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Samuel Aranda biografia: la primavera araba nelle sue foto |
MADRID- Una donna velata di nero tiene tra le braccia un uomo della sua famiglia il cui corpo è stremato dall'orrore della repressione in Yemen. E' la foto con la quale Samuel Aranda, reporter spagnolo, ha vinto il World press photo 2011. E' stato il solo fotografo occidentale presente in Yemen durante le rivolte.
Koyo Kouoh, membro della giuria, ha spiegato: “Questa foto parla per un'intera regione. E' valida per lo Yemen, l'Egitto, la Tunisia, la Libia, la Siria... e mostra il ruolo che hanno avuto le donne, non solo in qualità di soggetti che si sono prese cura degli altri, ma anche in qualità di persone attive in movimento”.
Classe: Nato nel 1979 a Santa Coloma de Gramanet, a Barcellona, Samuel Aranda lavora attualmente come freelance per il New York Times ed El Magazine de La Vanguardia. Le sue foto sono sulle prime pagine del Times, di Le Monde, Stern e Geo.
Percorso professionale: La carriera di Samuel Aranda è iniziata all'età di 19 anni, con una collaborazione con El Pais e El Periodico de Catalunya. All'età di 21 anni, era già in prima fila in Medio Oriente, per raccontare il conflitto israelo-palestinese per l'agenzia spagnola EFE. Ma era solo l'inizio. L'AFP sceglie la sua macchina fotografica per coprire il conflitto a Gaza, in Libano, in Iraq, nei Territori palestinesi occupati, in Marocco, nel Sahara occidentale, in Pakistan e in Cina.
Premi: Il suo talento è subito premiato. Nel 2006, è la sua patria a incoronarlo come miglior reporter, conferendogli lo Spanish National Award of Photography. La foto ritrae gli emigrati africani che cercano di raggiungere l'Europa conquista tutti.
Il grado di denuncia espresso dalle sue fotografie ha un elevato impatto sul pubblico. La BBC sceglie le sue foto per i suoi documentari.
Ma è come freelance che Samuel Aranda dà il meglio di sé. E nel 2006 raggiunge l'Uzbekistan, l'India, racconta la lotta per l'indipendenza del Kosovo, il conflitto in Colombia e quello tra Transnistria e Moldavia. Le strade dei bambini di Bucharest, nelle quali piccoli fantasmi spuntano dai tombini ma anche la camorra a Napoli.
Sul suo sito internet, www.samuelaranda.net, infine, anche le foto della Primavera Araba.
Il suo impegno come fotografo durante le rivolte è stato premiato con una menzione nelle “foto dell'anno 2011” del New York Times.
Tunisia, Egitto, Libia, Yemen: le foto di Samuel Aranda raccontano il risveglio del mondo arabo e la lotta per il cambiamento che unisce i popoli dell'intera regione.
Human Rights Watch ha scelto una sua fotografia per la copertina dell'ultimo report sullo Yemen.
Nella raccolta “Yemen fighting for change”, corpi feriti, macerie, uomini e donne in piazza uniti dalla stessa determinazione, bambini con in mano armi o che osservano il mondo da dentro una macchina o che si reggono sulle stampelle, volti ed espressioni tra la folla di una rivolta.
“Mi aspettavo che in Yemen fosse come in Iraq nel 2004 o in Pakistan e Afghanistan, dove tu non potevi uscire la notte e ad un sacco di gente non piacevano gli stranieri”, ha detto Aranda. “Qui invece è il contrario. Loro amano gli stranieri”.
I fotografi in Yemen sono stati generosi con lui, ha detto, e lo hanno aiutato ad evitare l'arresto.
Indossando abiti locali e spostandosi su una motocicletta, ha avuto grande libertà di accesso alle aree controllate dall'opposizione.
Ma non tutti sono stati così accomodanti. Mentre Samuel Aranda si trovava a Taiz insieme ad un'altra freelance del Times- Laura Kasinof- i soldati governativi hanno sparato contro di loro.
Ma ciò non è valso a fermare il suo entusiasmo e la sua missione. “La cosa migliore di questo viaggio è stata scoprire la città vecchia di Sanaa, la migliore città che io abbia mai visto in vita mia”, ha detto.
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