoggiate con misure strutturali e legislative, che non comportano maggiore spesa per lo Stato. Ad esempio, favorire l'affitto agrario a un equo canone, dare priorità ai giovani e alle donne, e all’agricoltura familiare di piccola taglia, al di sotto di 30 ettari’.
Centrale nello studio ‘Terra e agricoltura. Il caso italiano’ è l’analisi del sequestro del diritto a produrre: la concentrazione delle terre e del diritto a produrre attraverso il suo sequestro è stato il risultato di politiche e non di una ineluttabile decadenza del settore agricolo. L’Italia, una delle 2 grandi agricolture europee, è oggi ostaggio delle proteste dei camionisti grazie alla innaturale concentrazione solo in alcune regioni di produzioni agricole come latte, carne, frutta e verdura. Fino agli anni 80 queste erano ancora largamente decentralizzate su tutto il paese e distribuite localmente, oggi la dipendenza dal trasporto sulle lunghe distanza testimonia il fallimento della concentrazione del diritto a produrre necessario all’industrializzazione dell’agricoltura.
Garantire un accesso facilitato all’uso della terra per i contadini e proteggerne prioritariamente l’uso che questi ne fanno. Di questo abbiamo bisogno anche per dare un contributo alle crisi che attanagliano il paese, quella economica, quella finanziaria e quella ecologica. Le aziende che sono scomparse non possono rinascere e la sofferenza di quei fallimenti non sarà compensata, ma almeno si può immaginare di consolidare le piccole aziende contadini e di crearne delle nuove per fermare il processo di desertificazione agraria che ai più sembra ormai inarrestabile. Sono queste le stesse preoccupazioni oggetto della campagna La Terra a chi la lavora! promossa da Crocevia insieme a Terra Nuova e con le organizzazioni contadine dei paesi del sud del mondo.
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CHI SIAMO: Il Centro Internazionale Crocevia è un’Organizzazione Non Governativa di Cooperazione Internazionale e Solidarieta’, senza fini di lucro, nata nel 1958 e riconosciuta Ente Morale nel 1962. Da oltre 50 anni Crocevia lavora, insieme alle comunita’ locali e le organizzazioni sociali, nei settori dell’educazione, della comunicazione e dell’agricoltura, promuovendo e realizzando progetti di cooperazione internazionale in Medio Oriente, Asia, Africa e America Latina. Dal 1996 sostiene ed assicura il coordinamento globale dello IPC – Comitato Internazionale Sovranita’ Alimentare - che è lo strumento che supporta la partecipazione autonoma delle organizzazioni dei piccoli produttori di cibo alle attivita’ ed ai negoziati presso la FAO e le altre agenzie internazionali che si occupano dell’alimentazione e dell’agricoltura con sede a Roma.
ROMA- Temperature ancora in forte calo su tutta Europa. Un’ondata di freddo siberiano si sta diffondendo su gran parte dei Paesi europei e gli esperti prevedono che durerà fino al week-end. La colonnina di mercurio continuerà a scendere tra giovedì e sabato arrivando anche a toccare i -10° in pianura e sfiorando i -20° nelle zone di alta quota.
Tradizionalmente, febbraio è il mese più freddo dell'anno. Ma un inverno con temperature così gelide non si registrava dal 1956: un mese intero con temperature al di sotto della media stagionale.
"Questi episodi di freddo intenso si verificano circa ogni dieci anni. L'ultimo fu nel 1997. Ma è molto raro che duri più di quindici giorni", ha dichiarato Pascal Scavina di Météo France.
L'ondata di freddo intenso è dovuta principalmente ad un blocco di alta pressione proveniente dalla Russia associata alle correnti continentali dalla Siberia.
PREVISIONI 1 FEBBRAIO 2012 (Bollettino Protezione Civile)
Precipitazioni: - da sparse a diffuse su Toscana, Marche, Umbria ed Appennino romagnolo, con quantitativi cumulati moderati; - sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, sul Lazio, settori occidentali di Abruzzo e Molise e sulle regioni meridionali, con quantitativi cumulati da deboli a moderati, con fenomeni più frequenti sui settori tirrenici di Campania, Basilicata e Calabria; - sparse sulla Sardegna, Liguria, Emilia Romagna, settori orientali di Abruzzo e Molise e sui settori meridionali di Piemonte, Lombardia e Veneto, con quantitativi cumulati deboli. Nevicate: - fino al livello del mare su Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche, con apporti al suolo elevati su Umbria, Marche e Toscana, deboli o localmente moderati altrove; - al di sopra dei 200-400 m su Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna settentrionale, con apporti al suolo da moderati ad elevati sull’Abruzzo, generalmente moderati altrove; - al di sopra dei 600-800 m sulle regioni meridionali, con apporti al suolo moderati o elevati sulle zone appenniniche, deboli o localmente moderati altrove. Visibilità: ridotta durante le precipitazioni nevose. Temperature: in lieve e generale calo, con diffuse gelate sulle pianure del nord e localmente nelle zone interne del centro. Venti: forti o di burrasca nord-orientali sul medio ed alto versante adriatico; forti o di burrasca settentrionali su Liguria, Toscana e localmente su Lazio ed Umbria; forti nord-occidentali sulla Sardegna; forti o di burrasca sud-occidentali, tendenti a ruotare da ovest/nord-ovest, su Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia; forti o di burrasca sud-orientali sulla Puglia, tendenti a ruotare dai quadranti occidentali. Mari: agitati, localmente molto agitati, tutti i bacini, con moto ondoso in graduale attenuazione su Mar Ligure, Mar di Sardegna e Tirreno settentrionale.
Naufragio Concordia; Si teme il disastro ambientale. 2380 tonnellate di gasolio potrebbero fuoriuscire
Graziana Coco
ROMA- La tragedia della Costa Concordia potrebbe ulteriormente trasformarsi in un disastro ambientale. I serbatoi della nave contengono ben 2380 tonnellate di gasolio in dodici serbatoi a doppio fondo.
L'isola del Giglio, nota per le sue calette rocciose, è sotto la minaccia di una "bomba ecologica". Il termine scelto dal sindaco Sergio Ortelli dell’Isola non è troppo forte. La nave contiene "un diesel denso, pesante", ha precisato il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, che se si diffondesse nel mare "sarebbe un disastro per la fauna locale”. Un disastro ecologico per pesci e uccelli marini, senza tralasciare il fatto che l'area di mare che circonda l'isola è un santuario per le balene.
L'impatto di una fuoriuscita di gasolio non sarebbe solo un disastro dal punto di vista ambientale, ma avrebbe un forte e devastante impatto sul turismo. Con una popolazione che non supera i 1.500 abitanti in inverno, durante l'estate con l'afflusso di turisti attratti dal fascino dell'isola, il piccolo gioiello mediterraneo rinasce. Infatti, negli ultimi decenni, il turismo è senza dubbio divenuto la principale voce dell'economia dell'isola che nell’ultimo periodo si è guadagnata le cinque vele per il suo splendido mare.
Tecnicamente complicata l’operazione
Il ministro Clini ha assicurato che tutto sarebbe stato fatto per "evitare che il carburante fuoriesca dalla nave." ''La Costa Crociere dovrà presentare entro 48 ore un piano di svuotamento dei serbatoi, che sarà analizzato per verificarne le condizioni di sicurezza, ammesso che la nave rimanga in posizione. Se la nave dovesse affondare avremmo bisogno di tutt'altre operazioni perché potrebbe anche spezzarsi. Se questo dovesse accadere è difficile fare una previsione ed è l'incubo che abbiamo da tre notti'', ha aggiunto.
Ieri, il ministro Clini, ospite a Porta a Porta, ha sostenuto che per il momento non c’è nessun pericolo: “Sulla base degli accertamenti non risulta perdita di carburanti in mare”, ma in seguito al vertice di ieri nella prefettura di Livorno, il ministro ha annunciato che al prossimo Consiglio dei ministri fissato per giovedì, verrà dichiarato lo stato di emergenza per l'area interessata al disastro: "La dichiarazione comporta che tutte le operazioni che riguardano questo incidente sono di interesse nazionale e hanno la partecipazione delle istituzioni nazionali del governo congiuntamente con la Regione. L'organizzazione per la gestione delle attività le risorse che saranno necessarie saranno definite sulla base del piano che dovremo adottare".
La Guardia Costiera ha anche ordinato alla compagnia Costa Crociere, di "rimuovere il relitto". Un team di esperti della società olandese Smith e della società Neri di Livorno sono sul posto per studiare un piano di rimozione sicura. La rimozione della nave che pesa 115.000 tonnellate potrebbe richiedere settimane.
Il capo della Costa Crociere, Pier Luigi Foschi, ha affermato: "Il salvataggio di Costa Concordia è uno dei più difficili al mondo. Ci sono diverse alternative, ma prima di tutto dobbiamo considerare tutti i rischi”.
Francia; taxi ecologici autofinanziati con la pubblicità
redazione ilmediterraneo
PARIGI- Se in Italia i tassisti sono alle prese con i diktat del governo Monti che vorrebbe liberalizzare la professione, a Parigi è nato il primo servizio taxi totalmente gratuito. Una flotta di risciò elettrici che si finanzierà attraverso la pubblicità che campeggerà sui lati dei veicoli ecologici.
Da tre giorni orami questa piccola flotta di risciò, importati dalla Cina, ha invaso la capitale francese. A differenza dei soliti taxi, questi seguono un percorso analogo alle linee degli autobus ed il servizio che rendono è gratuito. A bordo è possibile acquistare qualche pasticcino ed una bevanda, spendendo la modica cifra di un euro. “Circoliamo continuamente, 7 giorni su 7, seguendo i tragitti di dodici linee di bus, con un veicolo elettrico per ogni linea. Esattamente come i quotidiani gratuiti che vengono distribuiti nei luoghi pubblici, ci finanziamo con la pubblicità. Ma anche con il thè e i piccoli dolciumi che vendiamo a bordo dei nostri mezzi”, ha spiegato Kheir Mazri, l’ideatore del progetto che non ha nascosto la sua volontà di portare il progetto anche in altre capitali europee.
La nuova proposta per la mobilità cittadina non ha bisogno di nessuna autorizzazione speciale del comune ma solamente di una normale assicurazione. La società 'Taxi gratuit', che ha lanciato il suo servizio il 19 dicembre è composta da 24 risciò, ha assicurato che “con 40-50 euro massimi” al giorno, si può sostenere il costo di mantenimento per ogni risciò.
“Siamo nati da appena due giorni, e già abbiamo un grandissimo successo. In tempi di crisi, quando le cose sono gratis, la gente non capisce più niente, impazzisce dall'entusiasmo”, ha continuato a spiegare Mazri, raggiunto telefonicamente dal reporter della testata francese Liberaciòn. L’ideatore ha inoltre aggiunto che si aspetta un netto surplus di domanda non appena arriverà la bella stagione.
I mezzi di trasporto sono interamente ecologici e in città ad alto tasso di inquinamento, potrebbero ridurre le emissioni di Co2 che nelle grandi metropoli stanno diventando un problema serio per tutta la popolazione.