Saturday 11 Feb 2012 09:07:07
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Spagna; Samuel Aranda vince il World Press Photo

italia - Graziana Coco
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Shoah; Il Marocco celebra il Giorno della Memoria

Italia - Sergio Andrianov
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Viaggio nelle tradizioni culturali algerine: Sebeiba

ITALIA - redazione ilmediterraneo
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Viaggio nelle tradizioni culturali algerine: il Rakb

ITALIA - redazione ilmediterraneo
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Viaggio nelle tradizioni culturali algerine: la Valle dello M'zab

ALGERI- La valle dello M'Zab, che si trova nel deserto del Sahara a 600 km a sud di Algeri, è stata occupata da un popolo molto particolare, in una zona molto ristretta. L’altopiano e le colline rocciose che circondano la valle, che fu devastata da rare ma inesorabili esondazioni del suo corso…
ITALIA - redazione ilmediterraneo
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Italia e Algeria insieme per la cultura

ROMA- Dal 1963, data d’istituzione dell’Istituto Italiano di Cultura – Servizio Culturale dell’Ambasciata d’Italia in Algeria, la cooperazione culturale  tra l’Italia e l’Algeria è stata sempre intensa, grazie alla promozione, al sostegno e allo sviluppo dei rapporti di scambio e di collaborazione…
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BBCC Expo; chiude con successo il Salone dei Beni Culturale di Venezia

VENEZIA - Ha chiuso sabato scorso, 3 dicembre, registrando un grande afflusso di pubblico e professionisti il bbcc EXPO - XV Salone dei Beni e delle Attività Culturali e del Restauro di Venezia.La giornata conclusiva registra il maggiore afflusso di pubblico dall’inizio della manifestazione che…
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Algeria ospite d'onore del XV BBCC Expo di Venezia

VENEZIA- Algeria è il Paese Mediterraneo protagonista del Salone dei beni e delle attività culturali e del restauro di Venezia. L’Algeria, impegnata in un rilancio della propria immagine, è una terra di contrasti che occupa un vastissimo territorio i cui confini si spingono fin nel cuore del…
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De Seta, il regista del Mediterraneo è morto a 88 anni

ROMA - Vittorio De Seta sarà ricordato soprattutto come un grande regista di documentari. E’ morto ieri all’età di 88 anni. Nato a palermo nel 1923 da una ricca famiglia aristocratica, dopo aver studiato per qualche tempo architettura a Roma, nel 1953 interrompe gli studi e inizia a lavorare come…
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BBCC Expo: assegnati i premi alla Comunicazione Culturale

VENEZIA – Il Premio Venezia alla Comunicazione, giunto alla tredicesima edizione,  che ha premiato nel corso degli anni autorevoli personalità del mondo della cultura e del giornalismo, istituzioni ed eventi culturali di rilievo, torna quest’anno, nel programma del XV Salone dei Beni e  delle…
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BBCC Expo: Salone della Cultura Internazionale con la presenza dei…

VENEZIA- Si è svolta ieri mattina al Palazzo Franchetti, sede dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, la conferenza stampa di presentazione della XV edizione del bbcc EXPO – Salone dei beni e delle attività culturali e del restauro, che si svolgerà dal 1 al 3 dicembre presso il Venezia…



Saturday 11 February 2012

vincitore-worldpressphotoMADRID- Ancora un premio alla primavera araba. Dopo il Nobel, anche il World Press Photo premia l'ondata di proteste che da oltre un anno ha colpito i Paesi della sponda sud del Mediterraneo. Quest'anno, lo spagnolo Samuel Aranda è il vincitore del World Press Photo, assegnato per la miglior fotografia dell'anno. L'opera scelta è il ritratto di una donna velata con il niqab che tiene stretta tra le sue braccia uno dei ragazzi feriti durante la rivlolta in Yemen. L'istantanea è stata scelta tra più di 100.000 immagini scattate da un totale di 5.247 fotografi provenienti da 124 Paesi in tutto al mondo. 

L'immagine subito rimanda al capolavoro di Michelangelo, la famosa Pietà Vaticana. Samuel Aranda ha catturato l'incorruzione che ha spinto molti giovani arabi a scendere nelle piazze pur rischiando la morte, catturandone anche il dolore di una giovane donna che consola il suo familiare ferito. 

L'immagine, secondo quanto affermato dalla giuria, è stata scattata lo scorso 15 ottobre nel momento in cui i dimostranti protestavano contro il presidente Ali Abdullah Saleh  e si erano rifugiati in una moschea di Sanaa per allestire un ospedale da campo. Secondo la giuria, il premio è un simbolo della primavera araba. "La scena riassume quello che è successo durante la primavera araba, non solo in Yemen ma anche in Tunisia, Libia, Egitto e Siria. Ma è anche il lato intimo del dramma vissuto", hanno sostenuto i giurati. 

Samuel Aranda, che è attualmente in Tunisia, riceverà 10.000 euro in contanti, e una macchina fotografica Canon.


vincitore-worldpressphoto

Samuel Aranda biografia: la primavera araba nelle sue foto



 L'elenco degli altri vincitori (News York Times)

SPOT NEWS SINGLES — 1. Yuri Kozyrev, Russia, Noor Images for Time, Rebels in Ras Lanuf, Libya, March 11; 2. Massoud Hossaini, Afghanistan, Agence France-Presse, Explosion during religious ceremony, Kabul, Afghanistan, Dec. 5; 3. Li Yang, China, for China Daily, Rescue of a girl attempting suicide, Changchun, Jilin province, China, May 17; Honorable mention. Salil Bera, India, The Week, A leopard attacks, Mahananda Wildlife Sanctuary, India.

SPOT NEWS STORIES — 1. Koichiro Tezuka, Japan, Mainichi Shimbun, Tsunami strikes Natori City, Japan, March 11; 2. Niclas Hammerstrom, Sweden, for Aftonbladet, Utoya, Norway, July 22; 3. Eduardo Castaldo, Italy, Dawn of a revolution, Cairo, Egypt, January-February.

GENERAL NEWS SINGLES — 1. Alex Majoli, Italy, Magnum Photos for Newsweek, Protestors at Tahrir Square react to president Mubarak's announcement not to step down, Cairo, Egypt, Feb. 10; 2. Lars Lindqvist, Sweden, Dagens Nyheter, On the pier of Ishinomaki port, Japan, April 15; 3. Toshiyuki Tsunenari, Japan, Asahi Shimbun, Woman cries amid the ruins of Natori City, Japan, March 13.

GENERAL NEWS STORIES — 1. Remi Ochlik, France, IP3 Press, Battle for Libya; 2. Paolo Pellegrina, Italy, Magnum Photos for Zeit Magazine, Tsunami aftermath, Japan, April; 3. David Guttenfelder, USA, The Associated Press for National Geographic magazine, Japan's nuclear refugees, April-November.

PEOPLE IN THE NEWS SINGLES — 1. Samuel Aranda, Spain, for The New York Times, A woman holds a wounded relative during protests against president Saleh, Sanaa, Yemen, Oct. 15; 2. Tomasz Lazar, Poland, Arrest of protesters in Harlem, New York City, during a demonstration against police tactics and income inequality. New York, USA, Oct. 25; 3. Mohammed al-Law, Egypt, The Associated Press, Former Egyptian president Mubarak arrives for his trial, Cairo, Egypt, Sept. 7.

PEOPLE IN THE NEWS STORIES — 1. Yasuyoshi Chiba, Japan, Agence France-Presse, Aftermath of the tsunami, Japan, March-April; 2. John Moore, USA, Getty Images, Evicted, Colorado, USA; 3. Jan Dago, Denmark, Jyllands-Posten, The fight for Tahrir Square, Cairo, Feb. 1-6.

SPORTS SINGLES — 1. Donald Miralle, Jr., USA, Mass swim start at the Ironman World Championships, Kailua Bay, Hawaii, USA; 2. Ray McManus, Ireland, Sportsfile, Scrum half, Old Belvedere vs. Blackrock, Dublin, Ireland; 3. Henrik Brunnsgaard, Sweden, Base jumper Johannes Dagemark takes off of a wind turbine, Skara, Sweden.

SPORTS STORIES — 1. Alexander Taran, Russia, 'Strelka,' street fighting tournament, St. Petersburg, Russia; 2. Adam Pretty, Australia, Getty Images, World Swimming Championships, Shanghai, China; 3. Tomasz Gudzowaty, Poland, Yours Gallery/Agentur Focus, Lucha libre at La Loba, Mexico City.

CONTEMPORARY ISSUES SINGLES — 1. Brent Stirton, South Africa, Reportage by Getty Images for Kiev Independent, Maria, a drug addict and sex worker, Kryvyi Rig, Ukraine; 2. Ilvy Njiokiktjien, The Netherlands, 'Kolonel' Jooste trains white Afrikaners at a youth camp, Carolina, South Africa; 3. Simona Ghizzoni, Italy, Contrasto, Jamila, 40, injured during Operation Cast Lead, Gaza Strip; Honorable mention. Shaofeng Xu, China, ChuTian Metropolis Daily, Man climbs up a high voltage electricity tower, Chengdu, Sichuan Province, China, Nov. 22.

CONTEMPORARY ISSUES STORIES — 1. Stephanie Sinclair, USA, VII Photo Agency for National Geographic magazine, Child brides: Too young to wed; 2. Ebrahim Noroozi, Iran, Jamejam Online, Public executions by hanging, Iran; 3. Perdo Pardo, Mexico, Agence France-Presse, Drug cartel wars, Acapulco, Mexico.

DAILY LIFE SINGLES — 1. Damir Sagolj, Bosnia, Reuters, Picture of North Korea's founder Kim Il-Sung on a wall in Pyongyang, Oct. 5; 2. Johnny Haglund, Norway, Vi Menn, Girls catch fish in the Congo river; 3. Paolo Woods, The Netherlands, Radio presenter sister Melianise Gabreus, Les Cayes, Haiti.

DAILY LIFE STORIES — 1. Alejandro Kirchuk, Argentina, Never Let You Go; 2. Pietro Paolini, Italy, TerraProject, Bolivianas; 3. Alexander Gronsky, Russia, Photographer.ru, Pastoral, Moscow; Honorable mention. Darcy Padilla, US, Redux Pictures, Jason & Elyssa, 2011.

PORTRAITS SINGLES — 1. Laerke Posselt, Denmark, Iranian-born Danish actress Mellica Mehraban; 2. Guillaume Herbaut, France, Institute for Artist Management for Stiletto, Femen activist Inna Shevchenko, Ukraine; 3. Denis Rouvre, France, Toku Konno, tsunami survivor, Sendai, Japan.

PORTRAITS STORIES — 1. Donald Weber, Canada, VII Photo Agency, Interrogation room, Ukraine; 2. Ton Koene, The Netherlands, Recruits at police training center, Kunduz, Afghanistan; 3. Simon Norfolk and John Burke, Britain, Burke + Norfolk, Afghanistan, 19th and 21st century.

ARTS AND ENTERTAINMENT SINGLES — 1. David Goldman, USA, The Associated Press, Cpl. Ben Vandandaigue plays the drums at a Canadian base, Kandahar, Afghanistan. 2. Vincent Boisot, France, Riva Press for Le Figaro Magazine, Dakar fashion week, model poses in Yolande Mancini's design, Senegal; 3. Pavel Prokopchik, The Netherlands, Local shaman performs ritual, Ungurtas, Kazakhstan.

ARTS AND ENTERTAINMENT STORIES — 1. Rob Hornstra, The Netherlands, The Sochi Project: Sochi Singers; 2. Emiliano Larizza, Italy, Contrasto, Saut-d'Eau Pilgrimage, Haiti. 3. Huimin Kuang, China, Huang Jianglu newspaper, The Return of the Native, Mao Zedong remembered.

NATURE SINGLES — 1. Jenny E. Ross, USA, Polar bear attempts to feed on sea birds' eggs, Novaya Zemlya, Russia; 2. Joan Costa, Spain, for Malaspina Expedition, Specimen of a heteropoda, Pacific Ocean; 3. Francesco Zizola, Italy, Noor Images, Tuna fish in the Tonnara, off Carloforte Island, Sardinia, Italy.

NATURE STORIES — 1. Brent Stirton, South Africa, Reportage by Getty Images for National Geographic magazine, Rhino wars; 2. Carsten Peter, Germany, National Geographic magazine, Hang Ken, infinite cave, Vietnam; 3. Paul Hilton, Britain, EPA for Pew, Shark fin.


Friday 10 February 2012
 

candele-giono-memoria-maroccoRABAT- Da Oujda, al confine algerino, passando per la capitale fino ad arrivare a Dajila nel più profondo meridione marocchino, si celebra oggi il Giorno della Memoria.
 

Il rabbino Yousef Haddad, figura storica della comunità ebrea-marocchina, alla viglia delle celebrazioni ha raccontato di come il sovrano Mohammed V avrebbe salvato dalla deportazione in Germania gli ebrei che si trovavano nel Paese. “Noi ebrei marocchini siamo stati salvati dal re Mohammed V. E' grazie a lui se in Marocco la Shoah non c'è stata”, ha rivelato all’agenzia di stampa Adnkronos.
 

L’anziano rabbino ha ironizzato sul fatto che non ha “nessun dato” ma che ha invece “una storia da raccontare”. L’ottantenne ha parlato a lungo con il giornalista spiegando che durante l’occupazione francese, il governo di Vichy aveva chiesto al sovrano di stilare e consegnare una lista di tutti i marocchini di origine ebraica. Mohammed V, adirato e seccato dalla richiesta sconvenevole, si è opposto  e ha osteggiato qualsiasi possibilità di deportazione e discriminazione. “In Marocco non esistono sudditi ebrei”, avrebbe detto il monarca, “ma solamente sudditi marocchini”.
 

Il Marocco è una terra in cui la tradizione è volta alla convivenza pacifica fra tutte le etnie religiose. “Il gesto di Mohammed V si iscrive in questo clima di tolleranza”, ha confermato Marco Baratto, docente di Storia Contemporanea all'università Statale di Milano. All’epoca della Seconda Guerra Mondiale il regno della dinastia alawita era completamente sotto l’egida francese sia dal  punto di vista legislativo sia da quello militare. Tuttavia il monarca ha cercato in tutti i modi di bloccare l’ondata antisemita che stava minacciando di investire il suo Paese. Oltre ad essersi rifiutato di dare la lista dei suoi sudditi ebrei, Mohammed V aveva invitato, alla festa del trono negli anni Quaranta, una rappresentanza della comunità ebraica marocchina e quando gli era stato chiesto di far appuntare a tutti gli ebrei una stella gialla, il principe aveva detto: “allora portate le stelle gialle anche alla mia famiglia”.
 

Come ha spiegato il docente milanese, “questa  tolleranza venne recepita dalla popolazione, tanto che quando il governo di Vichy vietò agli ebrei di esercitare la libera professione, i musulmani li aiutarono. Così fu per gli avvocati musulmani che discutevano in aula le cause studiate da quelli ebrei. Si tratta di una tradizione di tolleranza che continua, se si pensa che due mesi fa c'è stato in Marocco il primo convegno dedicato ai temi della Shoah, che a Casablanca c'è l'unico museo ebraico del mondo arabo e che re Mohammed VI ha un consigliere ebreo”.
 


Thursday 26 January 2012
 

sebeiba-titreALGERI- Sebeiba e’ un rituale fondatore delle popolazioni agricole tuareg del centro storico di Djanet. I detentori e depositari di questa eredità sono gli abitanti degli ksour di Azellouaz e di El Mihan. Se la partecipazione al rituale e’ aperta a tutti gli adulti, senza distinzione né di razza né di sesso, e’ la fase di Timoulawine che determina le persone che devono rappresentare i due ksour alla giornata del rituale, in base alla loro performance nei preparativi

Sebeiba si svolge ogni anno e trae origine da due avvenimenti, uno sociologico su cui si basa l’organizzazione sociale nell’oasi , che divide e organizza l’anno (Awatay)  secondo un calendario agricolo di dodici mesi (Talith)  lunari e di cui Sebeiba é il primo mese dell’anno. L’altro evento e’ storico-religioso : la vittoria di Mosé sul Faraone

La celebrazione si svolge in due fasi: i preparativi, chiamati Timoulawine, durano dal primo all’ottavo giorno e il rituale propriamente detto conosciuto come Sebeiba Tillilin , al decimo giorno del mese. I Timoulawine  sono organizzati di sera in luoghi consacrati dalla tradizione popolare.

Il Sebeiba Tillilin dura una giornata e si articola in diverse tappe. La prima, Tenfar , consistes nello spostamento massiccio dei partecipanti dei due clan nello spazio sacro di Loghya, dietro a danzatori in tenuta da guerriero Takambout e seguiti da gruppi di donne che suonano tamburini declamando poesie e canti secolari. La seconda fase Tikemssine, vede sfilare i partecipanti nelle loro tenute tradizionali e con le diverse armi utilizzate.

La terza tappa, Aghalay n’Awatay, che vuol dire il rinnovamento del ciclo annuale, corrisponde ad un giro attorno al luogo sacro percuotendo con fragore le spade le une sulle altre per annunciare la fine dell’anno e l’inizio di quello nuovo. La trasmissione di questo rituale attribuisce a determinate persone ruoli specifici. Per quanto riguarda le donne , sono le piu’ anziane a vegliare sulla trasmissione del repertorio poetico e ad occuparsi dell’abbellimento corporale. Per gli uomini, i vecchi (Imgharen) sono incaricati di tramandare le regole specifiche delle coreografie del Sebeiba.


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Thursday 12 January 2012
 

Sidi_Abu_MohammedSalih_Asfi_1ALGERI- Il Rakb di Sidi Cheikh e’ un pellegrinaggio organizzato dalle popolazioni nomadi e sedentarie di Ouled Sidi Cheikh,tribu’ presahariana che discende da un gran sufi (mistico musulmano), Sidi Abd el Kader Ben Mohammed nato nel 1532 all’ovest dell’Atlas sahariano in Algeria e morto nei dintorni di Stiten. Fu sepolto nel 1616 a El Abiodh Sidi Cheikh, dove sorge il suo mausoleo.

Il pellegrinaggio, che riunisce popolazioni che seguono la corrente sufi detta "Cheykhiya “ fondata da Sidi Cheikh, si svolge per tre giorni a partire dall’ultimo giovedi del mese di giugno di ogni anno. La sua meta e’ il mausoleo  di Sidi Cheikh dove rituali religiosi si alternano a manifestazioni profane festive:

  • -Al mausoleo tutti i pellegrini recitano versetti del Corano , pregano e si raccolgono in meditazione. E’ un luogo di grande spiritualità.

  • -La ” selka “ che consiste per chi conosce il Corano a memoria, nel recitarlo in coro durante tutta la notte dal giovedi al venerdi. All’alba si svolge una cerimonia chiamata "el khatima", in cui si rinnova l’affiliazione dei pellegrini alla corrente sufi cheikhiya.

  • -Gli inni a Sidi Cheikh e danze dette “Saf “ delle donne alla Zaouiya di Lalla Rabi'a, oltre alla danza di impronta guerriera detta “ Alaoui".

  • -I giochi equestri che mobilitano oltre trecento cavalieri provenienti da tutte le comunità affiliate alla corrente sufi.

    -Gli incontri di scherma che consistono a battersi con dei bastoni senza mai farsi male

  • -La condivisione della mensa cioe’ l’offerta di cibo a tutti i pellegrini e a tutti i visitatori stranieri durante i tre giorni del pellegrinaggio.

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Wednesday 28 December 2011
 

MZABALGERI- La valle dello M'Zab, che si trova nel deserto del Sahara a 600 km a sud di Algeri, è stata occupata da un popolo molto particolare, in una zona molto ristretta. L’altopiano e le colline rocciose che circondano la valle, che fu devastata da rare ma inesorabili esondazioni del suo corso d’acqua, presentano le tracce di un’occupazione umana molto antica. Tuttavia, l’occupazione capillare del territorio e l’adattamento di un’architettura profondamente originale ad un sito semi-desertico risalgono all’inizio del XI° secolo ad opera di un gruppo umano chiaramente definito dai suoi ideali morali, sociali e religiosi.

Gli Ibaditi, la cui dottrina derivava dal purismo intransigente del kharigismo (corrente musulmana ) hanno dominato una parte del Maghreb nel corso del X° secolo. Essi fondarono uno Stato la cui capitale, Tahert, fu distrutta da un incendio nel 909. Cercarono allora nuove sedi territoriali , dapprima Sedrata, poi la valle dello M’Zab. Il sito riflette in maniera del tutto eccezionale l’apogeo della cultura ibadita.

La prima ragione che li spinse a scegliere questa valle fu certamente il fatto che essa offriva delle possibilità difensive importanti per una comunità che si preoccupava anzitutto della sua protezione ed era profondamente attenta alla conservazione della sua identità, anche a prezzo dell’isolamento. L’occupazione del territorio e l’organizzazione dello spazio sono stati regolati da principi molto rigidi, notevoli per precisione e contenuto. Un gruppo di cinque ksour (villaggi fortificati) - El-Atteuf, Bou Noura, Beni Isguen, Melika e Ghardaia - costruiti su rilievi rocciosi raggruppano una popolazione sedentaria e fondamentalmente urbana.MZAB2
 

Ciascuna di queste cittadelle in miniatura, tutte circondate da una muraglia, è dominata da una moschea il cui minareto fungeva da torre di guardia. Tre elementi ricorrenti – lo ksar, il cimitero, il palmeto con la sua cittadella estiva –  che si ritrovano in ognuno dei cinque villaggi, illustrano  un esempio di habitat umano tradizionale rappresentativo di una cultura sopravvissuta fino al XX° secolo.

La moschea, dotata di un arsenale e di granai, era concepita come una fortezza, l’ultimo bastione di resistenza in caso di assedio. Attorno a questo edificio, essenziale per la vita della comunità, sorgono le case distribuite in cerchi concentrici fino al muro di cinta. Ogni casa, formata da uno spazio cubico standard, illustra un ideale egualitario. Nei cimiteri, l’attenzione è attirata dalle tombe dei saggi e da piccole moschee. La vita nella Valle dello M’Zab implicava una migrazione stagionale: ogni estate la popolazione si spostava nei palmeti, dove le “cittadelle estive” erano organizzate in maniera piu’ elastica, con case accuratamente difese, torri di guardia e una moschea senza minareto, simile a quelle dei cimiteri.

La Valle dello M’Zab ha rappresentato una fonte di ispirazione fondamentale per gli architetti e gli urbanisti del XX° secolo, da Le Courbusier a Pouillon.


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Tuesday 27 December 2011
 
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