TIRANA - Il governo albanese ha approvato un piano di austerity adottando una drastica riduzione della spesa prevista nel budget del 2010. Il Fondo monetario Internazionale (Fmi), una cui missione è stata a Tirana per delle consultazioni sulla revisione del budget, ha considerato l'intervento dell'esecutivo quale "una mossa nella giusta direzione".
Il governo ha tagliato del 25% la spesa, pari a circa 300 milioni di euro, ed esclude la possibilità di incrementare le tasse, mentre dal primo luglio ha deciso di aumentare pensioni e salari. "Il nostro obiettivo è quello di fare attenzione alla stabilità macroeconomica del Paese, ridurre il deficit di bilancio e il debito pubblico", ha spiegato il ministro delle Finanze, Ridvan Bode.
Il deficit è pari al 7% cento del Pil, mentre il debito pubblico è salito alla fine del 2009 al 69,5% del Pil, un tasso che gli esperti considerano molto alto per la struttura dell'economia albanese. "La autorità di Tirana hanno affrontato con successo la difficile situazione degli ultimi due anni e l'economia albanese é stata una delle poche ad aver evitato la recessione", ha dichiarato Gerwin Bell, a capo della missione dell'Fmi.
Nel 2009 è stata registrata una crescita del 3,3%. Per il 2010 invece l'Fmi prevede una crescita del Pil del 2,6%, inferiore alle proiezioni del governo di Tirana, che colloca la crescita sul 4,5%.
Bell avverte tuttavia che i rischi sono permanenti e davanti ci sarebbero altre sfide quali "la bassa richiesta dai partner commerciali dell'Albania, l'incertezza del sistema finanziario mondiale e un ambiente difficile per i finanziamenti dei debiti sovrani". Infatti l'Albania, lo scorso maggio, falli nel suo primo tentativo di emettere un eurobond da 400 milioni di euro. (ANSAmed).
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