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Written by Diletta Piazza
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ROMA - E' il monumento all'umanità migrante. Ha ridisegnato il percorso storico, evolvendolo in positivo, nonostante sia l'emblema di evento quanto mai tragico.
Da ieri Otranto ha una nuova opera d'arte. Si chiama "L'approdo" ed è la Kater I Rades, la motovedetta albanese che nella tragica notte del venerdì santo del ‘97, entrata in collisione con la Marina militare locale, naufragò nel Canale di Otranto con 120 persone a bordo. I superstiti furono solo 34, i morti 57 in gran parte donne e bambini e 24 i corpi mai ritrovati.
Ora quel barcone, emblema degli sbarchi in Italia, è approdato nelle mani dello scultore greco di fama internazionale Costas Varostos, diventando una singolare opera d'arte. Affiora ad Otranto e nel suo porto millenario, emblema di accoglienza e solidarietà tra i popoli.
La realizzazione del monumento, è stata possibile grazie all’associazione Integra Onlus, ai parenti delle vittime, al Comune di Otranto, all’Assessorato alle politiche giovanili e all’Istituto di Culture mediterranee della Provincia di Lecce. Fondamentale anche il contributo della Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo, della cooperativa Artemisia e della Copeam, la Conferenza Permanente dell’Audiovisivo Mediterraneo.
Oggi questo progetto vuole diventare il punto di partenza per la nascita di un atelier internazionale dove creatività e migrazione si incontrano attraverso un programma di residenze artistiche, laboratori, seminari, dibattiti capace di generare un'importante e fitta rete di relazioni e attività. Una vera e propria "Residenza internazionale per il contemporaneo e le migrazioni".
Tuesday 31 January 2012
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krispin
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