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Algeria
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Intervista al Ministro degli affari esteri algerino Mourad Medelci |
ALGERI- Di seguito vi proponiamo l’intervista rilasciata dal Ministro degli affari esteri algerino, Mourad Medelci alla radio francese Europe1. E’ la prima volta da quando sono iniziate le proteste in Tunisia e in Egitto, che un membro del governo algerino fa dichiarazioni pubbliche.
I disordini e cambiamenti avvenuti in Tunisia e in Egitto hanno un’ influenza sull’Algeria? La spaventano?
Credo che non possano non avere influenza né in Algeria né in altri Paesi. La rivolta di questi due popoli ci ricorda quello che abbiamo vissuto noi algerini nell’ottobre ‘88. (In un clima di degrado, la sera del 4 ottobre 1988 scoppiarono delle proteste durante le quali i giovani disoccupati si scagliarono contro i simboli dello stato, dei servizi pubblici e delle macchine di lusso. La reazione violenta delle forze di repressione fece centinaia di morti. Il movimento d’ottobre fu un movimento spontaneo che esprimeva la rabbia sociale e la derisione dell’ideologia al potere del Fronte di Liberazione Nazionale (FLN, unico partito al potere), ndr)
Secondo lei il popolo tunisino ed egiziano aveva ragione?
E’ difficile parlare al posto dei popoli. Ogni popolo è responsabile del proprio destino e l’Algeria ha sempre rispettato gli altri, soprattutto quando si tratta di un movimento popolare.
Oggi in Algeria si sente il profumo della rivolta. Sabato prossimo ci sarà una nuova protesta nella capitale di Algeri e lo slogan dell’evento è “Cambiamo il sistema, andatevene”. Come intendete reagire?
Vi è una minoranza di voci che cerca di darsi forza. Le manifestazioni che sono state organizzate quindici giorni fa hanno dimostrato che si tratta di un gruppo minoritario. ( Sabato 12 febbraio c’è stata la prima manifestazione nazionale nelle strade d’Algeri, nonostante il governo abbia vietato di manifestare nella capitale, ndr)
Ma i manifestanti sperano di far cadere il vostro regime organizzando manifestazioni ogni sabato…
Queste minoranze stanno dimostrando che non riescono a raggiungere i loro obiettivi … e suppongo che di protesta in protesta le cose non cambieranno…
L’altro ieri la polizia ha represso la manifestazione e ha arrestato delle persone. Lei pensa che presto saranno rilasciati?
Coloro che sono stati arrestati sono stati interrogati per poche ore. Il ministro dell’interno mi ha confermato di persona che non è rimasto nessuno nelle prigioni e il portavoce del Coordinamento ( CNDC, organizzatore della manifestazione del 12 febbraio, ndr) ha confermato le parole del ministro. Ad ogni modo, gli interrogatori sono sempre stati fatti in seguito a provocazioni e vorrei, insieme a lei e per lei e per la comunità internazionale, sottolineare il comportamento eccezionale dei nostri servizi di sicurezza.
E’ interessante perché l’amministrazione Obama-Clinton ha chiesto ieri sera alle forze di sicurezza algerine di contenersi…
E’ una dichiarazione che considero più “prudenziale” piuttosto che “fattuale”…
Allora dice che non si tratta di un consiglio…
Abbiamo dimostrato quest’anno che ci sono molti più feriti tra i servizi di sicurezza che tra i manifestanti e gli americani stessi hanno constatato pubblicamente un mese fa il comportamento encomiabile dei servizi di sicurezza. Sabato scorso la polizia si è comportata nello stesso modo.
Sabato scorso, Ali Ben Haj,capo dell’ex FIS ( Fronte nazionale per la salvezza, ndr ), è stato visto tra la folla dei manifestanti. Secondo lei gli islamici in questo momento possono trovare l’occasione per condurre il movimento della protesta?
Credo che le forze islamiche in Algeria abbiano dimostrato il limite della loro influenza e per arrivare a capire questi limiti gli algerini hanno pagato un prezzo molto caro.
Ma i giovani se lo ricordano? Si ricordano del 1988 che è stato per voi un incubo?
Assolutamente. E infatti ogni volta che Ali Ben Haj si è presentato ad una manifestazione è stato cacciato.
Ma non avete paura che un movimento islamico possa unirsi a quello d’opposizione?
Non bisogna escludere nulla e bisogna essere vigilanti. Il governo algerino con Bouteflika è riuscito a riportare la pace ma non ha mai abbassato la guardia contro il terrorismo. E questa vigilanza la applichiamo quotidianamente.
Allora il presidente Bouteflika cambierà il modo di governare delle autorità algerine e del suo governo?
Il modo di governare deve migliorare in continuazione, ne siamo consapevoli e lo desideriamo tutti. La possibilità di cambiare l’attuale governo algerino può essere valutata solo dal presidente della Repubblica, come ha già fatto in passato.
Facciamo un esempio. Lo stato d’emergenza, applicato da una decina d’anni, dovrebbe essere revocato. Il presidente Bouteflika l’ha annunciato il 3 febbraio durante una riunione con i ministri. Ma quando succederà effettivamente?
Prossimamente, e quando lo faremo evocheremo il passato
Dieci, venti giorni?
Forse un po’ di più … o forse meno …
In Algeria ci sarà quindi uno stato di diritto?
In Algeria tornerà lo stato diritto che permette il diritto di esprimere la libertà d’espressione, e questo deve comunque essere fatto rispettando la legge. Per quanto riguarda le misure eccezionali previste dallo stato d’emergenza, che permettono al ministro dell’interno di prendere delle decisioni sarà eliminato. Ma la lotta contro il terrorismo sarà instituita in tesi legislativi.
Conoscete lo slogan “l’Algeria è ricca ma gli algerini sono poverini” che denuncia il fatto che non c’è una ridistribuzione delle ricchezze …
Se consultate le vostre risorse internazionali vedrete che, nell’ambito della ridistribuzione delle ricchezze, ci sono dei parametri riconosciuti universalmente. Uno dei più significativi è quello dei trasferimenti sociali.
No, scusi ma questa è la risposta ufficiale.. Il petrolio e il gas sono fanno parte delle vostre risorse finanziarie. Perché il popolo algerino non può godere di queste rendite?Si dice che una parte della rendita petrolifera vada nelle mani di alcuni “amici di potere”..non so se è vero o meno, ma lei può rispondere?
E’ completamente falso. E coloro che pensano che sia vero devono solo portare delle prove, e queste potranno essere esaminate inambito legale … Fino ad adesso nessuno ha avuto il coraggio di portare delle prove…
E di che cosa avete paura nei prossimi giorni? Temete che ci sarà un movimento che farà cadere il governo algerino? o forse credete di resistergli perché l’Algeria non è né la Tunisia né l’Egitto?
L’Algeria non è la Tunisia e né l’Egitto. Credo che conosciate bene l’Algeria ma bisognerebbe incitare i giornalisti stranieri a venire e a constatare la reale situazione.
Certo, non appena concederete dei visti ai giornalisti europei arriveranno subito…
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