Saturday 11 Feb 2012 09:14:04
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Saturday 11 February 2012

Alice nel paese di Internet: guida per piccoli cittadini digitali PDF Print E-mail
Written by redazione ilmediterraneo   


alice_copertinaMILANO - In occasione del Safer Internet Day  (7 febbraio 2012), Terre des Hommes lancia “Alice nel Paese di Internet”, un progetto realizzato in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design di Torino per promuovere l’utilizzo più consapevole e sicuro di internet da parte dei bambini.
“Abbiamo scelto Alice, bambina curiosa e intelligente che non ha paura di viaggiare nel mare ricco di opportunità - e non solo di minacce - di Internet, per aiutare, da pari a pari, altri bambini ad appropriarsi degli strumenti giusti per navigare con consapevolezza”, racconta Paolo Ferrara, responsabile Comunicazione di Terre des Hommes. “La forza di Alice sta nel suo non accontentarsi, nella sua capacità critica e nella volontà di creare, anche con l’aiuto degli adulti, semplici raccomandazioni che le permettano di sfruttare appieno le risorse della rete evitandone i rischi più comuni”.
Questa guida s'ispira alla celebre novella di Lewis Carroll per evidenziare l’importanza dell’esplorazione, da parte dei bambini, dell’incredibile “Paese di Internet” per acquisire concreti strumenti che consentano di muoversi con responsabilità e sicurezza nella Rete e conquistare una piena cittadinanza digitale.
“Si tratta di uno spunto particolarmente felice: grazie alle belle e azzeccate illustrazioni di Irene Frigo”, afferma lo scrittore Pino Pace, che ha scritto il testo del libretto, “ho redatto una storia dove un'Alice dei giorni nostri passa una giornata piovosa a navigare su Internet provando a scrivere un decalogo su come farlo nella maniera più appropriata e sicura”.
La pubblicazione, con testi di Pino Pace e illustrazioni di Irene Frigo, si può scaricare gratuitamente anche dal sito www.ioproteggoibambini.it di Terre des Hommes.
Il progetto è stato realizzato da Terre des Hommes in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design di Torino grazie al contributo di Fondazione Cariplo, Fondazione Ugo Bordoni, Ria & Partners, Google e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Pino Pace lavora da anni come autore per la radio nazionale, per il cinema e l'audiovisivo. Scrive da sempre storie per ragazzi e insegna scrittura creativa all'Istituto europeo di design di Torino, nelle scuole di specializzazione e nei centri culturali, tiene seminari per gli allievi delle scuole elementari, medie e superiori. 
Terre des Hommes da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo.
Attualmente Terre des Hommes è presente in 72 paesi con oltre 1.200 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des Hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU e il Ministero degli Esteri italiano. Per informazioni: www.terredeshommes.it


Thursday 09 February 2012
 
Rimozione Costa Concordia: tre ipotesi per le operazioni di recupero PDF Print E-mail
Written by redazione ilmediterraneo   

rimozione-Costa-ConcordiaROMA- Tre scenari sperimentali sono stati presi in considerazione per rimuovere il relitto della nave incagliata sugli scogli a poche decine di metri dall' isola del Giglio. La Costa Concordia non rimarrà per sempre su una roccia. La guardia costiera ha già chiesto di evacuare i rottami in fretta. Diverse società, tra cui l’olandese Smit & Salvage, responsabile per lo svuotamento del carburante, e la società americana Salvage Titan, stanno lavorando per proporre un piano per la rimozione del relitto.


RIMOZIONE COSTA CONCORDIA: le tre soluzioni possibili
 

1-    Inclinare la nave. La ditta olandese ha avanzato l’idea che sia prima riparata la falla e poi raddrizzata la nave. Il primo passo sarebbe quello di posizionare delle enormi lastre sul lato opposto all’inclinazione della barca e, in seguito, la nave verrebbe imbragata e sollevata con l’aiuto di palloni galleggianti attaccati allo scafo. L’acqua presente all’interno dovrà essere asportata con l’ausilio di pompe idrovore.  

Pali conficcati nella roccia dovrebbero agire come punti di attacco per la chiglia, trave longitudinale a sezione quadrata o rettangolare che percorre l'imbarcazione da poppa a prua nella sua parte sommersa. Una volta a galla il relitto dovrà essere trainato per essere smantellato.

Molte incognite rimangono: la struttura della barca non è troppo fragile per resistere alle operazioni? La barca  può ancora galleggiare correttamente? 
 

2-    Far galleggiare la nave. La Costa Concordia deve essere sollevata con palloni d'aria messi intorno alla nave e, una volta rimessa in galleggiamento, trainata da rimorchiatori.  


3- Smantellare la nave. Questa è l'ultima ipotesi. Prevede che si smonti la nave pezzo per pezzo con gli strumenti necessari per tagliarla. La barca dovrebbe essere tagliata  in sezioni. Gru galleggianti e macchinari di trasporto dovrebbero rimuovere  tonnellate di acciaio. Ma lo smantellamento di un colosso del genere potrebbe infatti richiedere mesi, la suddivisione in tronconi trasportabili è una soluzione difficilmente percorribile, viste le mastodontiche dimensioni della Concordia (293 metri e una stazza di quasi 115mila tonnellate).

(Fonte foto: Le Figaro) 


Wednesday 18 January 2012
 
Gasdotto Algeria-Sardegna: un'opera da 3mld di euro al centro del Mediterraneo PDF Print E-mail
Written by Nadia Pacini   

galsiCAGLIARI- Nel 2014 partiranno i lavori di costruzione del più profondo gasdotto del mondo: il GALSI. Con una capacità di 8 miliardi di metri cubi di gas all'anno e una profondità massima di 2824 metri, tale condotta sottomarina (lunga circa 900 km) permetterà al metano - estratto in Algeria – di raggiungere il sud della Sardegna, fino al terminal di arrivo di Porto Botte. Dopo di che, il gas verrà incanalato in una condotta interrata, che attraverserà tutta l'Isola, per poi giungere alla stazione di compressione di Olbia. A quel punto, proseguirà il suo viaggio nuovamente sotto il mare, fino a Piombino (in Toscana). In tal modo, il metano non solo potrà rifornire la rete italiana del gas, ma potrà anche essere venduto agli altri paesi del Mediterraneo Settentrionale. Del gruppo GALSI fanno parte, oltre ai colossi dell'energia Enel e Edison, anche la Società Nazionale di Idrocarburi Algerina, l'Hera Trading s.r.l. e la Regione Autonoma della Sardegna (per mezzo della SFIRS).


I COSTI E I BENEFICI DELL'OPERA


Attraverso il piano denominato European Energy Program for Recovery, l'Unione Europea ha concesso al GALSI un finanziamento a fondo perduto di ben 120 milioni di euro e - secondo una stima pubblicata nel sito della Regione Sardegna - il costo totale dell'opera si aggira intorno ai 3 miliardi di euro.

Grazie a questo imponente investimento, potrà essere soddisfatta una domanda molto diversificata del prodotto. Per cui, questo combustibile non servirà solo a riscaldare le abitazioni, ma potrà essere utilizzato dall'industria ed in particolar modo dal settore automobilistico, il quale sta puntando a promuovere l'auto a metano come auto del futuro. Ma il metano algerino sarà in grado di rispondere a questa crescente domanda? È difficile dare una risposta secca, dato che il giacimento algerino (da cui partirà il gasdotto) ha una riserva capace di fornire metano, per non più di 30 anni.


UNO SMACCO ALLA GREEN ECONOMY


Recentemente, in Italia, è stata avviata una campagna di promozione a favore del metano, il quale viene osannato - dalle nostre istituzioni - per le sue incredibili qualità chimico-fisiche, tanto da essergli stato attribuito l’appellativo di biogas. Nessuno può negarlo: il metano è meno inquinante della benzina, dato che rispetto ad essa è in grado di emettere un livello di CO2, inferiore del 18%. Ed è quindi meno dannoso per l’ambiente. Ma del resto, anche dar da bere del vino a un neonato è meno dannoso che fargli bere della grappa. Non va dimenticato che il metano, oltre ad essere un’energia non rinnovabile, contribuisce all’effetto serra e può causare la morte per asfissia, in caso di esalazione, dovuta a una fuga accidentale. Inoltre, provoca l’emissione di polveri sottili, ozono e ossido di azoto, (tutte sostanze nocive). Non può quindi essere considerato una fonte di energia alternativa, capace di contribuire alla realizzazione della Green Economy. Quest’ultima viene definita dall’ONU come quel sistema di attività economiche - riguardanti la produzione, la commercializzazione e il consumo di beni e servizi - che determina il miglioramento del benessere dell’uomo nel lungo periodo, senza esporre le generazioni future a rischi ambientali significativi e a scarsità ecologiche. Per cui il significato stesso di Green Economy è in netto contrasto con il ricorso al metano, come fonte di energia pulita.


SARDEGNA CO
2 ZERO

 

Sardegna CO2 Zero è il titolo dell’ambizioso progetto di sviluppo energetico, portato in campo dalla giunta regionale sarda, guidata da Ugo Cappellacci. L’obiettivo è quello di far si che, entro il 2020, la Sardegna sia in grado di coprire il 20% del suo fabbisogno energetico, attraverso il ricorso a fonti rinnovabili (soprattutto, attraverso l'energia solare). Ma, il passaggio del gasdotto nell’Isola potrebbe scoraggiare famiglie e imprese a fare ricorso al fotovoltaico, poiché i costi di allaccio alla rete del gas sono molto più bassi. Basti pensare che per una famiglia italiana media, la tariffa di allaccio alla rete del gas si aggira intorno ai 500 euro, contro i circa 20.000 euro necessari per acquistare un pannello fotovoltaico di medie dimensioni (ossia di 3 KW).

Porto Botte e le Saline di Olbia (ubicate rispettivamente a sud e a nord dell’Isola) sono le due località, che ospiteranno le infrastrutture di filtrazione e compressione del gas. Ciò causerà un’indiscussa rovina del loro paesaggio. Per ironia della sorte, queste due zone presentano uno scenario naturalistico molto simile. Entrambe, infatti, oltre ad avere un mare cristallino incantevole, posseggono una suggestiva laguna contigua alla spiaggia, (habitat ideale per svariate specie di uccelli). Ma, l’elemento che le accomuna maggiormente è rappresentato, senza ombra di dubbio, dall’incessante presenza di vento, tanto da essere divenute delle mete molto ambite per gli appassionati di kitesurf. Con le loro acrobatiche evoluzioni, gli amanti di questo sport vengono trainati - a tutta velocità - da degli aquiloni, la cui forza motrice è rappresentata, appunto, dal vento. È davvero un bello spettacolo da ammirare, per chi ha la fortuna di passare da quelle parti. Eppure, tra qualche anno, sia a Porto Botte che alle Saline di Olbia, non si vedranno mai più volteggiare nell’aria quei coloratissimi aquiloni. Peccato, perché sarebbero stati gli unici in grado di emettere un livello di CO2 pari a zero.


Monday 16 January 2012
 
Scoperto il primo pianeta simile alla Terra PDF Print E-mail
Written by redazione ilmediterraneo   

kepler Moffet Field, California - La missione Kepler della NASA ha confermato l'esistenza del primo pianeta nella "zona abitabile", la regione dove potrebbe esistere acqua allo stato liquido sulla superficie di un pianeta. Il pianeta appena confermato, Kepler-22b, è il più piccolo trovato in orbita nel bel mezzo della zona abitabile di una stella simile al nostro sole. Il pianeta è di circa 2,4 volte il raggio della Terra. Gli scienziati non sanno ancora se Keplero-22b ha una composizione prevalentemente rocciosa, gassosa o liquida, ma la sua scoperta è un passo più vicino nella ricerca di pianeti simili alla Terra. Precedenti ricerche avevano suggerito l'esistenza di pianeti con zone abitabili. "Questa è una pietra miliare sulla strada della ricerca della Terra gemella" ha detto Douglas Hudgins, del programma scientifico Keplero della NASA a Washington. "I risultati di Keplero continuano a dimostrare l'importanza delle missioni della NASA  che mirano a rispondere ad alcune delle più grandi domande sull'universo". "La fortuna ci ha aiutati con la rilevazione di questo pianeta", ha detto William Borucki, ricercatore principale Kepler della NASA Ames Research Center di Moffett Field, in California, che ha guidato la squadra che ha scoperto Kepler-22b.


Altri due pianeti, Kepler -20e e Kepler 22f, sono stati scoperti dalla missione Kepler della NASA. Il primo pianeta delle dimensioni della Terra, orbita attorno ad una stella simile al Sole al di fuori del nostro sistema solare. I pianeti, tuttavia, sono troppo vicini alle loro stelle, per essere nella cosiddetta zona abitabile dove l'acqua liquida possa esistere sulla superficie di un pianeta, ma sono i più piccoli esopianeti mai confermati attorno ad una stella come il nostro Dom.

La scoperta segna la prossima pietra miliare importante nella ricerca finale per pianeti come la Terra. I nuovi pianeti sono pensati per essere rocciosi.

Kepler-20e è leggermente più piccolo di Venere, che misura 0,87 volte il raggio della Terra.

Kepler-20f è un po 'più grande della Terra, misurando 1,03 volte il suo raggio. Entrambi i pianeti risiedono in un sistema a cinque pianeti chiamato Kepler-20, circa 1.000 anni luce di distanza nella costellazione di Lyra. Kepler-20e orbita intorno alla sua stella madre ogni 6,1 giorni e Kepler-20f ogni 19,6 giorni. Questi brevi periodi orbitali significa molto caldo, mondi inospitali.

Kepler-20f, a 800 gradi Fahrenheit, è simile a un giorno medio sul pianeta Mercurio. La temperatura superficiale di Kepler-20e, a oltre 1.400 gradi Fahrenheit, si fondono in vetro. "L'obiettivo primario della missione Kepler è quello di trovare pianeti abitabili delle dimensioni della Terra", ha detto Francois Fressin del Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge, Massachusetts, principale autore di un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature. "Questa scoperta dimostra per la prima volta che esistono pianeti di dimensioni come la Terra attorno ad altre stelle, e che siamo in grado di rilevarli."

Il sistema Keplero- 20 comprende tre altri pianeti che sono più grandi della Terra ma più piccolo di Nettuno. Kepler-20b, il pianeta più vicino, Kepler-20c, il terzo pianeta, e Kepler-20d, il quinto pianeta, orbita loro stella tutti i giorni 3,7, 10,9 e 77,6. Tutti e cinque i pianeti hanno orbite all'interno dell'orbita di Mercurio nel nostro sistema solare. La stella ospite appartiene alla stessa classe G-tipo come il nostro sole, anche se è leggermente più piccolo e più fresco.  Nel nostro sistema solare orbitano mondi rocciosi vicino al sole e di grandi dimensioni. In confronto, i pianeti di Kepler-20 sono organizzati in dimensioni che si alternano: grandi, piccole, grandi, piccoli e grandi "I dati Keplero ci stanno mostrando alcuni sistemi planetari che hanno strutture di pianeti molto diversi da quello visto nel nostro sistema solare" ha dichiarato Jack Lissauer, scienziato planetario e membro del team scientifico Keplero della NASA Ames Research Center di Moffett Field, in California "L'analisi dei dati Kepler continua a rivelare nuove intuizioni circa la diversità dei pianeti e sistemi planetari nella nostra galassia." scienziati non sono certi come il sistema si è evoluto ma non credo che i pianeti si sono formati nelle loro posizioni attuali. 

  Il telescopio spaziale Keplero rileva i pianeti misurando la luminosità di oltre 150.000 stelle. Il team scientifico Keplero richiede almeno tre transiti per verificare il segnale come un pianeta.

Il team scientifico Keplero utilizza telescopi terrestri e il telescopio spaziale Spitzer

  


Friday 23 December 2011
 
Scoperti 4 pianeti simili alla Terra. "E' l'inizio di una nuova era" PDF Print E-mail
Written by Tiziana Alterio   

keplero 22Washington - “Abbiamo dimostrato l’esistenza di pianeti di taglia terrestre attorno a stelle simili al Sole, ma soprattutto che l’umanità è in grado di rilevarli” dichiara François Fressin dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics  “questo è l’inizio di una nuova era”.

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Leggi anche Scoperto un primo pianeta simile alla Terra. Si chiama Kepler - 22 b

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La missione Kepler della NASA ha confermato l'esistenza del primo pianeta nella "zona abitabile", la regione dove potrebbe esistere acqua allo stato liquido sulla superficie di un pianeta. Il pianeta appena confermato, Kepler-22b, è il più piccolo trovato in orbita nel bel mezzo della zona abitabile di una stella simile al nostro sole. Il pianeta è di circa 2,4 volte il raggio della Terra. Gli scienziati non sanno ancora se Keplero-22b ha una composizione prevalentemente rocciosa, gassosa o liquida, ma la sua scoperta è un passo più vicino nella ricerca di pianeti simili alla Terra. Precedenti ricerche avevano suggerito l'esistenza di pianeti con zone abitabili. "Questa è una pietra miliare sulla strada della ricerca della Terra gemella" ha detto Douglas Hudgins, del programma scientifico Keplero della NASA a Washington. "I risultati di Keplero continuano a dimostrare l'importanza delle missioni della NASA  che mirano a rispondere ad alcune delle più grandi domande sull'universo". "La fortuna ci ha aiutati con la rilevazione di questo pianeta", ha detto William Borucki, ricercatore principale Kepler della NASA Ames Research Center di Moffett Field, in California, che ha guidato la squadra che ha scoperto Kepler-22b.

Il team scientifico Keplero utilizza telescopi terrestri e il telescopio spaziale Spitzer per leggere le osservazioni dalla navicella spaziale. Il campo di stelle che Keplero osserva nelle costellazioni del Cigno e Lyra non può che essere visto da osservatori a terra da primavera all'autunno. I dati di queste altre osservazioni consentono di determinare quali altre stelle possono essere convalidati come pianeti. Kepler-22b dista 600 anni luce di distanza. Mentre il pianeta è più grande della Terra, la sua orbita di 290 giorni intorno ad un stella simile al Sole assomiglia a quella del nostro mondo. La Stella ospite del pianeta appartiene poi alla stessa classe del nostro Sole, chiamata G-tipo, anche se è leggermente più piccola e più fresca. Kepler-22b è il primo ad essere confermato come pianeta. Questo risultato sarà pubblicato su The Astrophysical Journal. Il team di Kepler ospita la conferenza inaugurale della scienza presso Ames il 5-9 dicembre, annunciando 1.094 nuove scoperte di possibili pianeti.

kepler 22Dal momento che l'ultimo catalogo è stato rilasciato nel mese di febbraio, il numero di possibili pianeti individuati da Keplero è aumentato del 89 per cento e ammonta ora a 2326. Di questi, 207 sono circa della dimesione della Terra, 680 sono super-dimensioni della Terra, 1181 sono delle dimensioni di Nettuno, 203 sono delle dimensioni di Giove e 55 sono più grandi di Giove.  Avendo avuto più tempo per osservare tre transiti di pianeti con periodi orbitali più lunghi, i nuovi dati suggeriscono che i pianeti 1-4 volte delle dimensioni della Terra potrebbero essere molti nella galassia.

Cosa è la missione Kepler?

Perché?

La Missione Kepler è un programma Discovery della NASA per il rilevamento potenziale di pianeti in cui ci potrebbe essere  vita. Tutti i pianeti extrasolari individuati finora da altri progetti sono pianeti giganti, per lo più delle dimensioni di Giove e anche più grandi. Keplero è pronta a trovare pianeti 30-600 volte meno grandi di Giove.

Come?

Con un metodo noto come il metodo dei transiti.  Quando vediamo un passaggio di un pianeta davanti alla sua stella madre viene bloccata una piccola frazione della luce. Se vediamo il transito ripetuto ad intervalli regolari, abbiamo scoperto un pianeta! Dal cambiamento di luminosità possiamo dire la dimensione del pianeta. Dal tempo che intercorre tra i transiti, possiamo dire le dimensioni dell'orbita del pianeta e stimare le qualità e le temperature. Questo determina possibilità di vita sul pianeta.

Che cosa?

Il satellite Kepler ha un telescopio di 0,95 metri di diametro che è un fotometro con un campo visivo di oltre 10 gradi quadrati (e l'area di cielo della dimensione di circa due mani aperte). È stato progettato per monitorare contemporaneamente luminosità di 100.000 stelle più luminose nelle costellazioni del Cigno e Lyrae.

Per rilevare una stella di dimensioni di un pianeta, il fotometro deve essere in grado di percepire un calo di luminosità di appena 1 / 100 di punto percentuale. Questo è simile alla rilevazione del calo di luminosità del faro di un'auto quando un moscerino della frutta si muove di fronte ad essa! Il fotometro deve essere spacebased per ottenere questa precisione.

Quando?

Keplero è stato lanciato nel marzo 2009.

(fonte foto: Nasa)


Thursday 22 December 2011
 
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