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Approfondimenti - Storie

Amina Wadud

Italia Written by redazione ilmediterraneo
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ROMA - Professoressa di studi islamici al Dipartimento di filosofia e studi religiosi dell’Università Americana della Virginia, Amina Wadud, 57 anni, afroamericana nata nel Maryland, si è convertita all’islam negli anni 70’.

Suo padre era un ministro della chiesa metodista e sua madre una discendente di schiavi arabi, berberi e africani. Il suo vero nome era Mary Teasley , ma dopo la conversione ha voluto essere identificata come Amina Wadud. La femminista statunitense è anche un’esperta di influenze islamiche negli Stati Uniti ed ha parlato di questi temi sulle televisioni americane in perfetto arabo.


Su di lei pende una fatwa emessa dallo sceicco Yussef al-Qarasawi (membro della Fratellanza Musulmana) per aver scioccato il mondo musulmano guidando la preghiera del venerdì nella cattedrale anglicana di New York St. John Divine, di fronte ad un gruppo misto di fedeli il 18 marzo del 2005. Amina aveva violato la tradizione e meritava di morire.
Da quel giorno è diventata lì obiettivo di innumerevoli minacce, tanto che è stata costretta a tenere le sue lezioni n videoconferenza, ma non si è mai tirata indietro e ha continuato a tenere discorsi e manifestazioni a favore dei diritti delle donne. Amina è da sempre supportata dall’associazione Muslim Wake Up e Muslim’s Women Freedom di stampo progressista .
 

E’ stata criticata perchè nelle sue pubblicazioni, tra cui i libri "Qur'an and Woman: Rereading the Sacred Text from a Woman's Perspective" e "Inside the Gender Jihad: Women's Reform in Islam", ha sostenuto posizioni innovative affermando che l’Islam non vieta alle donne di condurre la preghiera.


“L’Islam ha portato cambiamenti radicali riguardo la donna nella società nonostante il radicato sistema patriarcale del VII secolo. Il Corano afferma esplicitamente che la donna ha diritto ad ereditare, alla proprietà, al divorzio e a testimoniare in una corte. Proibisce la violenza contro le donne ed è contro il matrimonio forzato. Uomini e donne hanno gli stessi doveri religiosi e sono ugualmente punibili se non li rispettano. In ultimo, anche le donne hanno diritto al Pardiso.”
 


Monday 08 March 2010

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