Thursday 17 May 2012 18:49:20
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Politica

Thursday 17 May 2012

Sito Mediapart: “Sarkozy ha ricevuto 50 milioni da Gheddafi per campagna elettorale 2007” PDF Print E-mail
Written by redazione ilmediterraneo   

sarkozy-gheddafiPARIGI-La notizia riportata da Mediapart sta facendo il giro del mondo. Secondo il giornale francese il presidente fautore dell’intervento armato in Libia avrebbe preso dei finanziamenti dall’ex raìs Muammar Gheddafi per la campagna elettorale del 2007.
 

A quaranta giorni dalle presidenziali questa notizia potrebbe minare la corsa per l’Eliseo all’esponete dell’Ump, partito di centro-destra francese. Nel testo si parla di un presunto passaggio "di 50 milioni di dollari" tra i libici e lo staff di Sarkozy, "su un conto svizzero e uno in una banca panamense". Il trait d'union tra Parigi e Tripoli sarebbe stato il trafficante di armi Ziad Takiedine. Una notizia che a dire il vero era già trapelata durante la campagna libica, quando l primogenito di Gheddafi, Saif Al-Islam, aveva dichiarato in un’intervista a Euronews: “Bisogna che Sarkozy renda i soldi che ha accettato dalla Libia per finanziare la sua campagna elettorale”.
 

Ma come in quel caso anche ieri il presidente ha smentito ogni suo coinvolgimento in questa vicenda. Per Sarkò le accuse mosse dal giornale sono “grottesche” e se nel caso Gheddafi avesse finanziato la sua campagna elettorale, “bisogna dire che non gli sono stato molto riconoscente”.
 

Ma la tegola si è comunque abbattuta sui vertici dell’Eliseo. L’ultimo sondaggio realizzato da Ifolp ha mostrato il recupero di Sarkozy sul socialista Fancois Hollande. Rispettivamente al 28,5% e al 25%, nelle intenzioni di voto. Tuttavia, lo stesso rilevamento mostra che nel secondo turno il candidato socialista resta ampiamente in testa (54,5% contro 45,5%), sebbene in calo di due punti.

(Fonte foto: Hurriyet Daily News)

 


Tuesday 13 March 2012
 
Presidenziali francesi per Marine Le Pen. Sarkozy avvantaggiato nei sondaggi PDF Print E-mail
Written by redazione ilmediterraneo   

le-pen-candidataPARIGI- Marine Le Pen correrà per le elezioni presidenziali previste per fine aprile. La candidata del Fronte Nazionale (Fn), partito francese di estrema destra, ha annunciato oggi l’ottenimento delle 500 firme tra parlamentari, sindaci e consiglieri, necessarie per presentare la propria candidatura. Sorride anche Nicolas Sarkozy che secondo alcuni sondaggi potrebbe battere il rivale socialista Francois Hollande al primo turno dei ballottaggi.
 

Anche se la l’annuncio ufficiale è atteso per il pomeriggio a Pas de Calais nel nord della Francia, la conferma è stata arrivata anche dal presidente del suo comitato di sostegno alla candidata, Gilbert Colalrd, che l’ha annunciata in diretta televisiva sull’emittente France 2. La Le Pen aveva mantenuto la suspense fino all'ultimo, contestando la legge francese che obbliga i politici firmatari a dichiararsi pubblicamente.
 

La figlia dell’ex leader del partito Jean-Marie Le Pen, è data però al terzo posto nei sondaggi e una sua elezione è quantomeno improbabile. L’ex avvocato ha incentrato la sua politica su una propaganda anti-immigrazione e vorrebbe anche l’uscita della Francia dalla zona Euro, con un ritorno delle regole sui confini pre-Schengen.
 

SARKOZY AVANTI NEI SONDAGGI
 

sarkozy-hollandeIntanto per la prima volta dall’inizio della campagna elettorale, Nicolas Sarkozy ha superato il socialista Hollande. I dato forniti da Iflop hanno fotografato un deciso +1,5% rispetto al febbraio scorso. Con il 28,5% Sarkò potrebbe battere al primo turno il rivale socialista, mentre resterebbe ferma al 16% Le Pen e il centrista Francois Bayrou è dato al 12% nelle intenzioni di voto.
 

Un sorpasso tutto a destra per Sarkozy. Protagonista di imponenti raduni di partito, il presidente uscente è riuscito a strappare consensi al FN. Gli ultimi exploit  erano infatti incentrati sui temi cari a Le Pen, come immigrazione e protezionismo. Ma non solo. Perché ‘le Président’ ha dato anche un anno di tempo all’Ue per accogliere le richieste fatte domenica scorsa dal palco di Villepinte, altrimenti “la Francia andrà da sola”.

(Fonte foto: Le Figaro


Tuesday 13 March 2012
 
La Comunità del mondo arabo in Italia in difesa di Gaza PDF Print E-mail
Written by redazione ilmediterraneo   

Palestina bambinoROMA - Con questo appello mi rivolgo a tutti i partiti politici italiani di unirsi in una azione comune affinche' si metta fine agli scontri a Gaza e promuovere finalmente l'azione di dialogo costruttivo a favore di una vera pace duratura con il principio dei due stati in palestina .
La questione palestinese ormai negli ultimi anni e' stata dimenticata dalle diplomazie internazionali ed italiane nonostante tutti sono consapevoli che e' la madre di tutte le questione e finche' non si risolve il conflitto in palestina non ci sara' mai una pace duratura medioriente come ha ribadito ultimamente il Presidente della Camera Gianfranco Fini .
Chiediamo di fermare immediatamente gli scontri e le uccisioni di civili e bambini e che l'italia e la camera dei deputati siano i promotori di una iniziativa politica italiana ,europea e mondiale per risolvere la questione palestinese e la sofferenza dei bambini ,donne ,giovanni palestinesi che ormai da anni vivono con difficolta' enormi dal punto di vista economico dell'occupazione ,assistenza sanitaria e vivere normalmente come tutti i popoli liberi e democratici.
Infine mi rivolgo a tutti i mie connazionali palestinesi chiedendo loro di ritrovare l'unita' e parlare una lingua unica  per l'interesse comune per non dare alibi a nessuno.

Foad Aodi
Presidente Co-mai


Monday 12 March 2012
 
Sarkozy in cerca di voti per le presidenziali: nuovi accordi o uscita dall'Ue PDF Print E-mail
Written by redazione ilmediterraneo   

Sarkozy-discours-VillepintePARIGI- Ultimatum di Sarkozy all’Unione Europea. Ieri dal palco di Villepinte, il premier francese ha cercato di agguantare un’altra piccola fetta di elettorato conservatore, ponendo delle prerogative a tutta l’Europa altrimenti “la Francia farà da sola”.  
 

Davanti agli 80mila sostenitori giunti nella città stante alle porte di Parigi, Sarkò con la camicia zuppa di sudore ha cercato di ritagliarsi un’altra fetta di elettorato. Il premer vuole una “Francia forte” ed ha chiesto all’Ue nuove regole per l’immigrazione e il commercio internazionale. In un vero e proprio bagno di folla Sarkò ha accusato Hollande e la sinistra di aver ''abbandonato le banlieue'', di aver voluto il loro ''impoverimento'' con la conseguente ''spaccatura fra comunità''. Uno dei punti focali del discorso del leader di Ump è il commercio, ovvero il dumping commerciale dei Paesi emergenti che, a suo dire, ostacolerebbero la ripartenza economica della Francia. Sarkò vuole anche una sorta di nuovo protezionismo: il Buy European Act, sul modello dell’analoga legge americana, secondo la quale per ogni appalto pubblico è obbligatorio utilizzare prodotti ‘made in Usa’. Ma non solo. Prerogative fondamentali per andare avanti con l’Europa e non  “da soli”, sono anche: la tassazione degli utili realizzati dalle imprese all’estero e la revisione degli accordi di Schengen, senza scordarsi di riservare una parte delle commesse pubbliche alle piccole e medie imprese europee. Sarkozy ha poi parlato di religione e difeso “i valori francesi”, dicendo che in Francia i bambini di entrambi i sessi devono studiare insieme, nuotare insieme e mangiare lo stesso cibo, respingendo così le richieste delle comunità islamiche che chiedono classi separate tra maschi e femmine e carne halal per i pasti dei loro figli.
 

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Secondo la maggior parte degli opinionisti politici francesi, la linea perseguita dal presidente Sarkozy è atta a togliere consenso all’estrema destra di Marine Le Pen, nel tentativo di passare il ballottaggio e avere una speranza, seppur minima, di conquistare nuovamente l’Eliseo.  Stando ai sondaggi Sarkozy sta rimontando su Hollande al primo turno ma avrebbe ancora una decina di punti di svantaggio in un eventuale secondo turno contro il candidato socialista.

(Fonte foto: parismatch) 


Monday 12 March 2012
 
Israele-Iran; Peres: “sanzioni restano la priorità” PDF Print E-mail
Written by redazione ilmediterraneo   

peres-NetanyahuTEL AVIV- Il binomio Peres-Netanyahu sembra scindersi. Il presidente israeliano Shimon Peres ha aperto una discussione in merito al controverso programma nucleare dell’Iran ed ha contraddetto il primo ministro Benjamin Netanyahu sull’opzione militare. Nel mentre sei nazioni hanno chiesto all'Iran di mantenere la promessa di far entrare gli ispettori dell'Onu nella base di Parchin.
 

Il premier aveva presenziato martedì scorso ad una conferenza della potente lobby americana filo-israeliana chiamata American Israel Public Affairs Committee (Aipac), spiegando che Israele non ha bisogno di un "dibattito pubblico" prima di intraprendere un'azione militare contro l'Iran. Ma per Peres l’opzione militare deve venire solamente in caso di una mancata risoluzione in campo diplomatico, ovvero se le nuove sanzione Ue sortiranno l’effetto sperato. “Non credo che dovremmo fare un dibattito pubblico prima del tempo”, ha sottolineato Peres commentando la scelta di Netanyahu di tornare a parlare di un attacco in pubblico; ma ha anche evidenziando “le ambizioni egemoniche dell’Iran”, verso tutto il Medio Oriente.
 

LA BASE DI PARCHIN AL CENTRO DEI SOSPETTI
 

Intanto nella questione del controverso programma nucleare iraniano è intervenuta ieri anche l’Aiea, l’agenzia Onu per l’Energia atomica, che ha chiesto di far entrare i propri osservatori nel sito di Parchin. “L’Iran non ci ha ancora detto tutto” del piano nucleare, aveva avvertito ieri il direttore dell’Aiea, Yukiya Amano. Benché la richiesta non sia stata negata da Teheran, manca ancora un dato di conferma ufficiale.
 

NUOVO INCONTRO 5+1
 

Alle parole del fisico hanno fatto eco le mosse del 5+1, la formazione delle nazioni composta da Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna più Germania che si è prefigurata l’obiettivo di fermare il l’arricchimento dell'uranio iraniano. Ieri pomeriggio, le delegazioni del 5+1 avevano chiesto allo Stato degli Ayatollah di “impegnarsi in un dialogo serio" e "senza precondizioni". Il leader supremo iraniano, l'Ayatollah Ali Khamenei, ha accolto positivamente l’iniziativa e le parole del presidente statunitense Barack Obama sulla "finestra di opportunità" diplomatica offerta dai colloqui, ma ha detto che le contemporanee iniziative di Washington per cercare di "mettere in ginocchio il popolo iraniano" sono destinate a essere deluse. Il prossimo incontro del 5+1 si svolgerà ad inizio aprile ad Istanbul.

(Fonte foto: Al Arabya


Friday 09 March 2012
 
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