MISURATA- I pizzaioli a domicilio devono vedersela ogni giorno con una serie di “inconvenienti urbani”: traffico, ordinazioni lampo, motorino che si spegne, corse da un capo all’altro della città.
Problemi di ordinaria routine, simili un po’ in tutto il mondo, tranne che in un posto, dove il fuoco dei forni è ben poca cosa rispetto a quello dei fucili. Stiamo parlando di Misurata, in Libia, dove l’ultima frontiera della solidarietà tra i ribelli consiste nel trasporto di pizze calde ai soldati del fronte.
La notizia, riportata dal quotidiano australiano 'The Sydney Morning Herald', riferisce di una sorta di esercito parallelo di pizzaioli e giovani dediti alla consegna a “domicilio”.
I primi impastano e sfornano in tempo record, i secondi corrono verso il fronte in una staffetta per assicurare 8mila porzioni di pizza ai combattenti dell'esercito ribelle anti-Gheddafi.
L’idea è venuta al libico Emad Daiki, proprietario di una esclusiva pizzeria di Stoccolma: un mese fa Emad decide di tornare in patria e realizzare la stessa attività, disposto a tutto pur di alimentare i suoi compatrioti.
Detto fatto l’imprenditore libico chiede ed ottiene la collaborazione dei forni industriali degli hotel bombardati e dei pochi negozianti rimasti aperti, per fare rifornimento di ingredienti freschi: “la maggior parte di loro, appena sente che è per i combattenti, non esita a rifornirci di grosse quantità di cipolle, pomodori, tonno e olive: tutto gratis!” dice entusiasta Emad.
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