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News - Economia

Croazia: governo vara una massiccia campagna di privatizzazioni

Italia Written by redazione ilmediterraneo
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ZAGABRIA - Il governo croato sta per varare un vastissimo piano di privatizzazioni che, una volta completato, dovrebbe alleggerire la situazione del debito e, contemporaneamente, contribuire, grazie al ricorso al capitale privato, a rinvigorire l'economia nazionale, anch'essa pesantemente condizionata dalla crisi internazionale.

Seguendo gli indirizzi dettati dal governo, il Fondo croato per le privatizzazioni (Hfp) delle società ancora per intero o parzialmente di proprietà dello Stato ha aggiornato di recente la lista di queste 484 imprese sottoponendolo al vaglio del governo che ha approvato le misure per una loro eventuale futura vendita. Lo scrivono i media croati.

Delle 484 società statali da privatizzare, in 394 imprese lo Stato detiene fino al 25% delle azioni; in 31 società detiene una quota superiore al 25% ma inferiore al 50%, e nelle altre 59 lo Stato detiene una quota di azioni superiore al 50%. La lista delle società non è pubblica, per evitare speculazioni, ma è noto che lo Stato croato, per le conseguenze dell'economia socialista dell'epoca jugoslava, detiene quote in praticamente tutti i settori dell'economia: dal turismo, all'industria agroalimentare e metalmeccanica.

Molte di queste società erano in varie occasioni già state messe sul merctao, ma la loro vendita è fallita a causa dei troppi debiti accumulati dalle singole imprese e per il loro scarso valore economico. L'80 per cento delle società pubbliche é stato privatizzato già negli anni Novanta e durante le privatizzazioni di alcune perle dell'economia croata nello scorso decennio, tra di loro l'industria petrolifera Ina e le telecomunicazioni. Il governo ha incaricato il Fondo di preparare nel prossimo futuro la documentazione per la privatizzazione delle società in cui la quota di proprietà dello Stato è inferiore del 25 per cento e di fissare il prezzo iniziale.

Gli analisti sostengono che il governo della premier Jadranka Kosor tenterà in autunno, come una delle misure per la ripresa economica, di vendere le quote nelle imprese in cui detiene quote minori.

E' difficile, comunque, attendersi che questa ondata di privatizzazioni avrà proporzioni massicce poiché la maggior parte delle società non ha un gran valore, oppure per lo scarso interesse degli investitori. Le procedure che dovranno portare alla dismissione delle quasi 500 società statali dureranno probabilmente ancora almeno un decennio.

Tutte le società in cui lo Stato detiene fino al 50% delle azioni (425) saranno strutturate in 5 raggruppamenti e vendute all'asta. Tra queste però non figureranno quelle sottoposte a particolari leggi, come gli enti per la distribuzione e la produzione dell'energia elettrica o le autostrade. Per le società in cui la quota è superiore del 50 per cento non vale la vendita all'asta, ma saranno annunciati bandi nazionali o internazionali. (ANSAmed).
 


Wednesday 21 July 2010

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