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L'Italia guida l'Assemblea Parlamentare Euromediterranea. Rilancio della Banca Euromed |
BRUXELLES - Da marzo l'Italia assume per un anno la guida dell'Assemblea parlamentare Euromediterranea (Apem) e intende rilanciare una strategia comune fra le due sponde a livello economico e politico.
Roma punterà alla nascita di una Banca Euromed e a fornire un contributo importante al dialogo nella regione, incluso il processo di pace in Medio Oriente.
A tracciare le linee guida dell'agenda proposta alla prossima plenaria di Amman, dal 12 al 14 marzo, è il presidente della Camera dei deputati dell'Italia, Gianfranco Fini, in occasione della presentazione al Parlamento europeo di Meseuro, il neonato Centro delle fondazioni per l'Europa del Mediterraneo con sede a Bruxelles, promossa da Gianni Pittella, vicepresidente del Pe, e da Mario Mauro, capogruppo Pdl al Pe. "Quando ad Amman - spiega Fini - presenterò l'agenda italiana, cercheremo di evidenziare l'importanza di iniziative che ridiano fiato al versante politico ed economico, rispetto a Barcellona e agli impegni assunti dalla presidenza di turno francese dell'Ue".
Cosa significa concretamente questo rilancio? Innanzitutto attivarsi per "trasformare quello che attualmente è il partenariato euromediterraneo - precisa - in una vera e propria Banca Euromediterranea.
Dobbiamo essere onesti: se non dotiamo le politiche di intervento, di sostegno allo sviluppo, anche della possibilità concreta di ricorrere a finanziamenti, sempre in una logica di mercato, indichiamo un obiettivo, ma non dobbiamo lamentarci se poi finisce per rimanere sullo sfondo".
Altro capitolo è quello del dialogo politico, dove è evidente come "l'impasse israeliano-palestinese - dice il presidente della Camera - è causa prima delle difficoltà nel far decollare politiche euromediterranee che siano sempre più sinergiche". Ma anche se le iniziative per il dialogo spettano ai governi, per Fini "é chiaro che ruolo dei parlamenti è tutt'altro che subalterno o insignificante.
Riteniamo che discutere di cosa si possa concretamente fare per riavvicinare gli interlocutori siano occasioni importanti che l'Assemblea parlamentare Euromediterranea non dovrà farsi sfuggire".
Di fatto, "l'Assemblea parlamentare Euromediterranea è unica nel suo genere - spiega - ed è l'unica assemblea dove anche anche nei momenti più complicati, i rappresentanti di israeliani, dei popoli palestinesi e musulmani, sono stati capaci di trovare ragioni di convivenza, di dialogo". Ecco perché potrà dare un contributo.
Soprattutto alla luce del nuovo approccio delle capitali europee più lontane dal bacino del Mediterraneo. "Si è capito - aggiunge il presidente della Camera - che non ha senso contrapporre due linee strategiche europee, tra quella che dovrebbe guardare a est e quella che dovrebbe guardare a Sud.
Non ha senso una contrapposizione, a causa di una serie di problemi interconnessi, a partire da immigrazione e dipendenza energetica". Inoltre, è significativo che l'Italia eserciti la presidenza di turno dell'Apem nel quadriennio in cui ha la vicepresidenza del Parlamento europeo: "si tratta della possibilità - afferma Fini -, per un unico Paese che rappresenta i 27, di poter interloquire con Paesi del Sud del bacino dell'importanza strategica di questo scenario".
Complici la caduta del muro che ha spostato l'attenzione a Est, l'11 settembre e poi la crisi economica, per l'Europa il Mediterraneo non è stato negli ultimi quindici anni una priorità. Il messaggio di Fini è che ora il vento possa soffiare nella direzione giusta. (ANSAmed) (di Chiara Spegni)
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