Thursday 17 May 2012 18:01:40
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Sparate leghiste: fanatismo euromediterraneo e scarsa lungimiranza di chi “chiude un occhio”

Italia Written by Maria Del Vecchio
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bossisatiraMADRID- Bossi e l’occhio del ciclope. È il titolo di un mito di satira post-moderna?
Non esattamente. L’occhio del ciclone euromediterraneo è oggi un vortice di instabilità e alleanze friabili.
 

Guerre finte e combattimenti veri ci incastrano a schermi vicini, per tenere quanto più lontani possibile i fantasmi del presente: le orde barbariche di maghrebini; i rom e gli accampamenti troppo ingombranti; il voltagabbana della Francia salvo poi (finto) ripensamento in extremis; la pseudoallenza con Sarkozy per combattere “un nemico divenuto comune”, e, perchè no, esimersi assieme da uno degli accordi pilastro dell’Unione Europea.

Così Barroso ci ammonisce severamente: “Shengen non si tocca”.
La Corte di Giustizia dell’UE ci chiama “fuorilegge”, poiché la norma tutta italiana che configura la clandestinità come reato è assolutamente illegittima, ovvero “in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri degli irregolari”.

Ma noi, europeisti italiani, in festa per 150 di vita assieme, come reagiamo a tutto ciò?

Dopo i postumi diabetici causa scorpacciata mediatica di torta virtual-royal-wedding, dovremmo ritornare alla realtà. Ma anche no.
E così è più semplice dimenticare. Ignorare o chiudere un occhio sulle vecchie-nuove sempiterne sparate dell’universo leghista.

Sparate verbali ma non troppo, se c’è il viceministro Castelli che poco tempo fa prometteva di imbracciare i fucili e dar vita a uno stato di polizia per combattere tunisini fracidi di mare, eppur pericolosi “quanto se non più delle Brigate Rosse”.

E l’eurodeputato Borghezio arringava a difesa del “senatur Umberto” e della sua irripetibile espressione di insoddisfazione cagionata a oggetti rotondi non identificati appartenenti al medesimo: “è un parlare genuino, tipico dei padri della patria”.

Meglio inserire nel dimenticatoio la figuraccia di chi infrange regole stabilite dall’Europa, salvo poi richiederne un tardivo aiuto; mostrarsi puerilmente indispettito per un diniego (quasi) scontato, e minacciare di andar via “perché si sta meglio da soli che male accompagnati”.

Meglio non vedere anche se quel “qualcuno" è il Ministro degli affari Interni della Repubblica Italiana; meglio parlare d’altro, tenere un solo occhio vigile a intermittenza sulle vicissitudini del momento.

A volte, purtroppo o per fortuna, ci pensano i giornali a gettare uno sguardo su quell’universo di valori, solcati o eliminati dai nostri stessi governanti. Magari lo fanno dei quotidiani esteri: sono più obiettivi, forse disinteressati dei nostri.

Un reportage della testata spagnola El País sulla reviviscenza dell’ultranazionalismo di destra in Europa titola: “Umberto Bossi o l’odio nei confronti del diverso”. Inutile sottolineare come l’editoriale sia tanto caustico nel bocciare la visione leghista, quanto incredulo nella capacità del popolo italiano di sopportare che un partito che mina dalle basi l’unità del nostro Paese raccolga così tanti consensi.

Paradossalmente i signori del Carroccio affermano che vogliono essere come i catalani, aspirano alla secessione dell’inesistente padania e combattono per una repubblica federale simile agli Stati Uniti. Ma oltre queste velleità di supposta ideologia politica, lo spirito riformista, il legame territoriale, la salvaguardia delle radici identitarie e cristiane, le cosiddette camicie verdi di Umberto Bossi- ancora attivo nonostante l’ictus di qualche anno fa- hanno fatto del populismo, della demagogia, dell’odio per il diverso e dell’antieuropeismo una vera e propria ragione di Stato”, si legge.

Peccato che in quello Stato ci viviamo anche noi, stanchi eppure con la memoria corta e con un occhio spesso chiuso su molte, troppe questioni.

Polifemo il Ciclope fu accecato per sempre dalla furbizia di Ulisse.
Perse così, per una sciocca distrazione, il dono “esclusivo” ma fondamentale che la natura gli avesse fatto: il suo unico occhio.

 

 

 

 

 


Monday 02 May 2011


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